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Bagni di Lucca

L'amministrazione: "No a impianto Tana Termini, sì a commissione di controllo Base"

martedì, 10 luglio 2018, 23:34

di andrea cosimini

Da una parte la decisa presa di posizione dell'amministrazione Michelini che si è dichiarata contraria alla possibile riattivazione dell'impianto di compostaggio di Tana Termini, dall'altra la volontà di costituire una commissione di controllo "tecnica" per sorvegliare ulteriormente l'attività della società "in-house" di raccolta rifiuti.

Queste le principali novità emerse dall'ultimo consiglio comunale di Bagni di Lucca che ha visto al centro del dibattito le due questioni più "scottanti" del momento, ovvero l'ipotesi di una riapertura dell'impianto di compostaggio del comune di Piteglio, oggetto in passato di numerose lamentele da parte dei cittadini delle frazioni a nord del comune termale per le maleodoranze emanate, e la trasparenza della società Base srl, oggetto invece di una recente polemica sfociata nella revoca dell'incarico all'ex amministratore unico Giuseppe Vitiello.

Ad incalzare l'amministrazione sull'impianto di compostaggio di Tana Termini è stato il consigliere di minoranza Claudio Gemignani, capogruppo di "Un futuro per Bagni di Lucca", che ha presentato un'interpellanza sul tema anche a nome della consigliera Laura Lucchesi, assente giustificata al consiglio dopo il parto della piccola Sofia.

A prendere parola è stato il consigliere Antonio Bianchi, delegato all'ambiente, che ha innanzitutto fornito alcune informazioni tecniche sull'impianto. Il consigliere ha ribadito infatti l'incidenza della struttura su una parte marginale, ma non per questo meno importante, a nord del comune di Bagni di Lucca (in particolare, le frazioni di Lucchio e Vico Pancellorum), ed ha sottolineato come l'impianto, costato 5-6 milioni, abbia dimostrato carenze gestionali e funzionali sin dalla sua inaugurazione.

"L'impianto - ha spiegato Bianchi - era gestito dalla Sistemi Biologici prima di passare al curatore fallimentare. Ancora ci sono oltre 4 mila tonnellate di rifiuti presenti da smaltire. 800 tonnellate di compost recuperabile verranno smaltite, mentre le restanti non sono recuperabili. Ritieniamo che, proprio per le carenze registrate, non ci siano le possibilità per la riattivazione dell’impianto. Non possiamo però ovviamente prevedere l’esito del ricorso. A questo punto comunque la regione è competente, non più la provincia, quindi tutti i comuni limitrofi sono coinvolti nella possibile riapertura. Anche Bagni di Lucca. Il sindaco, vista la problematicità legata all'ambiente e alla salute dei cittadini, si è già mosso per tempo il 25 giugno indirizzando una lettera al curatore fallimentare, al sindaco Piteglio, all'Arpat, alla Regione e all'Asl in cui si capisce la nostra posizione. Siamo contrari alla riattivazione dell'impianto e sposiamo in toto il testo dell’interpellanza di Gemignani".

Un focus quindi sulla questione legata a "Base" grazie anche ad un interpellanza presentata dal consigliere di minoranza Massimo Betti, capogruppo di "Progetto Rinascimento", che ha chiesto chiarimenti sull'assemblea dei soci di Reti Ambiente del 10 aprile.

Ancora il consigliere Bianchi è intervenuto per spiegare la natura dell'assemblea e approfittare dell'occasione per rivelare il futuro della gestione dei rifiuti nel comune termale da qui ai prossimi anni: "L'assemblea - ha risposto Bianchi - ha riguardato semplicemente una modifica statutaria per l'adeguamento al decreto Madia. Ci tengo comunque a ribadire che, fino al 2020, Base porterà avanti il servizio "in-house" anche se Reti Ambiente individuerà il gestore privato. Dopo il 2020, il comune provvederà a stipulare con la società un nuovo contratto, inserendo però una clausola risolutiva, per cui Base cesserebbe immediatamente di funzionare per passare tutte competenze, eventualmente, a Reti Ambiente per la raccolta dei rifiuti. Ato ci ha già dato comunque garanzie sul personale e, a questo punto, abbiamo chiesto anche garanzie sul passaggio dei mezzi".

Prima di chiudere il capitolo "Base", è voluto intervenire anche il primo cittadino, Paolo Michelini, che ha spiegato come una società "in-house", totalmente partecipata dal comune, debba muoversi come un ente pubblico e quindi debba essere controllata, in tutte le sue attività, dal comune stesso.

