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Scritto da andrea pedri
Bagni di Lucca
21 Novembre 2022

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Sono parecchi gli spunti di riflessione emersi nella conferenza tenuta dai tre consiglieri di Progetto Futuro (Massimo Betti, Claudio Gemignani e Laura Lucchesi) al Bar del Mutilato di Bagni di Lucca.

Le premesse, e i possibili toni dell’evento, erano prevedibili, ma nonostante ciò le forti critiche lanciate dalla lista di minoranza all’attuale giunta Michelini hanno fatto parecchio eco tra la cittadinanza e le altre forze politiche bagnaiole.

Cinque mesi di inerzia totale”, “assenza di conoscenza e cultura del territorio”, “nessuna voglia di prendersi responsabilità”, “amministrazione senza coraggio”: la lista di invettive che i tre consiglieri hanno lanciato verso la maggioranza è notevole, ma il succo della questione gira sempre attorno ad un elemento principale: per Progetto Futuro, sia i precedenti quattro anni che gli ultimi cinque mesi con a capo il sindaco Michelini sono stati un vero e proprio disastro, causa principale della chiusura della maggior parte delle attività sul territorio, ormai morente, e una conseguente perdita di popolazione, attrattiva e importanza da parte di Bagni di Lucca nell’area della Mediavalle.

L’incontro non si è però incagliato su critiche fini a sé stesse, ma ha portato alla luce tutti gli “sbagli” che l’attuale amministrazione avrebbe commesso negli anni passati e perpetrati anche da dopo le elezioni di giugno. La lista, per Progetto Futuro, è lunghissima: stadio, impianti natatori, l’accoglienza dei turisti, le attività sportive e ricreative, ma prima di tutto, la chiusura delle terme e i successivi contenziosi con gli ex gestori.

Sono molti i temi sul banco, quali le terme, il tennis, lo stadio, le piscine, l'ufficio informazioni: tutte attività chiuse per mancanza di coraggio e assenza di presa di responsabilità. Innanzitutto – analizzano i tre consiglieri – una giunta col silenziatore e chiusa nelle sue stanze: dopo i proclami elettorali, si è tornati al silenzio e all’inerzia assoluti che avevano caratterizzato i primi quattro anni e mezzo della giunta precedente. Un’amministrazione che non ha il coraggio di osare e di scegliere. Partiamo con le terme. Dopo la chiusura, assolutamente da evitare, occorreva una riapertura anche provvisoria con accordi transattivi con una visione imprenditoriale. Le terme andavano tenute aperte in qualsiasi modo, con un accordo a scadenza con l'ex gestore per poi arrivare ad una soluzione di gestione, quella che fosse: un bando accessibile dopo adeguati contatti con gruppi e società del settore che potesse facilitare e invogliare soggetti interessati. L'accreditamento Asl è un falso problema, risolvibile, se si vuole, in breve tempo. Il guaio vero è la scelta di aver aperto un contenzioso col precedente gestore invece di trovare soluzione in attesa di scelte amministrative. Il contratto precedente era risolto col dicembre 2018, e trascinare senza decisioni, di sei mesi in sei mesi, questa gestione ha bloccato ogni forma di investimento nelle strutture e nella promozione. Sarebbe stata anche possibile una gestione pubblica. La società partecipata comunale BASE, se non fosse stata smantellata nonostante funzionasse alla grande, avrebbe avuto il ruolo e le capacità di assolvere tale compito. Poteva essere pensata anche una società mista pubblico-privata che coinvolgesse gli stessi cittadini di Bagni di Lucca, compresi i residenti all'estero. Altra ipotesi è coinvolgere regione e governo a livello turistico. In questo, come in tutto il resto, non abbiamo problemi a fare la nostra parte, e tantomeno ci manca il coraggio di mettersi in gioco: lo abbiamo dimostrato ampiamente anche nella vita civile”.

Una disamina impietosa quella messa in campo da Betti, Gemignani e Lucchesi, delusi principalmente da, secondo il loro punto di vista, una visione sul lungo periodo assente e una discreta abitudine a trovare scuse per evitare, posticipare e giustificare operazioni quantomeno discutibili.

Quanto alle piscine – continuando il discorso – ovviamente ogni lavoro è importante e merita il plauso. Ma l'errore di base è avere rifatto un impianto identico, che aveva già dimostrato i problemi di gestione per i costi di manutenzione, oggi oltretutto moltiplicati dagli aumenti in corso. Il vero progetto deve mirare a un automantenimento della struttura: non sono più i tempi dei passivi pubblici, ormai insostenibili. Il progetto di base dell’amministrazione Betti prevedeva infatti un allargamento con tribune, consentendo così la possibilità di svolgere gare e avere pubblico pagante e spendente, con la creazione di nuove entrate. Questo è il motivo per cui gli investimenti in attesa del contributo regionale miravano a salvaguardare il preesistente, onde evitare la perdita dei clienti e soprattutto della squadra giovanile di oltre 60 individui, i cui membri sono ormai approdati in altri lidi. Invece, in cinque anni, chiuse le piscine coperte (si continua a dare la colpa dei ritardi sempre e solo al covid) e le piscine scoperte estive, con gestioni provvisorie per due mesi mediamente a stagione. Anche il bando per lo stadio e la sua gestione ha un che di assurdo. Chi può essere interessato a una gestione provvisoria di tre mesi, facendo investimenti in prospettiva? Si deve andare subito ad una gestione più ampia, dopo aver saggiato il settore. Al momento solo erbacce e cinghiali si allenano indisturbati. Per il tennis, a parte che è stato un errore spostare il bar, poteva benissimo essere ripristinato dove era, avendo agibilità e un danno da incidente e non demolito volontariamente dal Comune. Intanto anche questa attività importante e storica per il territorio è chiusa. Nel nostro circolo sono nati e hanno giocato molti campioni nazionali e internazionali. Bastava investire in un campo di Padel, sport che sta spopolando, che avrebbe dato vigore e economia ai soci.

