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Centro islamico a Chifenti, perché mettersi... un 'estraneo' in casa?

giovedì, 5 dicembre 2019, 10:25

di aldo grandi

Come al solito sulla polemica inerente l'apertura di un centro culturale islamico a Chifenti - stiamo parlando di Chifenti, non di Roma, Milano, New York o altro, ma di un paese di poche anime caratterizzato da un forte senso identitario almeno per quello che ne resta - tutto è finito a tarallucci e vino a a rimetterci sono le normali osservazioni degli abitanti locali i quali, giustamente, si domandano quello a cui nessuno ha il coraggio di dare una risposta sincera. Coraggio che non ha il sindaco Andreuccetti, il quale si trincera dietro la Costituzione emanata 80 anni fa quando, consentitecelo, le esigenze e la realtà del nostro Paese e dell'Europa erano ben diverse da quelle di oggi - è come se pretendessimo di governare con gli editti napoleonici di qualche secolo fa o del Re Sole in Francia, le realtà mutano e chi tiene alla propria identità deve essere in grado di sapersi adeguare e di saperla difendere - e dietro un contratto di diritto privato, peraltro formalmente impeccabili. E coraggio non ha l'esponente leghista Bertieri la quale se ne esce come i dolori dicendo che il sindaco avrebbe dovuto prima incontrare i cittadini: scusi Bertieri, ma dove sta la differenza? Che forse non avrebbe detto le stesse cose? E' un problema di forma? O, come crediamo noi, di sostanza? Anche voi vi rifate alla Costituzione dicendo che la conoscete benissimo e, allora, dove sta il problema? O avete il coraggio di mettere in discussione certi principi alla luce di ciò che sta avvenendo in tutto l'Occidente oppure siete destinati a perire poiché il numero di coloro che arriveranno finirà, entro un secolo o forse meno, per mandare all'aria tutti i vostri formalismi.

Andreuccetti, per carità, ha fatto il suo. Se domani arrivassero venticinque associazioni religiose che vogliono aprire una sede, non batterebbe ciglio trincerandosi dietro la Costituzione anche se lui sa benissimo che essa derivava dalla fine di una dittatura che aveva causato tragedie e lutti a non finire. Oggi non siamo in una dittatura e i reati, i lutti e le tragedie provengano anche da tutt'altra parte. Qui il problema non è se è lecito oppure no aprire un nuovo centro islamico a Chifenti, bensì domandarsi se l'apertura di decine, centinaia di centri islamici da qui a chissà quando servirà ad aumentare l'integrazione o, piuttosto, la disintegrazione della nostra identità, del nostro senso di appartenenza, delle nostre tradizioni, di ciò che siamo stati e dovremmo continuare, a nostro avviso, ad essere.

Ecco perché riteniamo che la risposta dell'esponete leghista sia stata inutile, insufficiente, ridicola e, detta tutta, se stava zitta era meglio e portava più acqua al molino del suo movimento. Invece ha parlato e ha detto, in sostanza, le stesse cose di Andreuccetti il quale, se questa è l'opposizione a Borgo a Mozzano, può dormire sonni tranquilli per i prossimi... lustri. Chiamare in causa gli attentati in Francia o in Gran Bretagna o ovunque siano stati per l'apertura o meno di un centro islamico a Chifenti ci pare, culturalmente, politicamente, storicamente, logicamente, piuttosto debole.

Non si aprono centri islamici perché esiste, innanzitutto, un principio di reciprocità che dovrebbe valere sempre e comunque e al di là di ogni carta costituzionale. Voi pensate davvero che nei paesi del Maghreb o di religione musulmana sia possibile aprire un centro culturale cattolico con la stessa semplicità con cui si apre qui da noi un centro islamico? No, non esiste e sappiamo bene come i cattolici, nel mondo musulmano, siano considerati e visti e, soprattutto, trattati. Quindi perché dovremmo metterci, come diceva Sordi a proposito del matrimonio, un estraneo in casa?

In secondo luogo dobbiamo avere il coraggio di riconoscere che Oriana Fallaci, Magdi Allam, Ida Magli hanno ragione: stiamo distruggendo la nostra civiltà, stiamo facendo di tutto per rinunciare alla nostra identità e a ciò che, pers ecoli, abbiamo orgogliosamente difeso. Il nostro pensiero è diventato debole e destinato ad essere sostituito. E' con la cultura che si combatte una finta integrazione che altro non sarà se non disintegrazione e sostituzione.


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