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Castelnuovo

La bella... addormentata

giovedì, 12 luglio 2018, 16:19

di andrea cosimini

C'è chi, maliziosamente, l'ha paragonata all'Omo Morto, il leggendario profilo apuano, per il suo stato di apparente riposo. E chi, consapevole del suo enorme potenziale, si è fatto avanti in prima linea per sollecitare le istituzioni ad avere più iniziativa nel rilanciarla.

Per il momento la Fortezza di Mont'Alfonso, questo monumento unico in Toscana, se ne resta tranquilla lì, come una bella addormetata, in attesa che qualcuno la risvegli. Una fortificazione dall'altissimo valore storico, dove un tempo venivano impiegate le armi più moderne dell'epoca, che rappresenta indubbiamente un fiore all'occhiello per il capoluogo e per l'intera valle.

Ed è proprio con questo spirito, pro-positivo, che un gruppo di cittadini si è dato da fare per far partire una raccolta firme allo scopo, non tanto di attrarre finanziamenti diretti, quanto di creare un mini-flusso turistico-culturale che obblighi la provincia, attuale gestore della fortezza, a renderla più accogliente e attraente per i visitatori.

"La raccolta - spiega questo gruppo di cittadini - è partita ufficialmente la settimana scorsa e già abbiamo avuto l'adesione di oltre 500 persone. Si tratta di un'iniziativa privata, senza alcun fine di lucro, in cui si chiede al Fai, attraverso "I luoghi del cuore", di valorizzare questa opera d'arte italiana. Fino al 30 novembre sarà possibile firmare presso la pro loco e lo Iat (l'ufficio turistico) di Castelnuovo, oltre che in diverse attività commerciali della zona. Riuscire ad arrivare tra i primi tre progetti, e quindi al premio di 50 mila euro, è quasi impossibile. Ma riteniamo che questa iniziativa possa comunque dare una spinta alle istituzioni affinché "azzardino" di più da un punto di vista di rilancio della fortezza".

Per questo gruppo di cittadini, infatti, la fortezza, nonostante i vari interventi di restauro fatti negli anni, non sarebbe al momento sfruttata a dovere. Nè da un punto di vista di accoglienza turistica, né di segnaletica, né tantomeno di manutenzione ordinaria.

"A nostro avviso - incalzano - servirebbe una maggiore informazione per i turisti che dovrebbero essere accolti alla porta di ingresso dai funzionari provinciali e guidati tra le attrazioni storiche e le sale espositive della fortezza. La segnaletica infatti è scarsa, non ci sono cartelli adeguati, e, spesso, i turisti che entrano nelle mura si guardano intorno smarriti".

"Anche la manutenzione ordinaria dovrebbe migliorare - proseguono -. Spesso l'erba è troppo alta e impedisce di soffermarsi su alcune attrazioni storiche. Anche i recenti interventi di restauro fatti, di pulizia delle facciate delle vecchie carceri, lasciano a desiderare perché le ceppaglie di edera sono state lasciate al muro e, il prossimo anno, si ripresenterà il problema rendendo inutile l'intervento. Ci vorrebbe maggiore attenzione".

Ma le critiche, lasciano presto spazio alle proposte. Sul tavolo del comune, infatti, sarebbe già stato presentato un preliminare di progetto per il rilancio della fortezza, stilato da un ingegnere locale, che preverebbe il recupero delle carceri e la realizzazione di un trenino a doppia corsia per raggiungere la Porta Nord.

"Il preliminare di progetto - spiegano i cittadini - prevede il recupero delle carceri, per realizzare un albergo o, in alternativa, un ristorante (per una spesa preventiva sui 5 milioni di euro) e la realizzazione di un trenino a doppia rotaia che partirebbe da località Cerri fino a alla Porta Nord della Fortezza (per una spesa di circa 1 milione e 700 mila). In quest'ultimo caso si tratterebbe di un trenino non molto veloce, che percorrerebbe un tragitto panoramico di 750 metri, impiegando 15 minuti e trasportando circa 120 persone l’ora in salita e 120 in discesa. Un trenino non inquinante, che andrebbe ad energia solare, con dei pannelli istallati sul tettino dei vagoni".

Il progetto è sul tavolo, ma i cittadini sollecitano le istituzioni a sbrigarsi per ottenere i finanziamenti nelle sedi competenti. "L'interesse sul progetto - hanno concluso - è già stato riscontrato e, attualmente, si trova sul tavolo del comune. La palla ora passa alle istituzioni, anche se riscontriamo un'indolenza generale. Eppure basterebbe davvero poco per sfruttare e far rivivere questo enorme patrimonio che ci ritroviamo".


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