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Bagni di Lucca

Vola la raccolta differenziata, Bagni di Lucca tra i primi a livello regionale

venerdì, 16 marzo 2018, 12:39

Con la trasmissione dei dati relativi al 2017 all’ARRR ( Agenzia Recupero Risorse Regione Toscana) il Comune di Bagni di Lucca ha potuto misure i risultati ottenuti da BASE nel 2017 per le diverse raccolte differenziate.

Nel 2017 sono aumentati complessivamente i rifiuti urbani raccolti, passando dai 2.653.107 Kg del 2016 ai 2.944.774 Kg del 2017, con un incremento di poco meno di 300 tonnellate.

Tale incremento però non è legato ad una maggiore produzione di rifiuti indifferenziati ( aumentati di solo 40 tonnellate anche per effetto delle maggiori presenze di turisti e forestieri) ma ad un incremento delle varie matrici destinate al recupero o riutilizzo.

Infatti complessivamente la percentuale di raccolta differenziata è ulteriormente aumentata superando la soglia del 71%.

Assume particolare evidenza l’incremento degli scarti vegetali e verde, dovuto principalmente alle attività di pulizia delle foglie e alle attività di potatura e di taglio erba notevolmente incrementati dal mese di giugno dello scorso anno.

Un ulteriore incremento si è verificato nella raccolta di inerti.

I rifiuti provengono solo da utenze domestiche ; l’accesso infatti è consentito previa verifica dell’origine domestica di tali rifiuti. Ciò evidenzia il fatto che la cittadinanza ha risposto in modo positivo all’offerta del servizio, determinando anche il beneficio ambientale della minore presenza di tali rifiuti nelle aree boscate e verdi.

Un altro elemento di riflessione è costituito dalla diminuzione della produzione destinata agli impianti di rifiuti ingombranti e di rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche.

Per gli ingombranti probabilmente ha influito la crescita del recupero attraverso la bacheca del riuso, iniziativa attivata dalla società attraverso la pubblicazione di foto di materiale ritenuto riutilizzabile, quale ad esempio mobili, suppellettili, giocattoli ed apparecchiature varie. Numerosi sono stati infatti i cittadini che hanno beneficiato di tale iniziativa. BASE è stata una delle prime società che ha attivato questa modalità di prevenzione nella produzione dei rifiuti.

La Direttiva 2008/98/CE stabilisce che l’obiettivo principale della politica ambientale in materia di rifiuti è ridurre al minimo le conseguenze negative della loro produzione e della loro gestione nonché di dissociare la crescita economica dagli impatti ambientali connessi alla produzione di rifiuti. A tal fine impone agli Stati membri di adottare programmi di prevenzione dei rifiuti che individuino specifiche misure di prevenzione della loro produzione. Tale direttiva ha sancito che la politica europea di gestione dei rifiuti si fonda sulla “gerarchia dei rifiuti” che attribuisce priorità assoluta alla prevenzione e riduzione della produzione dei rifiuti e solo dopo al riutilizzo, al riciclo e al recupero, lasciando per ultimo, come opzione residuale, lo smaltimento.

Il D.Lgs. 152/06 e s.m.i., nel recepire la direttiva 2008/98/CE, agli artt. 179, 180 e 180bis richiama i principi di prevenzione, di riduzione della produzione dei rifiuti e di riutilizzo di prodotti. In particolare, l’art 180-bis del decreto legislativo 152/2006, prevede che “Le pubbliche amministrazioni promuovono, nell’esercizio delle rispettive competenze, iniziative dirette a favorire il riutilizzo dei prodotti e la preparazione per il riutilizzo dei rifiuti. Tali iniziative possono consistere anche in: (…) misure logistiche, come la costituzione ed il sostegno di centri e reti accreditati di riparazione/riutilizzo”. Inoltre, il recente “Collegato Ambientale” di cui alla L. 221/2015 ha integrato l’art. 180 bis con il comma 1 bis stabilendo che “i Comuni possono individuare anche appositi spazi, presso i centri di raccolta di cui all’articolo 183, comma 1, lettera mm) , per l’esposizione temporanea, finalizzata allo scambio tra privati, di beni usati e funzionanti direttamente idonei al riutilizzo. Nei centri di raccolta possono altresì essere individuate apposite aree adibite al deposito preliminare alla raccolta dei rifiuti destinati alla preparazione per il riutilizzo e alla raccolta di beni riutilizzabili. Nei centri di raccolta possono anche essere individuati spazi dedicati alla prevenzione della produzione di rifiuti, con l’obiettivo di consentire la raccolta di beni da destinare al riutilizzo, nel quadro di operazioni di intercettazione e schemi di filiera degli operatori professionali dell’usato autorizzati dagli enti locali e dalle aziende di igiene urbana”.

Come si vede la normativa mira a favorire queste attività di prevenzione e la realizzazione di un centro di riuso, connesso al centro di raccolta comunale. Anche per questo la Società ha partecipato al bando di finanziamento RAEE, ottenendo un interessante finanziamento a fondo perduto di quasi 19.000 euro. Con tale finanziamento si potrà realizzare anche una tettoia sul piazzale esterno e liberare uno degli ambienti coperti e chiusi attualmente occupato dagli scarrabili destinati ai RAEE, scarrabili che andranno allocati sotto la nuova tettoia.

Come poi prevede la normativa, la Società potrà avvalersi sia di operatori professionali che di cooperative sociali o di associazioni di volontariato per promuovere le attività del centro di riuso. Questa importante iniziativa potrà essere realizzata previo esplicitazione da parte del Socio Unico degli indirizzi necessari in sede di Assemblea prevista per l’approvazione del Bilancio consuntivo 2017.



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