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Ce n'è anche per Cecco a cena

Talpe, mandanti e tarponi

mercoledì, 23 ottobre 2019, 13:03

di aldo grandi

La nostra interSvista al presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca Marcello Bertocchini ha suscitato scalpore, ma una cosa deve essere chiara: non era nostro intento mettere sotto accusa la Fondazione stessa, semplicemente fare il nostro mestiere di rompicoglioni. E, modestamente parlando, crediamo di esserci riusciti. Al presidente è sinceramente dispiaciuto prendere atto, a seguito delle nostre domande, che qualcuno, nei meandri di San Micheletto, abbia raccontato al sottoscritto ciò che, a suo avviso, non avrebbe dovuto uscire dalle mura di via Elisa. C'è anche chi ha pensato a eventuali mandanti, a qualcuno, cioè, che abbia mandato avanti chi scrive per creare scompiglio. E' bene, allora, chiarire che a queste latitudini, a differenza di altre, non esistono mandanti, ma solo esecutori che, in questo caso, si chiamano Aldo Grandi. Punto e basta. Possono, al massimo, esserci dei confidenti, ma in una città dove nessuno ha il coraggio di metterci la faccia, questo non solo è normale, ma, diremmo, fisiologico. A noi interessa poco se la fondazione ha investito 34 milioni di euro per tentare il recupero di una impresa andata male, così come ancora meno ci tocca il fatto che siano stati buttati nel cesso 20 milioni di euro per la Banca del Monte quando, è bene ricordarlo, a furor di popolo tutti premevano affinché Arturo Lattanzi acquistasse le azioni per non perdere un altro pezzo di città.

Abbiamo, poi, visto come è andata a finire. E, in fondo, ancora meno ci sfiorano i 75 milioni di euro, causati dal mercato e non certo da mente umana, delle azioni del Banco Bpm che, ormai, sono una minusvalenza che più minus non si può. Ci interessa, invece, il fatto che a Lucca non ci sia un confronto serio, onesto, sincero, ma soltanto sotterfugi, sputtanamenti, maldicenze, ipocrisie, falsità. E ci interessa, inoltre, che la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca continui ad essere quel polmone d'acciaio che rappresenta, da anni, per il territorio della nostra provincia. Ha detto bene Bertocchini, l'unica cosa che qui non manca sono i soldi e allora facciamo in modo che essi continuino ad esserci anche per le future generazioni.

Marcello Bertocchini non è un uomo venuto dal nulla e non è nemmeno una creatura, come in tanti hanno detto e dicono, del suo predecessore, ossia King Arthur al secolo Arturo Lattanzi. E' un dirigente che si è fatto le ossa entrando in banca giovanissimo e contribuendo a far nascere il settore della finanza in una banca, la Carilucca, dove nemmeno sapevano cosa fosse. Non solo. E' lui che ha portato il portafoglio clienti ad un importo esorbitante per quei tempi salvo, poi, essere 'silurato' quando arrivarono i nuovi barbari dal nord che avevano acquistato il tesoro della Cassa di Risparmio di Lucca. E ancora oggi si occupa di finanza e investimenti.

Se la Fondazione eroga quel che eroga, vuol dire che c'è qualcuno che, in questi tempi di carestia, riesce a far fruttare quel che è stato investito. Ma ciò non toglie che sia giusto manifestare osservazioni e perplessità. Come quella, e non ce ne vorrà il presidente, relativa alla ex Manifattura Tabacchi dove la Fondazione ha intenzione di investire in maniera robusta. 

... E mi sono spaventato per l’importo che sarebbe necessario per portare a termine l’intervento. Nelle prossime settimane valuteremo se e come sarà possibile andare avanti. Queste le parole, un anno fa, di Bertocchini in merito all'investimento sulla ex Manifattura. Bastano da sole senza alcun commento.

Infine concludiamo con le conversazioni in San Francesco che, a nostro avviso, ci sembrano tutte a senso unico. Leggiamo di personaggi politicamente schierati, tutti a favore di una accoglienza senza se e senza ma, indiscriminata, tutti a pontificare e a prendersela con quelli, la maggioranza degli italiani e dei lucchesi, che la pensano diversamente e che ne hanno piene le scatole di sentirsi dare dei razzisti, dei paurosi, dei malati di mente, dei retrogradi solo perché manifestano dubbi e osservazioni degne di chi ha ancora acceso il cervello invece di averlo mandato all'ammasso.

Queste Conversazioni a noi sembrano davvero tutt'altro che conversazioni, ma solo monologhi e, per di più, di una parte solamente, senza contraddittorio, senza nemmeno un diritto di replica. Il tema di quest'anno è quello dei muri e, a quanto pare, tutti gli interventi, compreso quello dello psicologo del quale, a quanto pare, avremmo noi bisogno, sono per abbattere tutti i muri dimenticando, poveri mentecatti, che l'uomo, la prima cosa che ha fatto nella preistoria è stata quella di tirare su delle pareti o muri che dir si voglia in grado di definire-delimitare la propria sfera individuale. E' antropologia culturale, non merda quella di cui parlava Ida Magli e commentava Oriana Fallaci.

Dia retta presidente, i soldi, se li ha spesi, li spenda meglio e non a senso unico. Se poi è gratis, peggio ancora, anche se è vero, evidentemente, che a Lucca, gratis, si prende anche l'influenza.


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