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Barga

Lutto nel calcio, muore Gigi Simoni: aveva un legame speciale con Barga

venerdì, 22 maggio 2020, 16:49

di michele masotti

Calcio italiano in lutto per la scomparsa all’età di 81 anni di Gigi Simoni, vero e proprio signore dello sport più popolare del mondo che guidò, tra le altre, anche la prima Lucchese targata Fouzi Hadj subentrando a Paolo Indiani ad inizio della stagione successiva sfiorando l’approdo ai play-off, sfumato solo per un punto ai danni della Sangiovannese. Nel successivo campionato Simoni ricopri il ruolo di direttore tecnico della Pantera, iniziata guidata da Fulvio Pea a cui subentrò sul finale di torneo Paolo Stringara. 

Simoni era molto legato a Barga. Innanzitutto perché qui aveva portato in ritiro due squadre durante la sua carriera: il Genoa, per tre stagioni, centrando in una di queste la promozione dalla B alla serie A; e poi il Cosenza, nell'estate del 1989. Con le sue squadre aveva alloggiato all'albergo "La Pergola" dove conosceva bene gli allora gestori e dai quali tornava volentieri. Poi era legato al comune della Mediavalle anche perché qui era nato il suo secondo figlio, Leonardo, grazie alle mani del professor Viglione.

Proprio per questo suo legame "speciale" tornò due anni fa a Barga per la presentazione del libro "Simoni si nasce", scritto a sei mani da Luca Carmignani, Luca Tronchetti e Rudi Ghedini. Oggi è lo stesso Luca Tronchetti, giornalista de Il Tirreno, a ricordarlo commosso: "Se ne è andata una persona piena di umanità, simbolo di un calcio pulito, leale, che in questi mesi ha combattuto con una forza d'animo incredibile, stupendo anche i medici per come aveva reagito all'evento - dichiara il cronista -. Ci lascia un vero signore, garbato e con molto stile, che si è fatto ben volere da tutti i suoi giocatori. L'eredità di Simoni consiste in questi ideali che sono merce rara in questo calcio malato. Di lui ricordo un particolare: che firmava, prima di ogni campionato, un contratto della durata di un solo anno poichè riteneva che, tra persone, bisognava imparare a conoscersi. Non ha mai preteso di allenare grandi giocatori nel corso della sua carriera; quando Moratti, nell'estate del 1997, lo chiamò a guidare l'Inter, ebbe questa opportunità sfruttandola, vincendo la Coppa Uefa e arrivando secondo in campionato. In queste ore, per dare un esempio di quanto era ben voluto, tanti suoi ex giocatori come Zamorano, Moriero, Colonnese e Bergomi hanno chiamato la moglie Monica per porle le più sentite condoglianze. E' una persona che mancherà tanto al calcio italiano".

Simoni era stato colpito da un malore lo scorso 22 giugno mentre si trovava nella sua abitazione, venendo ricoverato nel reparto di terapia intensiva dell’Ospedale Cisanello di Pisa. Ex calciatore negli anni 60’ e 70’ di Juventus, Genoa, Torino e Brescia in A, da allenatore Simoni detiene il record di promozioni tra i professionisti, ben otto di cui sette nella massima serie con Pisa, Genoa, Brescia, Cremonese e Ancona, una dalla C2 alla C1 con la Carrarese nella stagione 1991-1992 che fu un trampolino di lancio per la sua seconda fase della carriera. Il punto più alto della sua carriera il tecnico di Crevalcore lo raggiunse nell’annata 1997-1998 sulla panchina dell’Inter del “fenomeno” Luis Nazario da Lima, meglio come conosciuto come Ronaldo. Quella squadra, della quale facevano parte anche un giovane Javier Zanetti, Beppe Bergomi, El Cholo Simeone, Gianluca Pagliuca tra i pali, il futuro campione del mondo Youri Djorkaeef solo per citarne alcuni, vinse la Coppa Uefa, manifestazione di un livello nettamente superiore all’odierna Europa League, schiantando per 3-0 nella finale del Parco dei Principi di Parigi la Lazio. In campionato, invece, i nerazzurri terminarono al secondo posto dietro la Juventus di Marcello Lippi al termine di una stagione ricca di veleni e polemiche arbitrali, largamente giustificate dalla rivedibile, per usare un eufemismo, direzione arbitrale del signor Ceccarini di Livorno nella famosa Juventus-Inter del 26 aprile 1998, quella del celebre fallo di Iuliano su Ronaldo che giunse ad una settimana di distanza dal gol non convalidato all’empolese Bianconi contro la Juve. Sfumo così uno scudetto che Gigi Simoni, personaggio sempre stimato per la sua pacatezza e classe da tutto il mondo del calcio, avrebbe meritato.

Alla moglie Monica e al figlio Leonardo la redazione de La Gazzetta del Serchio porge le più sentite condoglianze. Che ti sia lieve la terra mister. Da oggi il calcio italiano è più povero.

In foto un momento della presentazione del suo libro a Palazzo Pancrazi


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