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Bagni di Lucca

La scuola torna a Scesta: nasce un nuovo plesso sicuro e all'avanguardia

venerdì, 28 dicembre 2018, 23:43

di andrea cosimini

Era il 30 agosto dell'anno scorso quando il primo cittadino di Bagni di Lucca, Paolo Michelini, dovette affrontare i genitori degli alunni della scuola di Scesta per comunicargli la decisione, drastica, di voler chiudere il plesso scolastico per ragioni di sicurezza. Una decisione che fece discutere, presa peraltro a pochi mesi dal suo insediamento, basata essenzialmente sulla scoperta di una relazione tecnica di cui il sindaco era venuto a conoscenza e che metteva in evidenza gli elevati rischi in caso di scosse sismiche o nevicate forti.

La promessa che quel giorno Michelini fece ai genitori (a dire il vero un poco scettici) fu quella di impegnarsi a ricostruire al più presto una scuola più sicura e all'avanguardia, proprio a Scesta, per non perdere questo importante presidio di montagna e permettere a tutti gli alunni di ritornare a svolgere le proprie lezioni nella piccola frazione bagnina. Una promessa che, in realtà, aveva più il sapore di una scommessa visto che, all'epoca, fu fatta sulla base di nessun finanziamento sicuro e di nessuna certezza concreta alla base.

Oggi, a distanza di 16 mesi da quel giorno, si può dire però che quella promessa è stata mantenuta. E in tempo quasi record. L'amministrazione termale è infatti riuscita a presentare un progetto esecutivo della nuova scuola, che sorgerà nella stessa area del vecchio edificio, già completamente finanziato grazie a fondi ministeriali (1 milione e 600 mila euro dal ministero delle finanze e dell'interno) e regionali (500 mila euro dalla regione Toscana) ottenuti nella scorsa primavera. Una scuola all'avanguardia, sicura ed energicamente autonoma che sarà completata, secondo stime approssimative, entro l'anno scolastico 2020/2021.

"Ricordo quel 30 agosto 2017 quando dovetti chiamare i genitori per comunicargli che avrei chiuso il plesso scolastico - ha ricordato Michelini -. Fu una serata complicata, c'era scetticismo e lo comprendevo. L'impegno che prendemmo fu come un salto nel buio. Non avevamo infatti alcun finanziamento al quale attingere. Ci siamo così messi subito a lavoro, sia come comune che come amministrazione, per elaborare una serie di progetti preliminari e, alla fine, siamo riusciti ad ottenere i fondi, non solo per questo progetto, ma anche per la messa in sicurezza della scuola media, delle piscine e di altri immobili comunali".

Michelini ha ricordato i motivi per cui arrivò, ormai più di un anno fa, all'improvvisa chiusura dell'ex plesso scolastico: "Da una relazione tecnica - ha specificato il sindaco - venni a sapere che il tetto non reggeva più di 40 kg a metro quadrato, costringendomi a chiudere le scuole se si fossero accumulati appena 10 centimetri di neve, e che le pareti verticali di mattoni sovrapposti, alte circa 6-7 metri senza tiranti, alla minima scossa potevano precipitare. E' in quel momento che mi sono posto la questione e ho preso la mia decisione".

Una decisione che oggi l'amministrazione rivendica anche alla luce del proprio programma elettorale che, tra i primi posti, metteva proprio la messa in sicurezza degli edifici scolastici del territorio.

"Il nostro obiettivo - ha dichiarato Sebastiano Pacini, in qualità di vice-sindaco e di assessore ai lavori pubblici - era quello di rendere ai ragazzi una scuola più sicura. Qualcuno può pensare che investire in un plesso di montagna sia uno spreco di risorse. Per noi non è così. Siamo l'ultimo dei comuni della provincia in materia di messa in sicurezza delle scuole. Quando ci siamo insediati avevamo solo il plesso di Fornoli sicuro. A Scesta abbiamo rischiato il crollo totale della scuola. E' andata bene. Ma ci tengo a ringraziare il sindaco, per la scelta coraggiosa, i proprietari dei terreni, che fin dal primo momento hanno creduto nel progetto avanzando minime pretese, e le istituzioni: dall'assessore regionale Marco Remaschi al consigliere Stefano Baccelli, fino all'onorevole Andrea Marcucci e l'ex onorevole Raffaella Mariani".

Il nuovo plesso scolastico, che ospiterà, si stima, oltre un centinaio di alunni, sarà, oltre che una struttura polivalente, anche un punto strategico in quanto centro della protezione civile. Qui troveranno casa, non solo gli ex alunni di Scesta, ma anche quelli di Fabbriche di Casabasciana e San Cassiano che si trasferiranno vista la prossima chiusura dei rispettivi edifici.

Ad entrare nei dettagli sono stati gli architetti e ingegneri che si sono occupati, in prima persona, di redigere il progetto: gli architetti Aldo Gherardi e Domenico Davini e gli ingegneri Andrea Beneforti e Massimiliano Del Bino.

"L'edificio - hanno spiegato - ospiterà, da una parte, la scuola d'infanzia e, dall'altra, la scuola primaria. Si tratta di un progetto condiviso con il mondo scolastico. La struttura godrà di pannelli fotovoltaici e di un sistema a cippato per il riscaldamento, risultando quindi autonoma a livello energetico. Insomma, una scuola con consumi pari quasi a zero, progettata ad alta prestazione, sia da un punto di vista strutturale che energetico. Un edificio all'avanguardia, dotato di aule, spazi didattici, una mensa comune e un'aula a parte (di circa 100 metri quadri) per le attività collettive speciali che permetterà agli alunni di svolgere attività motorie".

Adesso si attende la gara d'appalto e poi via con il cantiere. L'amministrazione si è detta fiduciosa sulle tempistiche ed ha chiesto ai genitori di pazientare ancora un po'. "Siamo in dirittura di arrivo - ha concluso il primo cittadino -. Finalmente ritorniamo nella sede di Scesta!".

Nella foto di copertina il rendering del progetto

 


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