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Barga

Mastronaldi, un fiume in piena: "La mia non era una lista civetta per aiutare il Pd"

martedì, 11 giugno 2019, 12:34

di loreno bertolacci

Dopo le varie accuse per il risultato elettorale nelle ultime amministrative, tra le quali quella di avere creato una lista civetta per aiutare il PD a vincere le elezioni nel comune di Barga, Luca Mastronaldi, candidato a sindaco nella “lista del Cuore – No inceneritore”, convocando una conferenza stampa si è tolto qualche sassolino dalla scarpa, esaminando i risultati elettorali e riferendo in modo puntiglioso e circostanziato le varie fasi che hanno portato alla creazione di questa lista e la sua candidatura a sindaco, non risparmiando nessuno.

Ha esordito Mastronaldi: “La nostra lista non voleva essere contro qualcuno, cercando di mettere in cattiva luce altri candidati. Chi si presenta ad una competizione elettorale lo fa per fare il meglio per sé e soprattutto per chi si rappresenta ovvero i cittadini, cercando di ottenere il risultato migliore. Per quanto ci riguarda volevamo ottenere un migliore risultato, forti anche di quanto stava emergendo nel comune ovvero il motivo che ci univa del no al pirogassificatore.”

“Mi hanno accusato di aver realizzato una lista civetta per aiutare il PD a vincere le elezioni comunali - ha continuato il candidato consigliere -, una grossa falsità. Le altre liste se mai dovrebbero fare un esame di coscienza, avendo forse  loro la colpa di aver fatto vincere il PD. Molti mi hanno chiesto il perché non abbiamo fatto una lista unica per fronteggiare la candidatura Campani. Come si usa dire dire “chi è causa del suo mal pianga sé stesso”. La causa della sconfitta di Feniello è Feniello.  I componenti della sua lista si dovrebbero infatti ricordare che fui contattato nel giugno 2018 per dare vita ad una lista civica da contrappore alla lista del PD, detti la mia disponibilità non come candidato sindaco, ma addirittura mi sarei fatto da parte candidando un personaggio riconducibile a me nella lista nascente con a capo Feniello. Mi incontrai presso il bar Lucchesi con Ferruccio Carrara accompagnato da Gesualdo Pieroni per discutere di questo ma, interpellato, Feniello rispose che lui non poteva candidarsi essendo presidente dell’ASBUC.”  Mastronaldi continua la sua descrizione: “Il mio partito a questo punto mi invitò a cercare altre soluzioni da proporre quale candidato a sindaco. Tra queste una figura conosciuta e integerrima come quella dell’avvocato Fabio Quintavalli che da me contattato gentilmente declinò l’invito a candidarsi a sindaco.”

Mastronaldi ha poi proseguito: “Questa sequenza di fatti ci ha portato al settembre-ottobre 2018,  in quel periodo io ho di nuovo insistito con Feniello a candidarsi a sindaco, facendolo contattare anche da Zucconi. Ma anche in questa circostanza Feniello, per la seconda volta, rifiutò dicendomi che non era interessato a fare politica ma voleva continuare a fare il presidente dell’ASBUC. A questo punto, per quello che mi riguarda il capitolo Feniello per me si chiuse, non essendovi a mio avviso margini di trattativa”. Continua la lunga e circostanziata descrizione dei fatti Luca Mastronaldi: “Iniziai a questo punto un altro tipo di percorso che ci vede poi arrivare in primis a Marco Bertoncini che dette il via a voler creare una lista che si oppone al pirogassificatore, come venne riferito dallo stesso Bertoncini durante il mese di dicembre 2017 durante una cena della Libellula presso il ristorante Il Bugno".

