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Stupefacente (alla tendopoli dei rifugiati alle Tagliate)

venerdì, 7 dicembre 2018, 20:31

di aldo grandi

Noi non sappiamo se il sindaco Alessandro Tambellini ha letto gli articoli sull'inchiesta coordinata dalla procura di Lucca e condotta dalla squadra mobile lucchese sul traffico e spaccio di droga all'interno e all'esterno della tendopoli della Croce Rossa Italiana in via delle Tagliate - piazzale don Baroni. E se con lui lo hanno fatto anche i suoi assessori e consiglieri comunali, sempre pronti a dire due parole e anche di più quando si tratta di attaccare ipotetici fantasmi neofascisti, ma altrettanto tenaci nel non profferire parola quando avvengono episodi scarsamente edificanti per le nostre cosiddette risorse piovute a queste latitudini per pagarci, dicono, la pensione. Penseranno, chissà, che è tutta colpa dei giornalisti che esagerano la portata degli eventi e allora, per questo motivo, vogliamo rileggere la notizia così come l'ha redatta la questura di Lucca nel suo comunicato così non si potrà dire che abbiamo calcato troppo la mano o amenità del genere. L'indagine - si legge nel comunicato stampa - ha scardinato un sodalizio che, da gennaio a luglio scorsi, ha trasformato piazzale don Baroni (dove si tiene bisettimanalmente il mercato, quello vero però ndr) in un mercato della droga, ceduta appena fuori la struttura della Croce Rossa che li accoglieva in quanto richiedenti asilo. Allora quello che per anni abbiamo detto e cioè che questi clandestini hanno portato, soprattutto, crimine e delinquenza spicciola, non è una nostra invenzione.

Ma andiamo avanti. Il gruppo nascondeva lo stupefacente nelle tende del centro, tra i guanciali e i materassi. Se i clienti erano italiani gli indagati, contattati telefonicamente, uscivano dalla struttura per effettuare la cessione. Se il cliente era uno straniero e di colore, veniva invitato ad entrare fornito di un badge; fingendosi un richiedente asilo, aveva così libero accesso e, acquistato lo stupefacente, poteva scegliere se trattenersi in struttura o di allontanarsi. Ci piacerebbe chiedere il parere di don Massimo Biancalani in quel di Vicofaro sempre pronto a giustificare tutto. In sostanza questi spacciatori prendevano regolarmente per il culo gli operatori della Croce Rossa di Lucca, gli amministratori locali, i lucchesi tutti che ogni mattina versano l'obolo nelle mani di coloro che hanno trovato un lavoro come accattoni di fronte ai bar e ai forni della città.

Il 1 giugno il capo del sodalizio criminale, nigeriano come gli altri - ma allora la mafia e la criminalità nigeriane non sono una invenzione di Salvini - era stato arrestato con un chilo di droga, marijuana che, comunque la si possa pensare, sempre sostanza stupefacente è. A rifornire il sodalizio era un altro nigeriano, residente a Modena - altra culla dell'accoglienza spinta come tutta la regione Emilia Romagna - che era in grado di vendere un chilo alla volta come se niente fosse.

Ora, detto tra noi, ma avevamo proprio bisogno di tutti questi clandestini o migranti venuti a rinforzare il già robusto spessore del crimine nostrano? No che non ne avevamo bisogno. Già, ma andateglielo a spiegare alla Boldrini, a Renzi, alla Bonino, a Mattarella, a Tambellini e se anche non tutti i rifugiati sono spacciatori o delinquenti, il fatto stesso che ce ne siano a decine per ogni città d'Italia rende l'idea della dimensione acquistata dal fenomeno.

Questa amministrazione che non vuole avere alcun tipo di rapporto con la Gazzetta di Lucca dovrebbe, almeno, avere la decenza di spiegare ai suoi amministrati, ossia a tutti, noi compresi, come sia possibile che la tendopoli delle Tagliate, che in campagna elettorale il sindaco Tambellini aveva annunciato di voler vedere presto chiusa, sia ancora oggi presente alla periferia cittadina tanto da diventare una vergogna per questa città. Era questo che volevamo quando sono arrivati a milioni dall'Africa o giù di lì? Volevamo creare delle tendopoli oppure, come il video che sta girando sulle nuove schiave del sesso italiane dei nigeriani al Palasharp di Milano, assumere nuove figure criminali non ne avessimo già abbastanza per conto nostro?

La questura non è razzista e, casomai, proprio per evitare certe accuse tende a non esagerare nelle diffusione di notizie che hanno, tuttavia, un contenuto indubbiamente e oggettivamente limpido come nel caso della tendopoli di piazzale don Baroni. E che dire di quegli ambulanti che avevano protestato per la vicinanza della struttura di accoglienza al loro mercato ormai ridotto all'ombra di quello che era in via Bacchettoni.

E il vertice della Croce Rossa? E il presidente della sezione lucchese Rosario Antonio Lorenzo Fasano che aveva annunciato, nell'ottobre 2017, le proprie dimissioni e che, salvo smentite dell'ultim'ora, è sempre al timone? Lui che protestava per la richiesta di una drastica diminuzione da parte dello stesso Tambellini del numero dei richiedenti asilo, ora che la polizia scopre un giro di spaccio tra cuscini, lenzuola e materassi della sua tensostruttura, non sente la necessità di fornire una anche succinta spiegazione?

La verità è una sola: cari lucchesi l'avete vorsuto il sindaco Tambellini? E ora puppatevelo così la prossima volta magari rinuncerete a un giorno di mare pur di evitare quanto avvenuto l'ultima volta.

 

 


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Avvocato Francesconi


Geminiani


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