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Borgo a Mozzano

San Romano e la cena nelle “aie del gusto”: un tuffo nel passato

domenica, 12 agosto 2018, 23:20

di loreno bertolacci

C’era qualcosa di speciale nella cena in piazza di ieri sera a San Romano di Borgo a Mozzano, manifestazione organizzata dal comitato paesano ogni anno nel periodo estivo. Nell’antico borgo, immerso nel verde e nel silenzio della valle del Serchio, si assapora sempre un’atmosfera di altri tempi, atmosfera creata da una location unica, da un’accoglienza squisita, da un’ottima cucina locale ma soprattutto da un modo di vivere questo borgo che è rimasto immutato negli anni.

E’ stato letteralmente preso d’assalto da oltre duecento persone che hanno potuto apprezzare quanto preparato per loro da un comitato paesano iperattivo e soprattutto creativo, comitato che rappresenta una comunità di appena sessanta persone che organizza eventi alla pari di realtà ben più grandi. Comitato che si avvale dell’aiuto importate e fondamentale di coloro che non  risiedono stabilmente nel borgo, ma che con entusiasmo e amore trascorrono le loro vacanze lontani dalla vita frenetica della città.

Gli ospiti si sono trovati davanti un nuovo modo di cenare in piazza, dove la socializzazione ed il movimento hanno accompagnato la degustazione dei piatti e dei vini doc sapientemente scelti. All’arrivo nel borgo la prima tappa in “piazza San Rocco” dove  sono stati serviti gli aperitivi. Dopo la giusta introduzione alla serata culinaria si passava nell’”aia del Frasso” per gli antipasti.  Poi, ripercorrendo le viuzze ed i selciati di San Romano, si raggiungevano le piazzette o aie che dir si voglia successive dove si potevano assaporare i primi, i secondi e così via fino alla piazzetta del dolce. I primi serviti con maestria da Fabio, “lo zupparo” nell’”aia della Madonna, dove il bis è stato d’obbligo.

Centrale al percorso la “piazzetta del Crociale” meglio ricordata dagli avventori come la piazzetta della porchetta. Qui esperti cuochi e sommelier hanno servito il gustoso piatto, impreziosito da vini locali e non,  accuratamente scelti per l’occasione. Per ultima ma non per importanza l’”aia di Marcuccio dove la serata veniva letteralmente addolcita da specialità gastronomiche fatte in casa, proprio nelle case del borgo come le torte di vari gusti coi “becchi” di una volta. Non potevano mancare le bancarelle dove venivano presentate produzioni di oggettistica realizzate proprio nell’antico borgo. A valorizzare l’ambientazione bucolica di altri tempi una sapiente illuminazione temporanea degli angoli più interessanti del paese e delle piazze, che ha fatto rivivere un tempo che fu. E alla fine non poteva mancare neppure il ballo nel teatrino paesano dove un gruppo musicale ha allietato la serata in una sala gremita di persone e ballerini. Persone giovani e un po’ meno giovani sedute all’intorno della sala, proprio come una volta. E chissà in quante menti un po’ meno giovani non siano riemersi ricordi di un tempo passato, quando si attendeva sedute accanto alla mamma un cavaliere che avanzasse l’allora famosa richiesta: “balla signorina?”

Insomma, un’organizzazione perfetta quella del comitato paesano e dei vari collaboratori venuti per l’occorrenza anche da fuori, organizzazione che fa invidia alle migliori feste in realtà ben più grandi e popolose. Un comitato che organizza si una festa ma che deve molto a tutti coloro che hanno messo a disposizione le case, le stanze per gli stand gastronomici e soprattutto il loro impegno e partecipazione nella preparazione delle pietanze. Senza l’aiuto prezioso di tutti i residenti e non tutto questo non sarebbe stato possibile. Una festa paesana che però si può rivivere solo una volta all’anno proprio perché richiede grandi sforzi per gli organizzatori che ogni volta la implementano di nuove idee sempre più attrattive. Non ci resta che attendere l’anno prossimo per gustare di nuovo un “tuffo in un passato caro a tutti”, passato del quale si sente sempre di più nostalgia.


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