"Io cominciai – ha sottolineato Mastronaldi – con altre persone tra cui alcuni candidati che si sono poi ritrovati nella lista Feniello, a partecipare e organizzare riunioni dove venne detto chiaramente che volevamo trasformare questa unione di intenti contro il pirogassificatore in una lista civica. Ci sono state persone che dettero la loro disponibilità alla candidatura a sindaco come il sottoscritto e Francesca Bonagurelli. Nel contempo si vociferava di un movimento su Barga con a capo Feniello candidato. Le riunioni si sono interrotte dopo l’uscita della candidatura di Feniello. Un fatto abbastanza emblematico: io chiamai Feniello a mezzogiorno chiedendo se era vero che si voleva candidare a sindaco, la sua risposta fu negativa poi alle diciannove esce sui giornali la sua candidatura a sindaco. La rottura avvenne quando viene messo un veto sulla mia candidatura nella lista insieme a quella di alcuni componenti politici del mio gruppo, dichiarazioni riportate anche sui giornali. Un no categorico per chi era stato, come me, in consiglio comunale. Sinceramente non mi è  sembrato un modo gentile di rapportarsi con chi aveva avallato la sua candidatura a sindaco. A questo punto mi rapportai con i componenti del gruppo no pirogassificatore, manifestando le mie intenzioni di non candidarmi ed invitai gli stessi a costruire qualche cosa di unico anche senza la mia persona trovando un punto di accordo con la lista Feniello, facendomi in qualche maniera da parte per il bene del comune. Il gruppo no pirogassificatore, andando in trattativa con Feniello, mi difese a spada tratta, sostenendo che era stupido escludere proprio Mastronaldi, proprio colui che aveva per primo sollevato il problema del pirogassificatore. Venni contattato da Feniello dicendomi che solo io potevo entrare nella sua lista, con qualsiasi tipo di incarico, fino a ricoprire in caso di vittoria il ruolo di vicesindaco. Appena dieci giorni prima c’era un veto assoluto verso la mia persona, dopo dieci giorni che era cambiato? Le condizioni erano quelle di escludere però tutti gli altri componenti del gruppo no pirogassificatore. In questo modo però sarei venuto meno nei confronti di persone super corrette, componenti di questo gruppo, persone che mi hanno sempre dato il loro appoggio la loro disponibilità e mi hanno aiutato. Dignità, onestà e fedeltà, questi sono miei principi che mi hanno fatto rifiutare ambite poltrone. Sarei venuto meno a impegni presi con queste persone, che mi hanno dimostrato sempre stima e affetto. Che si vincesse o si perdesse a queste persone dovevo tutto il rispetto del caso.”

La lunga esposizione del consigliere Mastronaldi non si è interrotta: “Si sono arrabbiati i componenti della lista Feniello, si aspettavano che dicessi si, che abbandonassi la gente con cui avevo iniziato un percorso. La mia buona fede politica è dimostrata anche dal fatto che compromessi non l’ho fatti né con Feniello,  ma neppure con la parte politica a me più vicina ovvero La Lega e Forza Italia. Siamo stati l’unico comune in tutta la Toscana dove Fratellli d’Italia è andata contro un’alleanza perché io come coordinatore comunale di Fratelli d’Italia dissi che mai sarei andato insieme con chi non si opponeva alla realizzazione del pirogassificatore. Non si fanno alleanze di comodo, ma alleanze con idee politiche comuni, con programmi condivisi per governare e non per tirare a campare.”

Mastronaldi ha quindi dichiarato: “Lo strappo tra le due liste, una più spostata a destra ed una a sinistra, strappo forse non pienamente dovuto a Luca Matronaldi, si è cercato di ricucirlo a venti giorni dalle elezioni presso il ristorante Il Bugno, alla luce del sole, in un pranzo dove in compagnia di alcune persone è stato proposto di azzerare tutto. Non sarebbe stato Feniello candidato, non sarebbe stato Mastronaldi, tutti avrebbero dovuto fare un passo indietro e presentare una persona spendibile per una lista civica unica. Una soluzione logica che avrebbe permesso, azzerando tutto, di poter conquistare il comune di Barga, dopo decenni di gestione PD, e non mi sembrava poco. Non è stato fatto neppure questo. E allora forse il mio essere poco politico, il mio atteggiamento di accomodare tutti, mi ha portato a delle scelte che si sono rivoltate contro il sottoscritto, scelte alla luce dei fatti forse sbagliate, avendo dato troppa fiducia a chi non la meritava. Se avessi voluto fare il candidato a sindaco l’avrei fatto da subito, ma ho preferito dire no aspettando di costruire insieme qualche cosa, ripeto costruire insieme invece di dividere. Purtroppo ho avuto modo di conoscere in questa esperienza persone di “ambigue virtù”, tanto per non usare termini offensivi, persone nelle quali avevo posto, sbagliando, fiducia.”

