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Rubriche : lettere alla gazzetta

"Cancellare i simboli del fascismo equivale a cancellare la nostra Storia"

martedì, 12 settembre 2017, 21:59

di lettera firmata

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa riflessione inviataci da un lettore che ha chiesto di poter mantenere l'anonimato per timore di ritorsioni nella Media Valle del Serchio: a questo punto siamo arrivati con i feudatari del Pensiero Unico verniciati di rosso?:

Egregio direttore, 

leggo con stupore stamani sulle cronache nazionali l'ennesima scellerata idea di questa sinistra italiana di rimuovere i simboli fascisti e le scritte con il nome del Duce sui monumenti nelle città tra le quali quella sull'obelisco del Foro Italico. Il fascismo ha fatto parte della nostra storia nel bene e, soprattutto, nel male, ma non possiamo far finta di niente. Si parla di reato di apologia del fascismo con pene che vanno fino a 4 anni di carcere, ma si scherza? Non si parla mai invece di cosa ha fatto il comunismo in Russia dove i morti anche li sono stati milioni. Si dà del fascista a persone senza nemmeno sapere il significato della parola fascista solo perché si esprime un parere o si critica questa invasione di massa senza controllo dall'Africa.

Se si dice che malattie che erano del tutto debellate in Europa come la malaria, tubercolosi ecc. vengono portate dai clandestini si viene subito etichettati come fascisti. Il fatto che il presidente della Regione Toscana Rossi voglia mettere a tacere chi scrive frasi contro la migrazione o i clandestini. Dove stanno la libertà di parola e di stampa sancite dalla costituzione italiana?

Voglio ricordare ai tanti compagni che nel periodo del fascismo nacquero l'Inail, l'assistenza obbligatoria contro la TBC, l'assicurazione obbligatoria contro le malattie professionali, l'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (I.N.P.S.), l'istituzione del sindacalismo integrale con l'unione delle rappresentanze sindacali dei datori di lavoro (Confindustria e Confagricoltura), gli assegni familiari e soprattutto la lotta ala mafia (quasi debellata) e alla massoneria.

Ci fu la parte più brutta è vero che non si dovrà mai dimenticare delle deportazioni di ebrei a fianco dei nazisti ma questa è storia e va raccontata e non tolta o distrutta. I compagni per più di 60 anni hanno volutamente nascosto e non ammesso il massacro delle Foibe. Mio bisnonno ufficiale dell esercito ha servito sotto Mussolini e a differenza di molti suoi colleghi ufficiali non si è mai per vigliaccheria spostato verso le milizie partigiane ma ha sempre giurato fedeltà al suo ruolo e per questo ne ha pagato le conseguenze.

Oltretutto mi fa molta rabbia quando sento dire che non bisogna criticare chi viene in Italia perché anche gli Italiani a loro volta hanno emigrato. Chi dice ciò non ha la più pallida idea di cosa fosse la migrazione in Europa e verso gli USA alla fine del 1800 e primi del '900. Gli italiani si facevano le ossa, dormivano in zone altamente a rischio, lavoravano in condizioni disumane per pochi soldi, ma la cosa più importante è che osservavano le leggi e le tradizioni della nazione ospitante.

Cosa fanno invece gli immigrati che arrivano in Italia? Gli viene assegnato un albergo di lusso, 30 euro al giorno, mangiare e di lavorare non se ne parla nemmeno, non osservano le leggi e le tradizioni italiane. Io proporrei una cosa a chi vuole togliere il crocifisso, non fare l'albero di natale o mettere il presepe nelle scuole perché offendono la fede altrui. Lasciamo aperte le scuole a Natale, Pasqua ecc. Non è festa per gli islamici ed è giusto che vadano a scuola allora. 

 


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