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Scritto da Redazione
Barga
02 Agosto 2022

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Storia della famiglia Pieroni di Barga, dalle statuine di gesso a un impero nella ristorazione degli Stati Uniti d'America con il Pieroni's Sea Grill. Nella mostra "La nuova Barga: architettura e arti decorative tra Liberty e stile eclettico (1900-1935)" in corso alla Fondazione Ricci ETS di Barga (via Roma, 20), si possono leggere le storie delle famiglie della cittadina toscana che, poche in confronto a tutte quelle che sono migrate per far fortuna, fortuna l'hanno fatta davvero.

Il nuovo allestimento si è infatti arricchito di materiali emersi dalle donazioni di diversi privati alla Fondazione, che testimoniano la Barga dei migranti di ritorno, quelli che fecero fortuna, che desiderarono e riuscirono a dare una impronta nuova alla città, nello stile dell'epoca: il Liberty. Di primo piano il ruolo delle fotografie in questo nuovo allestimento, con approfondimenti sulle famiglie, come i Caproni e i Pieroni, e delle loro storie legate alla città.

Giuseppe Pieroni, che costruì l'attuale villa all'Arsenale nel 1911, era uno dei quattro fratelli che vivevano e viaggiavano tra Boston e Barga tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo – si legge nelle ricerche redatte dai curatori della mostra (la presidente della Fondazione Ricci ETS, Cristiana RicciSara Moscardini Pier Giuliano Cecchi, rispettivamente direttrice e vicedirettore dell'Istituto storico lucchese sezione di Barga, Ivano Stefani, addetto culturale dello stesso Istituto, Caterina Salvi, fotografa), basate sul testo di B. Sereni, "I fratelli Pieroni da Barga a Boston", Barga, Ed. Il Giornale di Barga, 1983 e su integrazioni documentarie reperite negli archivi parrocchiali di San Pietro in Campo e Barga.

Una prima prova dello spirito imprenditoriale della famiglia arrivò quando il loro antenato Paolo Pieroni si unì all'Australian Gold Rush all'inizio del 1800, tornando con una borsa di metallo prezioso.  Nel 1855, un Enrico Pieroni di 25 anni si imbarcò per Boston con un piccolo carico di figurine di gesso bianco di soggetti storici e religiosi da commerciare. Queste figurine furono vendute in tutta la Scozia (che ha legami profondi con Barga), Inghilterra e Scandinavia. Ritornato con successo a Barga, generò quattro figli. Uno di loro, Giuseppe, doveva diventare la forza trainante in un importante impero di ristoranti che sarebbe durato per ottant'anni.

Rendendosi conto che non c'era futuro nelle figurine in gesso, Enrico incoraggiò i suoi ragazzi ad andare in America e cercare la loro fortuna. In particolare esortò suo figlio Giuseppe a imparare a cucinare e a parlare inglese. Fu così che il quindicenne Giuseppe lasciò l'Italia nel 1890. Disperatamente a corto di soldi, alloggiò in una pensione a Charlestown e presto si ritrovò a lavare i piatti nel seminterrato di un ristorante di 10 piani a Washington Street. Nel giro di due anni divenne terzo Chef de Grille, promosso di nuovo l'anno successivo. Divenne poi Premier Grilleur in un ristorante di Freemont Street a 18 anni nel 1893 - mentre utilizzava ogni domenica, con i suoi fratelli, per assaggiare e confrontare i piatti dei ristoranti concorrenti.

I fratelli aprirono il loro ristorante in Beacon Street un anno dopo, nel 1894, con il nuovo nome "Pieroni's Sea Grill". Il business andò sempre più consolidandosi: da Beacon Street l'attività si trasferì in un ristorante da 700 posti a Eliot Street nel quartiere commerciale e poi si aggiunse un ristorante da 1200 posti a Washington Street, seguito da 600 posti a Tremont Street nel quartiere dei teatri e, infine, nel 1919, il Pieroni Hotel su Park Square. L'hotel ha vinto una medaglia d'oro a Nizza nel 1930.

Giuseppe, desideroso di tornare in patria, pianificò nel 1911 la costruzione della propria villa all'Arsenale progettata, come si dice, da architetti italiani a Boston, e terminata nel 1911. Nel 1925 raggiunse un ulteriore apice nella sua carriera, essendo eletto presidente della Camera di commercio di BostonDopo aver accumulato una fortuna e dato opportunità a più di mille persone della Valle del Serchio, morì inaspettatamente il 25 febbraio 1944 a 69 anni, in uno dei ristoranti, non essendo stato in grado di tornare nella sua nativa Italia a causa della guerra. La villa venne occupata da soldati tedeschi e poi americani prima della battaglia della linea gotica; fu successivamente venduta più volte ed infine restaurata dagli attuali proprietari nel 1990.

Dalle forme eclettiche, questo edificio rappresenta una efficace espressione di ciò che gli emigranti di ritorno volevano realizzare al ritorno in patria. La costruzione infatti si pone esteriormente ed esteticamente come rappresentativa di molte novità architettoniche in quel tempo e al tempo stesso come un bellissimo esempio di ricca dimora come testimonia questa bella immagine dove si affacciano sul terrazzo del primo piano alcuni dei proprietari.

La mostra è organizzata dalla Fondazione Ricci ETS e dall'Istituto storico lucchese sezione di Barga, con il patrocinio della Regione Toscana, del Comune di Barga, dell'associazione Italia Liberty, con la collaborazione della Fondazione Paolo Cresci e con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.

Le mostre "La nuova Barga: architettura e arti decorative tra Liberty e stile eclettico (1900-1935)" e "La città delle formiche e i 100 Buffardelli boschivi" sono visitabili a ingresso libero fino al 26 settembre 2022 con i seguenti orari: venerdì 15,30-19,30, sabato e domenica 11-13 e 17-19.

Ecco le prossime iniziative che si svolgono alla Fondazione Ricci, che fanno parte anche della rassegna "Itinerari letterari a Barga. Tra ville e angoli suggestivi", organizzata dal Comune di Barga, dalla Pro Loco di Barga, dalla Fondazione Ricci, da Unitre Barga e dall'associazione Cento Lumi di Barga. Sabato 27 agosto alle 17 Francesca Sensini presenta "Non c'è cosa più dolce": Giovanni Pascoli ed Emma Corcos, Lettere (Il Melangolo). Sabato 3 settembre alle 17 Vincenzo Pardini presenta "L'accecatore" (Pequad edizioni). Sabato 1 ottobre alle 17 Giovanna Pellegrini presenta "Storia dell'altro millennio" (Amaducci editore).

Info: Fondazione Ricci ETS, 0583724357, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.www.fondazionericci.infoFacebook "Fondazione Ricci ETS", Instagram "fondazione_ricci_barga".

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