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Barga : fornaci di barga

Kme presenta il primo bilancio di sostenibilità al rinnovato centro ricerche

mercoledì, 10 ottobre 2018, 17:04

di andrea cosimini

Kme decide volontariamente di affidarsi alle linee guida di un ente esterno certificato, la GRI (Global Reporting Initiative), per analizzare costantemente la propria sostenibilità, declinata a livello ambientale, sociale ed economica. Lo fa con un preciso strumento, il bilancio di sostenibilità, ovvero una sorta di moderna “certificazione di qualità” basata su norme europee ben precise.

Il primo incontro per presentare i dati di questo bilancio, che fotografa lo stato attuale dell’azienda e lo mette a paragone con i quattro anni precedenti (ovvero dal 2013 al 2017), si è tenuto oggi pomeriggio, presso il rinnovato centro ricerche “Luigi Orlando”, a Fornaci di Barga, alla presenza di autorità militari e politiche, dipendenti dell’azienda e rappresentanti sindacali.

Nella platea, pochi rappresentanti politici: solo il sindaco di Barga Marco Bonini, il sindaco di San Romano di Garfagnana Pier Romano Mariani, l’assessore regionale Marco Remaschi, e, in prima linea, una delegazione della Lega guidata dal segretario territoriale Simone Simonini.

Claudio Pinassi, amministratore delegato di Kme Italy SpA, in qualità di padrone di casa, ha rotto subito il ghiaccio, prendendo la parola ed introducendo l’incontro parlando dei motivi per cui è stato scelto questo strumento per valutare la sostenibilità dell’azienda a Fornaci di Barga.

“Quello di oggi è un punto zero – ha esordito l’ad -. Ogni anno faremo questo tipo di analisi. L’obiettivo è quello di avere una valutazione oggettiva esterna e uno strumento di valutazione continuo sui progetti portati avanti dall’azienda. Ci proponiamo di misurare la “sostenibilità” dell’azienda intesa come impatto sul territorio sia sociale che ambientale. Uno strumento nuovo, abbastanza sconosciuto in Italia, che può diventare molto potente per eliminare discussioni inutili e basare il confronto su dati oggettivi”.

“Non casuale la scelta di Fornaci di Barga per questo primo bilancio – ha sottolineato Pinassi -. Qui, infatti, abbiamo in mente importanti investimenti di sviluppo industriale. Questo strumento ci permetterà quindi di avere un approccio oggettivo che non generi tifoserie, ma che si basi su dati certificati da terzi”.

La parola è quindi andata all’ospite, Francesco Ferrante di Greening Marketing Italia, che è sceso nel dettaglio del bilancio specificando i parametri adottati e gli obiettivi.

“Facciamo parte di quel mondo ambientalista – ha premesso – che, a volte, ha avuto momenti di scontro, anche duro, con il mondo aziendale. Abbiamo, però, sempre provato a capire come la difesa dell’ambiente fosse, sì un vincolo da rispettare, ma anche una molla per l’industria per fare meglio”.

“Kme – è entrato nello specifico - ci ha messo a disposizione i dati della sua produzione per misurarli. Un atto di trasparenza che non era necessario che l’azienda facesse. Noi abbiamo quindi adottato linee guida certificate per misurare la sostenibilità dello stabilimento. Quella di oggi però è solo una fotografia che, in sé, non ha un’importanza relativa se resta tale. Avrà senso solo se faremo un “film” ovvero una serie di fotografie nel tempo”.

Ma in cosa consiste il bilancio di sostenibilità? E su quali parametri si basa? Ebbene, questo strumento si basa, innanzitutto, sull’analisi della cosiddetta “matrice di materialità”, ovvero il confronto tra gli interessi che hanno l’azienda e le parti interessate sui temi più rilevanti. In parole povere, ciò che viene percepito importante o meno dalle parti.

Quindi l’analisi della produzione dello stabilimento dal 2013 al 2017: in questo caso è stato registrato, nel 2016, un calo della produzione, giustificato però dal fatto che l’azienda scelse in quell’anno di fondere rame non nello stabilimento, ma di prendere la materia prima da fuori. Poi un focus sulla sostenibilità ambientale e, nello specifico, l’impegno dell’azienda nelle tre direzioni di: economia circolare, innovazione e produzione eco-sostenibile.

E' seguita quindi un’analisi del consumo di energia, sempre dal 2013 al 2017, per cui è stato registrato che il consumo è progressivamente diminuito; un’analisi dell’efficienza energetica (ovvero quanta energia si consuma per produrre una tonnellata di prodotto), per cui si è rilevato un trend ancora una volta positivo; un’analisi dei rifiuti, per cui c’è sempre meno scarto da smaltire (solo il 23 per cento va a finire in discarica, il 76 per cento viene avviata al recupero).

Infine, il grande tema delle emissioni. Dalle emissioni gas serra: non un fattore inquinante, strettamente, per il territorio, ma importante per l’intera umanità (e, in questo caso, i dati parlano di un miglioramento importante dal 2013 al 2017); fino alle altre emissioni: i parametri analizzati sono stati, in particolare, gli ossidi di azoto (rispetto al 2015 c’è stato un leggero aumento), particolato e polveri sottili (che in questo caso, invece, tengono).

Ultimi punti presi in considerazione: la sostenibilità sociale (sicurezza sul lavoro, welfare aziendale etc.) e la sostenibilità economica dell’azienda (il progetto di rilancio, i mercati di riferimento etc.).

In chiusura, l’ad Pinassi ha annunciato che, nel giro di due tre-mesi, verrà organizzato un secondo incontro per cercare di capire quale sarà l’impatto dei progetti presentati per i prossimi anni da Kme stante la situazione appena analizzata.


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