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Borgo a Mozzano

Massimo Giannoni riporta alla luce un pezzo di storia

domenica, 9 febbraio 2020, 08:17

L'associazione culturale Arciere comunica che il suo tesserato Massimo Giannoni, dopo mesi di lavoro, grazie anche alle ricerche storiche dell'ex sindaco di Borgo a Mozzano Gabriele Brunini, pubblicate da tempo sul suo sito www.gabrielebrunini.it, è riuscito a localizzare il luogo dove si ergeva il "Monumento ai Martiri di Valdottavo", costruito in memoria di due giovani universitari fascisti uccisi il 22 maggio del 1921. 

I due studenti, mentre rientravano a Lucca, su un camion, dopo aver partecipato alla inaugurazione del Fascio di Valdottavo, lungo la via Lodovica, furono investiti da massi, fatti precipitare dal costone del monte e rimasero uccisi sul colpo, mentre altri fascisti sullo stesso camion rimasero feriti, anche gravemente. 

Le indagini sul caso furono affidate ai Carabinieri Reali che procedettero agli arresti di persone che furono poi processate e condannate. Due di esse, al termine della prigionia rientrarono a Valdottavo, mentre una morì durante la detenzione. Sull'episodio, talvolta definito oscuro, salvo rare eccezioni, è calato, nel dopoguerra, il silenzio; ed anche coloro che furono condannati per l'eccidio non si sono mai dichiarati "eroi dell'antifascismo", forse a causa dell'enorme frattura che questo evento causò nel piccolo paese di Valdottavo. 

Durante il ventennio vi furono molte commemorazioni in onore dei due ragazzi, tra le quali spicca l'intitolazione del piazzale di fronte a Porta S. Maria a Lucca, chiamato "Piazzale Martiri di Valdottavo" e cambiato poi nel dopoguerra in "Piazzale Martiri della Libertà", ma soprattutto fu eretto un monumento lungo la strada per Lucca: due enormi fasci bianchi posti ai lati di un'insenatura nella montagna che sovrasta tutt'ora la strada. 

Il monumento fu distrutto alla fine della guerra e la sua posizione restò incerta fino a che Giannoni, setacciando metro dopo metro l'area dove si supponeva fosse stato eretto il monumento, non è riuscito ad identificarne l'esatta collocazione a 250 metri dal ponte della Cetra, sul fianco della montagna a bordo strada della provinciale 20, riportando quindi alla luce un pezzo di storia della nostra Valle e di Borgo a Mozzano.


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