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Bagni di Lucca : ponte a serraglio

Centro collettivo per migranti, parla la cooperativa: “Non possiamo fare diversamente”

lunedì, 2 dicembre 2019, 20:17

Il consiglio di amministrazione della Cooperativa Solidarietà e Sviluppo interviene in merito all’ordine del giorno votato dal consiglio comunale di Bagni di Lucca circa l’apertura di un centro collettivo per richiedenti asilo a Ponte a Serraglio.

“In momenti diversi – esordisce la cooperativa - abbiamo incontrato tutti i gruppi presenti in consiglio comunale: Claudio Gemignani e Laura Lucchesi (“Un futuro per Bagni di Lucca”) prima del bando dei centri collettivi; gli altri due gruppi (sindaco e rappresentanti del gruppo “Progetto Rinascimento”) proprio per parlare del centro collettivo di Ponte a Serraglio. Da questo ampio giro di orizzonte sono derivate in tutti, noi compresi, le perplessità per la gestione di un unico centro specialmente alla luce del fatto che l’accoglienza diffusa a Bagni di Lucca (effettuata in singoli appartamenti) aveva dato ottimi risultati di gestione e di integrazione”.

“Purtroppo – spiega “Solidarietà e Sviluppo” -, non possiamo fare diversamente e, in ogni caso, la realizzazione di un centro collettivo, non è stata una decisione della cooperativa. L’input è stato dato dal ministero dell’interno (con l’allora ministro Salvini e il decreto sicurezza bis) che, nel ridisegnare l’accoglienza e la gestione dei richiedenti asilo, fissava dei paletti non solo economici ma anche strutturali su cosa doveva essere fatto e cosa abolito della precedente gestione. Fra le altre cose, non veniva più finanziato l’insegnamento della lingua italiana e venivano istituiti i centri collettivi che erano, per noi, l’unica possibilità economicamente sostenibile”.

“A Bagni di Lucca – prosegue la cooperativa -, non potevamo continuare con la precedente gestione dei piccoli centri dato che i soldi rimborsati non erano sufficienti a coprire tutte le spese di gestione (affitto, energia elettrica, acqua, gas, alimenti, vestiario ecc.) ed erano diventati a rischio oltre dieci posti di lavoro di concittadini con titoli di studio superiori senza contare l’indotto che Bagni di Lucca avrebbe perso. Queste ristrettezze economiche imposte sono state il vero motivo per cui alcuni gestori non hanno partecipato al bando. Viceversa, la nostra cooperativa ha deciso di continuare l’accoglienza per non abbandonare i ragazzi per strada, sotto un ponte o nelle stazioni ferroviarie, senza controllo né prospettive”.

“Per ultimo – sottolinea la cooperativa - teniamo a precisare che: il centro collettivo avrà 30 posti al massimo; il numero dei richiedenti asilo ospitati nel comune di Bagni di Lucca non aumenterà rispetto a quello attuale; la maggior parte di coloro che abiteranno nel centro sono già discretamente integrati lavorando, facendo attività di volontariato e, alcuni, effettuando il servizio civile regionale o nazionale; non dovrebbero esserci problemi di convivenza dato che i ragazzi, provenendo tutti da Bagni di Lucca, si conoscono già e molti sono amici; la differenza di religione non conta dato che già oggi alcuni richiedenti asilo abitano nello stesso appartamento pur essendo di religione e di etnie diverse; in caso di bisogno, la caserma dei carabinieri è molto vicina e un loro intervento sarebbe molto tempestivo. Tuttavia, è bene precisare che i carabinieri stessi, da noi informati, non si sono mostrati preoccupati per una eventuale prossima apertura del centro collettivo dato che conoscono già bene i richiedenti asilo e, in questi anni, non hanno mai creato problemi; non sono mai stati rilevati problemi sanitari significativi”.

“Infine – conclude -, la Cooperativa solidarietà e sviluppo, compiacendosi della ritrovata unità di tutti i gruppi politici in consiglio comunale, auspica che, allo stesso modo, tutte le forze politiche e i cittadini di Bagni di Lucca, memori della loro storia di emigrazione, possano collaborare per dare una mano alla cooperativa ed aiutare l’integrazione di quei richiedenti asilo che meritano la nostra attenzione e il nostro impegno”.


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