Il candidato, rimasto escluso dal consiglio, ha poi risposto agli ultimi attacchi: “L’ultima notizia, che io definisco da bar, è stata quella sulla mia lista, definita come civetta per fare vincere il PD. Dopo 15 anni di vita politica spesa sul territorio come presidente del circolo di A.N. e nelle giovani leve della stessa, dopo dieci anni di consiglio comunale nelle file dell’opposizione, essere accostato al PD e al senatore Marcucci che ho sempre contrastato è per me profondamente offensivo e lesivo della mia persona.  La mia onestà intellettuale mi ha portato, dopo i risultati elettorali scadenti ottenuti, a presentare le mie dimissioni da coordinatore comunale di Fratelli d’Italia, dimissioni che mi sono state respinte dal presidente provinciale".

"Io - ha affermato Mastronaldi - non abbandono la barca, un buon capitano si deve scrollare di dosso la sconfitta;  una sconfitta serve per ripartire con più foga ed entusiasmo, analizzando gli errori commessi, vigilando con il gruppo di lavoro creato sul territorio e sull’operato della nuova amministrazione comunale, insomma una base di ripartenza per il futuro. Chi si è illuso che la mia vita politica a Barga sia finita avrà un amaro risveglio. Io sarò ancora più presente, la mia opposizione la farò fuori dal consiglio comunale, vigilando sull’attuale amministrazione, ma soprattutto su questa opposizione pura, linda e immacolata. Dieci anni di consiglio comunale mi hanno insegnato che tanta gente che era partita forte è arrivata molto piano, addirittura con il freno a mano tirato. Ho visto gente saltare la barricata, prostituirsi e non fare opposizione per guadagnarsi un posto al sole nell’altra lista per le nuove elezioni, posto che poi non è stato dato. Ho visto partiti che hanno dato appoggio a liste per poi appoggiare quelle dei puri e lindi. Al collega Simonini che dice che i suoi elettori sono andati al mare rispondo dicendogli che gli stessi sono andati a votare per appoggiare l’altra lista. Poi, se ricordo bene, pioveva molto in quei giorni. I nostri elettori di Fratelli d’Italia sono rimasti li, quelli sono e quelli sono rimasti. In tutta questa compagna elettorale la cosa che mi ha fatto più soffrire non è la sconfitta, che serve per migliorare e per diventare più forti, come insegno ai miei bambini quanto si gioca a calcio. La cosa che mi ha fatto più male sono gli attacchi personali che non credo di  meritare. Creerò un gruppo di lavoro che porti avanti le istanze dei cittadini, che riporti le problematiche delle varie frazioni del comune e che si prepari a combattere tutte quelle battaglie come quella contro il pirogassificatore dalle quali tutti ne gioveranno. Quindi per sfatare ogni dubbio in merito, il mio impegno a servizio del comune e dei cittadini ci sarà, e ci sarà più di prima, se ne facciano una ragione chi pensava il contrario.”  

Una lunga esposizione, quella del candidato a sindaco nelle ultime elezioni, una riflessione ed una attenta analisi del risultato elettorale con risposte circostanziate che lasciano un segno politico evidente, rivelando tutte quelle manovre politiche delle quali spesso sono ignari i cittadini, ma che fanno parte di strategie più o meno occulte che a volte possono mettere in dubbio le logiche partecipative democratiche, quelle trasparenze che solo a parole vengono sbandierate dai vari politici locali e nazionali, che se non spiegate in modo dettagliato metterebbero in cattiva luce l’integrità morale delle persone.


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Directo Lucca


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