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Vorrei la pelle nera...

sabato, 9 settembre 2017, 09:45

di aldo grandi

Viviamo in un Paese dove, per il solo fatto di avere la pelle scura, si gode di una sorta di privilegio esteso ed estendibile a tutti i campi dello scibile umano. In virtù di un senso di colpa inculcato sin da piccoli dalle truppe cammellate e politicamente ipocrite della Sinistra fuoriuscita dal Sessantotto e dal Settantasette ancor più che dalla Resistenza, tutto ciò che proviene dal golfo di Guinea o dall'Africa maghrebina appartiene, quasi per diritto divino, alla sfera delle Verità inoppugnabili e assolute mentre tutto ciò che la maggioranza silenziosa e operosa di questo Paese è considerato di infimo valore e storicamente ingiusto e perdente. Dovremmo, in sostanza, noi che siamo nati troppo tardi - per fortuna - per vivere e conoscere il fascismo e, allo stesso tempo e sempre per fortuna, per frequentare salotti e strade occupate dai vari pseudoterroristi del movimento studentesco e dei gruppi parlamentari dell'estrema sinistra - e ficchiamoci pure dell'estrema destra - abdicare ad ogni forma di ragionevole considerazione o, addirittura, alla Ragione vera e propria, per dei sensi di colpa risalenti all'epoca delle Crociate o giù di lì. Così, assistiamo alle genuflessioni, alle rinunce, alle complicità, alle sottomissioni di tutti coloro che vanno avanti a pane e Ideologia, verniciati di rosso sin da piccoli, coltivati e annaffiati per decenni dal vino di un antifascismo che, ormai, fa ridere se non, addirittura, piangere per la sua inconsistenza, strumentalizzazione, tristezza, pavidità, assenza di consapevolezza.

E' incredibile, ma oggi la Sinistra sta ponendo in essere il proprio suicidio collettivo per l'incapacità di saper comprendere l'evolversi dei tempi, di saper andare incontro alle esigenze di una classe piccolo e medio-borghese a cui i suoi militanti, schizofrenici da sempre, perspicaci da mai, inevitabilmente appartengono vivendo una sorta di doppia vita, quella che vorrebbero fosse stata chissà quando - da rivoluzionari - e quella attuale che di rivoluzionario ha poco e di capitalista molto. 

Così capita di vedere, come ben descrive per la Francia lo scrittore Laurent Obertone, messo al bando dalla Gauche e dagli ambienti radical chic della capitale, intellettuali e politici sdraiarsi supini e mettersi a pi greco mezzi pur di farsi accettare in un modo o nell'altro dai seguaci di Allah e dai suoi sudditi sparsi nell'Africa sub equatoriale. Tutto diventa, così, accettabile in vista e prospettiva di un con-vivere, di una pacificazione e di una integrazione che non hanno possibilità di esistere se non attraverso la completa e totale abdicazione da parte dell'Uomo Bianco di ogni prerogativa, di ogni capacità, di ogni senso di identità, appartenenza e orgoglio per ciò che, i suoi avi, hanno prodotto in millenni di storia. Sono stati mandati nei forni crematori milioni di ebrei i cui principali esponenti hanno contribuito alle arti, alle scienze, al progresso dell'umanità e si stanno accogliendo milioni di immigrati senza arte né parte, disgraziati che ben poca voglia hanno di adattarsi, integrarsi, comprendere e accettare il nostro stile di vita.

Alla Sinistra, ormai, per combattere la protesta civile degli italiani resta solo schierarsi con i loro servi sciocchi, presenti, soprattutto, tra i giornalisti, sul fronte di una guerra Ideologica che trova nell'antifascismo l'unico collante a parte quello che, sulla poltrona e sotto il culo, questi politicanti da strapazzo conservano e mantengono in quantità sproporzionate alla loro dimensione posteriore. 

E proprio per questo, per una incapacità congenita a saper guardare oltre, essi si attaccano al Medioevo Ideologico e Storico di ottanta anni fa minacciando e invocando chissà quali apocalisse pur di mantenere il Potere dopo averlo usurpato grazie a presidenti della Repubblica che hanno e fatto e fanno, a nostro modesto avviso, schifo. L'ideale, per questi maudits della politica nazionale, veri e unici responsabili del disastro in cui ci stiamo annegando da soli, sarebbe una nuova edizione degli anni di piombo, quando uccidere uno sbirro - come ha definito i poliziotti Gino Strada, uno che, all'epoca, faceva parte di coloro che andavano in strada (scusate il gioco di parole) per fare casino ed è un eufemismo e, guarda caso, militava nello stesso movimento stalinista di Paolo Gentiloni attuale capo di questo Governo Quisling - o un basco nero (il tuo posto è al cimitero gridavano entusiasti e arrabbiatio) o un avversario politico non era un reato, ma un onore di cui fregiarsi per il resto degli anni.

Questa volta, però, a parte giornalisti, politicanti e intellettuali, manca la massa di simpatizzanti che, purtroppo, esisteva in quegli anni disgraziati, altro che formidabili come li ha definiti Mario Capanna. Manca l'area di contiguità che ha permesso al terrorismo di proliferare fino alle sue estreme conseguenze, fino a quel 18 marzo 1978. 

Attenzione, quindi, a questo tentativo di spostare il conflitto politico sul piano dell'Ideologia e dell'antifascismo inesistente, perché l'obiettivo è proprio questo: agitare un fantasma per poter spaventare i benpensanti e i malpensanti così da far loro accettare supinamente l'integrazione forzata e l'invasione senza se e senza ma pur di non ricadere in un eventuale guerra fratricida. CasaPound e Forza Nuova così come molti altri italiani, la cui cultura per i secondi, la convinzione e l'ignoranza per i primi, è scarsa, soprattutto, sotto il profilo storico, mostrano simpatie per il fascismo mussoliniano senza rendersi conto non solo che esso è morto e sepolto, ma nemmeno delle tragedie che ha causato al popolo italiano, tragedie che rendono vergognoso e idiota anche il solo rifarsi a quell'esperienza. 

Ma qui ci si ferma. Perché per tanti richiamare il fascismo è un modo per esprimere la loro insoddisfazione e, peggio ancora, esasperazione per un mondo che va alla rovescia, che ha perso di vista il buonsenso, che prende in giro l'intelligenza umana, che fa apparire rosso quel che rosso non è né può essere. E in tutto ciò perché non vedere l'impronta ideologica di una magistratura che viaggia su più binari, di una politica lontana anni luce dalle esigenze della gente, di una economia persa dietro numeri e corruzione, ma incapace di comprendere l'essere umano.

Infine, non per giustificare, ma c'è da aggiungere che altrettanti italiani, troppi, pur di riuscire a sbarcare il lunario o a continuare a essere quel che sono sempre stati, non solo accetterebbero la pelle nera, ma anche conversioni in massa all'islam cosa che, vedrete, almeno quest'ultima, è tutt'altro che una ipotesi peregrina. 

 

 

 

 

 

 

 

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