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Borgo a Mozzano : diecimo

Diecimo e i migranti: “Non abbiamo niente contro di loro, ma il sistema di accoglienza è sbagliato”

sabato, 29 luglio 2017, 14:37

di simone pierotti

Diecimo, paese che si sviluppa lungo una via centrale a senso unico, un tempo via di passaggio obbligata per Lucca: oggi strada di paese, poche attività commerciali sopravvissute, si sono quasi tutte trasferite sulla Strada Provinciale. Questa, tuttavia, è un’altra storia, quella di oggi ci consegna una Diecimo salita agli “onori” (e oneri …) della cronaca per alcune scritte realizzate con lo spray che hanno preso di mira il signor Fabio Biondi, “reo” di ospitare presso un paio di strutture di sua proprietà due gruppi di richiedenti asilo, il primo di 6, il secondo, ben più numeroso, di 20 unità.

L’ultimo gruppo, ospitato presso una struttura ubicata in via della Stazione, a pochi metri dalla scuola elementare di Diecimo, ha fatto alzare gli scudi in paese, ma non solo. Il primo cittadino Andreuccetti, nonostante le posizioni del proprio partito, il PD, sensibili e favorevoli all’accoglienza e fautore di una politica di integrazione nel proprio comune, stavolta ha detto “basta”: “Il numero dei cittadini richiedenti asilo nel nostro comune ha superato di gran lunga il numero previsto dalla legge, in relazione al numero degli abitanti”.

Merito, se così possiamo dire, di una legge, anzi di un sistema di accoglienza che le prefetture, le cooperative sociali e i privati, ha colto al volo. Così il signor Biondi da Diecimo, che aveva una struttura con alcuni appartamenti sfitti, in tempi di crisi, ha messo a disposizione gli stessi affittandoli ad una cooperativa che gestisce 20 giovani richiedenti asilo, finora “ammassati” nella struttura della Croce Rossa di Lucca. Niente di male, tutto lecito.

Non la pensano così tutti gli abitanti di Diecimo che oggi si ritrovano venti sconosciuti in paese, domani magari se ne ritroveranno altri e così all’infinito. Abbiamo fatto un giro nella frazione di Borgo a Mozzano per captare gli umori, la “vox populi”. Entriamo da via della Stazione, transitando davanti all’abitazione che ospita i “migranti”. Un paio di quei giovani escono di casa e si dirigono verso la S.P. per una passeggiata. Un altro giovane riposa all’ombra di un albero nel giardino della struttura. Parcheggio ed entro in paese: pochi esercizi commerciali, qualche persona anziana con la spesa, qualche bambino. Diecimo non ha comunque l’aria di un paese in trincea, di una neo “Stalingrado”, almeno questa è l’impressione.

Il titolare di un bar, a quell’ora deserto, se ne sta sull’ingresso: “Cosa vuole che le dica? Personalmente questi immigrati non mi danno fastidio e non stanno dando fastidio a nessuno, però stanno aumentando. E’ sbagliata la percezione della gente che tutti i giorni va a lavorare e si vede passare davanti questi giovanotti, ben vestiti, col cellulare in mano, sempre a riposo e a oziare”

Lungo la via del paese sono stati appesi manifesti che invitano a partecipare all’assemblea popolare indetta per martedì 1° agosto, in cui si discuterà del tema del giorno, l’ospitalità dei richiedenti asilo: è atteso anche il sindaco di Borgo a Mozzano.

Entriamo nella bottega del paese, un alimentari, probabilmente uno dei pochi in zona, che resiste nonostante il dilagare della grande distribuzione. Il titolare è molto gentile: “Ad oggi non si registrano problemi di ordine pubblico ma la popolazione ha bisogno di essere rassicurata. Queste persone, inoltre, dovrebbero essere impiegate in lavori utili per i paesi della zona, ci sono tante frazioni che hanno bisogno di manutenzioni, taglio piante, pulizia. Non è giusto che vengano lasciati a sé stessi, non è nemmeno colpa loro se non fanno niente”.

Un altro signore sta passeggiando placidamente: “Se Biondi aveva una struttura da affittare, non è certo colpa sua se ha sfruttato quanto la legge gli permette di fare. Al di là del fatto contingente, come cittadino mi chiedo quanto andrà avanti questa storia, perché il numero dei richiedenti asilo cresce e continuerà a crescere all’infinito e, prima o poi, ci sarà un punto di non ritorno, non saremo più in grado di mantenere questa massa di persone in fuga dall’Africa. Il flusso va fermato in qualche modo, quest’accoglienza è solo un “palliativo”. Il sistema nel suo complesso è sbagliato, perché i nostri politici non provano a trovare altre soluzioni?”. Ci sono poi storie poco edificanti, qualche voce non confermata su qualche richiedente asilo che, pare, spacciasse, ma nessuno può confermare.

Parliamo anche con un giovane del paese: “Non ho niente contro i migranti arrivati in paese ma la gente è preoccupata perché hanno già superato il numero previsto dalla legge. Dà fastidio, poi, vederli come fossero in vacanza, vagabondare per le strade alla ricerca della connessione wi-fi migliore. Si potrebbero impiegare in lavori utili per il paese, già che ci sono”.

Un quadro da moderni “wi-fi hunters” raffigurati ironicamente e provocatoriamente dalle canzoni del rapper Bello Figo che tuttavia è quanto molta gente percepisce.

La gente del paese è disponibile e sul tema si apre come un libro, nessuno se la prende con Biondi che ha messo a disposizione la struttura (“se il sistema glielo permette, è giusto che lo faccia!”) ma si chiedono risposte ad interrogativi quali “Ne arriveranno di nuovi?”, “Chi li controlla?”, “Quando finirà questa emergenza?”.


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