Quasi con ironia (forse?), Progetto Futuro dichiara che persino gli scout hanno fatto le valigie in direzione Coreglia.

Nonostante il comune bagnaiolo si presterebbe benissimo a grossi flussi turistici, per Progetto Futuro il Michelini-bis non si è discostato per niente dall’inerzia e disinteresse dei cinque anni precedenti.

Portando come esempi testimonianze, interpellanze e interventi recenti, i tre consiglieri tratteggiano un quadro poco lusinghiero sullo stato del comune e delle sue frazioni, in pieno stato di degrado e abbandonate a sé stesse.

Ma l'inerzia l'ha fatta da padrone anche in altri due settori, nel rapporto con gli scout e nel settore turistico. Per quanto riguarda gli scout, rimasti senza sede per i lavori in corso alla stazione, l'amministrazione non si è minimamente adoperata per trovare una sede alternativa: risultato? Gli scout sono stati accolti dal Comune di Coreglia con un locale sito a Ghivizzano. Per quanto riguarda il turismo, volano importante di sviluppo come detto dal Sindaco durante l'illustrazione al Consiglio del programma di mandato, ebbene, la cosa più importante del settore, l'ufficio informazioni, risulta chiuso dal primo di ottobre. La cooperativa che lo gestiva non ha rinnovato la gestione e il Comune non ha fatto un bando. Conclusione: ufficio turistico chiuso, dipendente a casa e turisti a piedi. Tutto passato ovviamente in sordina. Nessuna comunicazione. L'amministrazione inerte anche in questo, come se i problemi si risolvessero tipo struzzi, mettendo la testa sotto la sabbia. Speriamo in piani alternativi. Sappiamo che la dipendente si era offerta per gestire personalmente l'ufficio, avendo ormai un’esperienza di vari anni. L'amministrazione ha risposto picche anche a questo: chiudere non dà responsabilità, ma il paese muore. Collegato a questo, sappiamo che l'ultimo giorno di apertura dell'ufficio, sarebbe venuta a Bagni di Lucca una delegazione composta da persone da fuori regione in occasione del Lucca film festival, con autista e auto di rappresentanza, con proposta di un progetto per la valorizzazione di territori più importanti della lucchesia. Ebbene, ad accoglierli, dell'amministrazione che sapeva, non c'era nessuno. Gli argomenti sono tanti, ci torneremo: senza fare critiche sterili che erano la specialità di questa amministrazione quando era all'opposizione, proponiamo anche le soluzioni. Tutte già presenti sul nostro programma elettorale, ma bisogna che gli amministratori prendano decisioni e responsabilità quanto prima, altrimenti non lasceranno un malato agonizzante, ma un morto. Perdere occasioni come le celebrazioni pucciniane, dove non è stato proposto un progetto, o gli uffizi diffusi, dando proposte irricevibili, sono state veramente una palese dimostrazione di assenza di conoscenza, cultura del territorio e visione turistica e promozionale”.

Persino sui possibili tagli alle sezioni e ai plessi scolastici Progetto Futuro ha dato un giudizio positivo: come dire, una pagella piena di insufficienze.

La speranza, secondo i consiglieri, è che queste “rivelazioni” possano smuovere finalmente l’amministrazione e l’opinione pubblica, anche se quest’ultima sta già iniziando a storcere il naso. Ne va del futuro del comune e della sua visione di sviluppo: vocaboli che secondo i consiglieri sono totalmente assenti dall’attuale agenda Michelini.

Abbiamo passato un’intera estate con la strada Monti di Villa/Montefegatesi, per non parlare della piazza del comune ancora distrutta – concludono i consiglieri – abbiamo dato una pessima immagine del decoro del territorio, con il ponte di Cevoli coi buchi, risistemato a seguito di lamentele nostre e dei cittadini, e un progetto della piazza della stazione con un restringimento della carreggiata per far girare i pullman (basta vedere da una parte il cordolo svelto e dall'altra il tondino di ferro storto, la gettata di cemento piena di sgommate e il cordolo sopra con molte strusciate di carrozzeria). Anche sulla scuola di Scesta avevamo la nostra proposta: realizzare nel nuovo plesso una sezione distaccata di una scuola superiore, magari l'istituto agrario, lasciando aperte le due scuole di Fabbriche e di San Cassiano. Ma nulla, si vuole andare avanti con un progetto nato sbagliato in partenza. Per favore, battete un colpo. Chiediamo di porre rimedio a queste mancanze e molte altre finché si è in tempo, perché la gente ama ancora Bagni di Lucca e viene volentieri. Ma fa male a tutti vederla ridotta come mai lo è stata”.

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