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Barga

Premio Arrigo Benedetti nel segno di Nazareno Giusti

sabato, 13 aprile 2019, 16:41

di tommaso boggi

Un premio Arrigo Benedetti dedicato alla memoria di Nazareno Giusti quello di stamani presso il palazzo Pancrazi di Barga. Nazareno ha lasciato i suoi cari ad appena 29 anni e la sua perdita ha segnato l’intera comunità barghigiana, visto il suo impegno in moltissimi progetti ed il suo profondo radicamento nel territorio, nonostante venisse dal comune di Coreglia.

“Stamattina permettetemi di introdurre questo evento, purtroppo, in un altro modo – ha esordito il sindaco di Barga Marco Bonini - pochi giorni fa un nostro amico, un ragazzo di 29 anni legato al nostro territorio ed al giornalismo storico, che collaborava con diverse testate locali, ci ha lasciato. Voglio esprimere alla famiglia di Nazareno la vicinanza del comune e della comunità tutta".

Il primo cittadino passato poi la parola al colonnello Vittorio Biondi, che ha parlato di questo ragazzo e di quanto abbia dato in ogni campo in cui si sia messo in gioco. “Era un ragazzo della Valle del Serchio - ha ricordato Biondi -, un poliziotto, un pubblicista, ed un giornalista storico che ha scritto articoli svariati su ogni tema, scrupolosissimo, attento, una penna di grande fluidità ed efficacia oltre che un grande disegnatore che ha dato alla luce dei quadri stupendi”.

Il colonnello Biondi ha poi raccontato: "Nazareno, nelle storie che raccontava, cercava sempre l'eroe buono, qualcosa che deriva probabilmente dal fatto di essere figlio a sua volta di un poliziotto, era un ragazzo che viveva la storia”

Nazareno Giusti, tra i vari libri che già aveva pubblicato, poteva annoverarne uno ad esempio su Guido Rossa, operaio e sindacalista che lavorava a Genova e che venne ucciso dalle brigate rosse per averne denunciato la presenza nel sindacato alla polizia. Un secondo libro invece è legato alla storia di un poliziotto italiano: Giovanni paladucci: che salvò svariati ebrei a Fiume, operando in maniera sotterranea per salvare queste famiglie. Biondi ha infine concluso il suo intervento dicendo: “Nazareno era una persona di una vitalità incredibile ed il vuoto che ci lascia è terribile. Lancio un messaggio dal cuore: a noi, i tuoi amici, non interessa perché lo hai fatto, a noi dispiace che tu l'abbia fatto”.

La parola è poi passata a Stefania Giovannetti che è entrata nel merito del premio e del suo valore scolastico: “Le scuole hanno risposto al nostro appello in tutti questi anni con una qualità sempre più alta: gli articoli scritti quest'anno sono infatti scritti in un italiano molto corretto e densi di significato”.

Presente anche il senatore Andrea Marcucci che ha parlato dell’attuale situazione italiana: “Un momento difficile per questo paese - ha sottolineato -, dove il giornalismo vive un momento di ripensamento. La libertà di stampa sia essenziale in una democrazia, un giornalista serve da stimolo, da pungolo e da controllo, questo lo dobbiamo sempre aver presente”.

La prima giornalista professionista premiata quest’anno è stata Concita De Gregorio, editorialista di Repubblica ed ex direttore dell’Unità, che ha ricordato con affetto Barga: "Ho cominciato la mia carriera dalla redazione di Lucca del Tirreno, più di trent'anni fa, ed è qui che ci siamo fatti qui le ossa”. De Gregorio ha poi voluto ricordare anche lei un amico scomparso di recente: Angelo Aquaro, 53 anni, vicedirettore di Repubblica, “Angelo era sicuramente la persona più generosa, libera e aperta con cui ho lavorato a Repubblica” ha detto la giornalista. L’editorialista ha quindi parlato del mestiere del giornalista ai ragazzi, descrivendo l’importanza del “farsi le ossa” partendo proprio dalle piccole realtà provinciali, affermando come questo mestiere deve essere al servizio dei governati non dei governanti, mentre alla domanda su come si faccia ad essere “giornalisti liberi” ha risposto: “Come si fa a essere liberi in questo mestiere? Studiare tanto, perché l’unico potere autentico in questo mondo è la conoscenza”.

La seconda ad essere premiata è stata invece Costanza Spocci, giornalista freelance che ha scritto per diverse testate italiane ed internazionali, esperta di movimenti radicali si è affermata come una delle migliori firme dal medio oriente seguendo in prima persona le “primavere arabe”. Spocci ha parlato a sua volta del suo mestiere ai ragazzi evidenziando però come sia ormai difficile portarlo avanti viste le enormi difficoltà economiche che questo lavoro comporta: “Ho conosciuto molti ragazzi che sarebbero potuti diventare i nuovi Arrigo Benedetti – ha detto la giovane freelance - ma che per arrivare a fine mese hanno dovuto smettere di scrivere, giornalisti che per fare un pezzo che magari costa loro giorni o settimane se non di più devono trovarsi più lavori, arrivando poi ad ottenere a volte cento euro”.

È giunto infine il momento di premiare le due giovani, tra le classi provenienti da tutte le scuole della Valle del Serchio e dell’ISI Piana di Lucca che hanno partecipato, distinguendosi con i loro lavori: Viola Pieroni con “L’Italia non chinerà il capo, ancora” e Alice Pini con “Ofelia, da Shakespeare a Guccini, un viaggio attraverso i secoli”.


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