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Ce n'è anche per Cecco a cena

La Lega ha vinto, l'Italia respira, ma in Media Valle e Garfagnana è notte fonda

martedì, 28 maggio 2019, 00:02

di aldo grandi

Ancora prima che la Lega di Salvini toccasse le attuali latitudini elettorali, la Gazzetta di Lucca e le sue sorelle avevano sottolineato i pericoli ai quali stava andando incontro il nostro disgraziato Paese per colpa delle politiche antidentitarie, antinazionali, follemente immigrazioniste, antisovraniste portate avanti, purtroppo da troppo tempo, dalla sinistra mondialista serva del potere finanziario e degli organismi sovranazionali europei e internazionali. I danni causati dai vari governi verniciati di rosso e votati da un elettorato incapace di comprendere quanto la sinistra fosse diventata antitaliana e favorevole a tutti quei popoli in grado di mettere in crisi ogni principio di identità nazionale, sono incalcolabili. Non fosse che per i milioni di immigrati fatti sbarcare senza la benché minima regola, senza alcun limite, senza alcuna logica se non quella dettata dalla solita Ideologia marxista che di Ideologia ha tutto e di marxismo più niente. Era prevedibile e augurabile che i popoli, italiano compreso, si ribellassero a chi, in tutta Europa, sta svendendo l'Occidente all'Islam e a tutte le altre popolazioni con l'intento, manifestamente evidente, di voler uccidere ogni residuo di civiltà. In questo disegno allucinante la sinistra ha trovato, per la prima volta nella sua storia, l'alleanza schierata della Chiesa di un papa, l'attuale, più adatto a travestirsi da Imam che non a custode delle tradizioni millenarie che dovrebbe, al contrario, difendere e consolidare. Alle elezioni europee la Lega ha fatto il pieno, ma è ovvio che i giornali di regime, quelli verniciati di rosso per intenderci dei quali abbiamo esempio anche a Lucca, invece di ammettere la sconfitta, preferiscono nascondere la vittoria, consolandosi con i risultati delle amministrative. 

Provate a pensare cosa sarebbe accaduto se il 34 per cento lo avesse conquistato il Pd. Altro che dittatura e cambio di governo. Saremmo già tutti tornati al 1984 di George Orwell e alla sua Fattoria degli animali. Fortuna vuole che gli italiani, come ebbe a dire una volta colui che finì appeso a testa in giù, non potranno mai essere comunisti per indole caratteriale e formazione storica. 

Tornando alle elezioni, proprio nel pomeriggio Aldo Rosati, portavoce, scudiero, braccio destro e, pare, anche sinistro del capogruppo al Senato Andrea Marcucci, ha inviato alle testate giornalistiche il seguente comunicato: La vittoria complessiva dei candidati sindaci del Pd in provincia di Lucca premia il buon governo del centrosinistra e la maggiore aderenza alla realtà dei nostri programmi. A Capannori, Borgo a Mozzano, Barga e Castelnuovo Garfagnana recuperiamo voti che nello stesso giorno alle Europee sono finiti alla Lega. Significa che gli elettori sul piano nazionale premiano Salvini per la propaganda, ma per le cose di casa si affidano al Pd.

Allora, secondo Marcucci gli elettori che hanno votato alle amministrative si sono fidati della concretezza del Pd mentre quelli - gran parte dei quali sono i medesimi - che hanno votato per la Lega lo hanno fatto perché infinocchiati e ammaliati dalla propaganda salviniana.

Ora, a parte il fatto che al posto di Andrea Marcucci cercheremmo di essere più coerenti e logici dal momento che non si spiega come mai anche molti elettori che hanno votato i candidati a sindaco della sinistra - soprattutto in Garfagnana - abbiano anche votato, non si capirebbero altrimenti i risultati, per la Lega a livello europeo. 

Ma al posto di Marcucci non ci consoleremmo citando il successo di Menesini il quale, almeno a parole, ha bocciato ripetutamente il progetto degli Assi Viari portato avanti dal suo stesso partito. A questo punto si vedrà, in concreto, da quale parte si schiera il sindaco con il dono dell'ubiquità - Provincia e comune - se, cioè, continuerà a contrastare le pretese assolutistiche del Pd o se, al contrario, sarà disposto ad andare fino in fondo pur di non tradire la fiducia di chi lo ha votato per quel motivo.

Così come non ci esalteremmo di fronte ai successi di Barga, Borgo a Mozzano, Castelnuovo Garfagnana, località dove, sicuramente, l'influenza marcucciana ha avuto il suo peso. Già, ma fino a quando?

Sarebbe stato molto più onesto ammettere, da parte di un capogruppo al Senato con trascorsi in commissione cultura e non solo, che le politiche suicide e antinazionali del suo partito hanno spinto la maggioranza relativa degli italiani a schierarsi con un partito che, fino a qualche tempo fa, era ristretto nelle pianure nebbiose del nord. Invece, niente di tutto questo nell'analisi dell'esito del voto. Con il risultato, per noi importante e fruttifero, che l'errore non servirà a far comprendere come sia suicida e assurdo oltreché infame e ingiusto, sbandierare ai quattro venti politiche che non tengono conto degli italiani, bensì di tutti quelli e solo quelli che italiani non sono.

Tornando ai risultati di Capannori, l'esito imbarazzante di Bartolomei e di tutto il centrodestra, nonostante la spinta dei voti alle europee, dovrebbe far riflettere su quanto, appena due anni fa, l'impresa di Remo Santini ebbe dell'incredibile, senza grandi schieramenti e comizi oltreché sotto il falso grido di allarme sull'avvento del fascismo tra le mura, finendo sconfitto per soli 361 voti. Forse qualcuno, da quelle parti, dovrebbe e potrebbe riconsiderare il capogruppo dell'opposizione in consiglio comunale a Lucca. Santini avrebbe potuto anche mollare, dedicarsi al giornalismo e chiudere una volta per tutte dopo la sconfitta. Non lo ha fatto, anzi, si è sciroppato un biennio di magre soddisfazioni e assolute frustrazioni sui banchi di palazzo Santini ad ascoltare i parti traumatici e i discorsi sull'avvento del fascismo formulati da una maggioranza che ha l'età di Napoleone. Chissà che il centrodestra, alla fine, non debba e possa ripartire proprio da lui per evitare le figure di merda rimediate, purtroppo, a dieci chilometri di distanza.

Una parola per Montecarlo, rimasta al centrodestra. Vedremo cosa saprà fare il piccolo centro attestato in cima a una collina che, onestamente, ogni volta sorprende per la sua lucidità e indipendenza dal pensiero unico dominante.


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