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Barga

L’Epifania, tutte le feste se le porta via, ma lascia tanti dubbi tra la gente

martedì, 8 gennaio 2019, 14:38

di loreno bertolacci

“L’Epifania tutte le feste se le porta via” e nel nostro caso si è portata via anche la speranza che avevano i cittadini della “valle del bello e del buono” di fare chiarezza sulle vicende del pirogassificatore della KME.

L’anno appena passato ha visto posizioni contrastanti tra i vari esponenti della politica locale e nazionale. Dopo le recenti dichiarazioni del sindaco di Barga Marco Bonini, stanno giungendo alla redazione una serie di richieste da parte dei lettori che si possono riassumere in cinque domande: “Quali furono i termini dell’accordo iniziale con il comune di Barga nell’incontro alla regione Toscana ricordato anche da Feniello? Perché in un primo momento il comune non dava segni di opporsi a quanto stava accadendo come invece sta facendo ora? Chi era presente e cosa è stato detto alla riunione di Firenze ricordata anche da Feniello? Perché l’assessore regionale Marco Remaschi non vuole andare oltre per non imbarazzare il sindaco di Barga? Chi dice la verità? In altri termini: “Chi è il bugiardo?”.

Tutte queste domande vengono rivolte dalla gente al sindaco di Barga che in questi ultimi tempi sembra aver preso una netta posizione contro il pirogassificatore. Ma una risposta le persone l’attendono anche dall’assessore Remaschi e dal senatore Andrea Marcucci in quanto informati dei fatti.

Le preoccupazioni della gente sono molte, da quelle della salute a quelle economiche ed occupazionali, non per ultimo lo stabilimento Kedrion di Castelvecchio Pascoli che avrebbe dovuto dare posti di lavoro sul territorio. Rilancio dello stabilimento KME e nuovi posti di lavoro in Kedrion possono garantire la difesa occupazionale, ma con soluzioni diverse e soprattutto con una maggiore lealtà e trasparenza operativa a tutti i livelli, da quello imprenditoriale a quello politico.

Il malcontento e la sfiducia sono sempre più diffusi tra la gente della valle. Meno dichiarazioni e più chiarezza e... fuori i nomi! Forse conoscendo le origini degli accordi e con chi sono stati fatti si potrebbe trovare una soluzione a un “tavolo di trattativa”, tavolo non gradito dalla dirigenza aziendale KME che, senza mezzi termini, parla di “posizione contraddittoria e ipocrita dei vertici locali del Pd” a seguito anche dell’ultima mozione presentata dal consigliere provinciale Nicola Boggi contro il pirogassificatore e a favore dell’apertura di un tavolo istituzionale per il rilancio dello stabilimento.

Kme incalza: “Il Pd, a livello locale, ha deciso in inseguire motivi elettoralistici o altro (che vuol dire con altro?) con posizioni populistiche e aprioristiche che palesemente contrastano con le posizioni dello stesso partito a livello regionale e nazionale sui temi dello sviluppo e della tutela ambientale”. Continua il comunicato definendo “l’apertura di un tavolo istituzionale quantomeno bizzarra o piuttosto ipocrita, poiché le istituzioni richiamate sono state (in un tempo passato più o meno remoto) e sono già ampiamente coinvolte nel processo autorizzativo in corso".

Ma allora si chiede la gente, qualche incontro e qualche tavolo ci sono stati. Strano che ora a questi tavoli di confronto non si voglia più andare. In un momento, soprattutto, nel quale, sempre il Pd, da una parte decide proprio con i suoi esponenti regionali in primis in presidente Enrico Rossi insieme ad alcuni sindaci sempre Pd, di disobbedire alle leggi dello stato in tema di immigrazione (decreto sicurezza), dall’altro, invece, si deve obbedire alle decisioni prese dall’alto senza quella consultazione democratica popolare (o populista) di installare un pirogassificatore in una valle con vocazione turistica.

A detta di tutti le contraddizioni ci sono veramente in ambito politico, ma soprattutto i cambi di “umore politico” lasciano sconcertati anche i non addetti ai lavori. Forse sono veramente tutte passerelle propagandistiche fatte in qualche ministero solo al fine di non perdere quei consensi elettorali che per tanti anni hanno consentito di mantenere saldamente il potere.

Un altro affondo da parte della Kme è stato questo: “Ai vertici del Pd locale e ai suoi rappresentanti nelle istituzioni locali, in particolare, ricordiamo l’ostinato rifiuto a confrontarsi in modo serio con l’azienda. Scelta politicamente legittima, ma che mal si concilia con l’apprezzamento a parole per l’impegno al rilancio dell’attività dello stabilimento. Siamo sempre più convinti che l’interesse sia solo per le manfrine elettorali o peggio, ma che del rilancio dello stabilimento e dell’occupazione (ma anche dell’ambiente) non interessi per niente. Con questo metodo si aprono tavoli e si chiudono aziende". Quindi se ne deduce che a livelli più alti gli incontri ci sono stati, mentre i confronti locali hanno visto i “tavoli di confronto” deserti.

L’ultima parte evidenzia un chiaro “ricatto occupazionale” più volte sottolineato dai vari rappresentanti dei movimenti locali contro il pirogassificatore. La gente di strada si chiede poi il perché di questa scelta di abbinare ad una attività come quella metallurgica un pirogassificatore per poter andare avanti.

“Ma dove sono finite le capacità imprenditoriali di questi manager, perché non si concentrano in una ristrutturazione aziendale che possa produrre profitto senza necessariamente altre attività parallele? Ma tutte le aziende metallurgiche del mondo hanno bisogno di cartiere e pulper per andare aventi?”. Queste sono domande banali, di non addetti ai lavori, ma che forse danno bene l’idea di cosa si pensa dell’azienda KME e delle capacità dei manager che la gestiscono ai giorni nostri.

Conclude Kme: “Ma perché non lasciate fare il loro lavoro agli enti preposti? Non vi fidate? Ne sapete più di loro? Il fatto che la loro analisi possa concludersi dopo la tornata elettorale collide con le vostre strategie da Risiko di paese? Sarebbe bello saperlo prima delle passerelle, cioè dei “tavoli istituzionali aperti”. C’è forse la volontà di concludere l’iter burocratico prima delle tornate elettorali che si avvicinano per non perdere le promesse fatte a suo tempo da quei politici che hanno fatto per anni il bello ed il cattivo tempo in Toscana?

Purtroppo il nuovo anno inizia con poca chiarezza e le posizioni prese localmente sembra non abbiano alcun effetto sulle decisioni già prese ad altri livelli. Un chiarimento è d’obbligo, comunque, per chi si riempie la bocca attribuendogli un significato negativo, a termini come “populismo” del quale probabilmente non ha chiaro il significato della parola.

Una indagine etimologica può essere fatta velocemente anche on-line. Populismo è definito come una ideologia politica ovvero “un atteggiamento culturale e politico che esalta genericamente il popolo, sulla base di un atteggiamento di forte sospetto nei confronti della democrazia rappresentativa.”

Vi sembra che questa “democrazia rappresentativa” non ci dia modo di sospettare? Esaltare il popolo, la gente, ascoltare quello che vogliono non ci sembra, poi, così sbagliato. Soprattutto quando si parla di occupazione e di salute. 


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