"Per questo - ha dichiarato - c'è bisogno di istituire una commissione di controllo (ovvero un organo tecnico) che si aggiungerà, e non sostituirà, la commissione di vigilanza (che è invece un organo politico). E' necessario costituire uno statuto e un regolamento per l'iscrizione della società all’Anac".

Tante altre comunque le questioni all'ordine del giorno. Il consiglio si è aperto infatti con una piccola magagna relativa allo spostamento della caldaia del palazzo comunale, una mossa necessaria dopo la contestazione dei proprietari confinanti, costata una variazione di bilancio ed un esborso da parte della cittadinanza.

Su questo, il sindaco Paolo Michelini ha preso la parola per specificare: “Per lo spostamento dell’impianto termico il comune ha dovuto sborsare per non andare in giudizio. Cercheremo però di capire se ci sono state delle responsabilità perché è ingiusto che i cittadini di Bagni di Lucca debbano pagare per questo”. D’accordo il consigliere di minoranza Claudio Gemignani, che ha sottolineato come sia giusto che chi fa un errore poi lo paghi, e d’accordo l’altro capogruppo di opposizione, Massimo Betti, che però ha sottolineato la natura “tecnica” dell’errore. Su quest’ultima osservazione, però, il vice-sindaco Sebastiano Pacini ha avuto da ridire: “E’ vero che si tratta di un errore di natura tecnica, ma è anche vero che la caldaia è stata montata sul palazzo comunale. Chi aveva la delega ai lavori pubblici, nella precedente amministrazione, forse doveva un minimo controllare”.

Spazio quindi alle interpellanze. La prima, risalente addirittura a gennaio, del gruppo di minoranza “Progetto Rinascimento” riguardante la situazione presso la discarica abusiva di Brandeglio, segnalata ai carabinieri forestali nel febbraio 2017 dal proprietario del terreno, per cui fu individuato il colpevole che doveva provvedere alla bonifica. Il capogruppo Betti ha sottolineato come l’amministrazione avrebbe dovuto intervenire, nel caso non fosse intervenuto il colpevole, ma come attualmente la situazione non sia stata ancora risolta come segnalato da alcuni cittadini del posto.

Il consigliere delegato all’ambiente, Antonio Bianchi, ha preso la parola per spiegare la situazione: “Il colpevole – ha spiegato – si è preso l’impegno a parole ma, di fatto, non ha fatto nulla. Così il comune ha chiesto un preventivo per bonificare il sito alla società “in-house” Base srl stimato in 3 mila 830 euro. Questa spesa è stata quindi inserita nel bilancio 2018. La bonifica però non può essere fatta dal personale di Base perché non ha competenza vista la zona scoscesa. Dobbiamo quindi trovare una società adatta per l’intervento e capire come i rifiuti siano stati nel frattempo ulteriormente dispersi. Massimo fine anno vedremo di provvedere ad intervenire. Ci tengo comunque a chiarire che si tratta di una discarica di rifiuti non pericolosi, di natura domestica, e per di più non vicina al centro di Brandeglio”.

Chiusa la parentesi “discarica”, Claudio Gemignani, capogruppo di “Un futuro per Bagni di Lucca”, ha infine interpellato l’assessore al commercio Francesca Lenzarini sulla situazione del commercio a Bagni di Lucca dopo la chiusura di varie attività commerciali nel comune.

“Il rilancio delle attività commerciali – ha detto al proposito Lenzarini - è per la nostra amministrazione una delle sfide più complesse. La situazione del commercio nel nostro comune è, purtroppo, nota a tutti. L’amministrazione è ovviamente dispiaciuta per le chiusure riscontrate sul territorio. Con l’approvazione del bilancio, però, vista la situazione economica ereditata, non era possibile inserire contributi (come richiesto da Gemignani, ndr) per le attività commerciali. Riteniamo che Bagni di Lucca debba comunque puntare sul turismo. Per questo cerchiamo di puntare sul decoro, sulla manutenzione ordinaria e sull’informazione alle attività comunali dei bandi pubblicati. Per il momento abbiamo fatto periodicamente degli incontri con i commercianti del capoluogo, ma gli obiettivi futuri sono quelli di concedere sgravi per le attività commerciali e mettere a bando una piccola somma per chi metterà in atto l’arredo più attraente”.


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