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Bagni di Lucca

Da Bagni di Lucca all'Eritrea: Partecipazione & Sviluppo apre una nuova sede

sabato, 11 novembre 2017, 14:43

di andrea cosimini

Sono partiti il 25 ottobre, con un volo decollato da Roma, hanno fatto scalo a Il Cairo, in Egitto, poi hanno raggiunto l'aeroporto di Asmara, la capitale dell'Eritrea, meta del loro viaggio.

Una spedizione finanziata dall'associazione Partecipazione&Sviluppo, la onlus di Bagni di Lucca che si occupa della gestione dei richiedenti asilo sul territorio, guidata da Marcello Marchi, presidente dell'associazione Lucca-Massaua Un lungo ponte, con protagonisti otto studenti delle scuole di Lucca, due dell'istituto geometri e sei dell'agrario, accompagnati dal professor Franco Grossi. 

Il loro soggiorno in Eritrea è durato fino al 5 novembre. Qui i ragazzi hanno potuto vedere con i propri occhi, e tastare con mano, come si vive realmente in uno di quei paesi africani che spesso viene rappresentato, dai media internazionali, come uno dei luoghi sconsigliati da visitare nonostante il profondo legame tra la nostra nazione e quella eritrea.

"L'Eritrea - ha commentato Alessandro Ghionzoli, presidente dell'associazione Partecipazione&Sviluppo - viene descritta sui vari siti come la "Nord Corea dell'Africa". Ma non è affatto così. Certo, la situazione è critica. La popolazione è vittima di un embargo che dura ormai da una quindicina d'anni e i governanti sono accusati di appoggiare le milizie integraliste somale. Noi però abbiamo girato liberamente per le strade, senza problemi, vedendo persone armate in una sola circostanza ed allarmandoci quando su Al Jazeera abbiamo appreso lo stesso giorno che c'erano stati 28 morti. La notizia era stata riportata anche in Italia, da quotidiani autorevoli come La Repubblica e Il Corriere della Sera, ma poi abbiamo scoperto, con sorpresa, che si trattava di una fake news".

"Eravamo là - ha continuato Ghionzoli - per vedere la situazione con i nostri occhi e capire. Nonostante la Farnesina sconsigli le visite in Eritrea, noi siamo italiani e abbiamo un legame con questa terra. Ad Asmara c'è una scuola italiana che è la più grande al mondo all'infuori del territorio nazionale, con 1.300 alunni, ed è quella che fornisce la migliore preparazione in tutta l'Eritrea. Si trova sotto la diretta dipendenza del Ministero della Pubblica Istruzione, ma non c'è ancora un preside purtroppo. Nel nostro piccolo, quindi, proviamo a fare un appello".

Partecipazione&Sviluppo ha deciso, a seguito di questa visita, di aprire anche una propria sede in Eritrea, ad Asmara, ospite nei locali messi a disposizione da Club Bologna, un'associazione di eritrei che dall'estero sosteneva la lotta di indipendenza del proprio popolo.

"La nostra associazione - ha detto Ghionzoli -, con l'apertura della nuova sede, vuole proporre progetti di sviluppo che siano bilaterali. Gli studenti eritrei hanno bisogno praticamente di tutto. Non chiedono soldi, però, solo corsi di formazione. Vogliono persone esperte che possano insegnare loro un mestiere. Ad Asmara abbiamo quindi una segretaria di riferimento per la nostra associazione".

Una volta arrivata in Eritrea, la delegazione lucchese, che ha avuto come ospiti anche Oriano Landucci e Donatella Buonriposi, è stata ricevuta da Kelati Tewelde del ministero risorse marine dell'Eritrea.

"L'Eritrea è una terra bellissima e con un potenziale altissimo - ha commentato Ghionzoli -. Da Massaua ad Asmara c'è un dislivello di 2.400 metri e molte sono le ricchezze del sottosuolo: petrolio, olio, potassio. E' una nazione dove convivono quattro religioni diverse: dagli islamici ai cattolici, fino ai cristiani copti e i protestanti. Al di fuori di queste religioni, però, non ne sono ammesse altre. Queste quattro, comunque, convivono in totale pace. In Eritrea non c'è né droga né criminalità. E le donne eritree sono bellissime. La sera vanno a giro da sole e sono vestite e truccate proprio come le nostre donne".

"Gli italiani - ha infine concluso Ghionzoli - sono ben visti. Anche se ormai ne sono rimasti qualche centinaio. Molti però capiscono l'italiano e lo parlano. Andando sul posto abbiamo potuto appurare quali siano i due reali problemi di questa splendida terra: in primis l'embargo; poi il mancato rispetto, da parte della confinante Etiopia, del Trattato di Algeri che stabilisce i confini con l'Eritrea".


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