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Ce n'è anche per Cecco a cena

La tata è come il primo amore, non si scorda mai. Beau geste dei Marcucci

sabato, 8 febbraio 2020, 21:51

di aldo grandi

Sgombriamo subito il terreno dai dubbi o dalle sicure perplessità che albergheranno in coloro che leggeranno la notizia che pubblichiamo di apertura ossia il compleanno, i 100 anni addirittura, di Maria Gianfranceschi a Montignoso. La signora Maria è stata la tata della famiglia Marcucci e, tra gli altri, ha allevato il senatore Andrea. Ebbene, oggi pomeriggio, alla festa organizzata presso la casa di riposo a Montignoso, hanno voluto essere presenti tutti e tre i fratelli Marcucci, con Marialina che si è portata dietro, addirittura, Burlamacco da Viareggio. Noi abbiamo seguito con la collega Donatella Beneventi l'evento e non lo abbiamo certamente fatto per piaggeria, non avendo mai noi dimenticato, ma perdonato sì, la causa da 180 mila euro che il senatore e la famiglia ha intentato contro di noi qualche anno fa. Al di là di questo, però, se abbiamo deciso di seguire questa festa è stato perché ci è piaciuto il gesto. In fondo non è da tutti, è vero, avere una tata, ma nemmeno, se la si è avuta, seguirla fino al compimento dei 100 anni di età e andare, addirittura, ricordandosene, alla celebrazione. Un punto, quindi, a favore di tutti e tre i big brothers della Media Valle e della Garfagnana che hanno mostrato, effettivamente, non solo di avere un  cuore, ma anche di saperlo usare.

Non sapevamo nulla della ricorrenza, ma in mattinata il sindaco di Montignoso aveva diffuso una breve comunicazione in cui annunciava il centenario, la festa e l'arrivo del senatore che aveva avuto un legame affettivo profondo con la signora Maria Gianfranceschi. 

Ci è parsa subito una notizia, se un senatore per di più capogruppo del Pd - anche se, da quando se ne è andato Matteo Renzi, è sceso in un imperscrutabile silenzio - si ricorda e va a festeggiare il centenario non di un familiare stretto, ma di una tata che lo ha allevato, è bene dirlo, per tutta l'infanzia e l'adolescenza o quasi. Così abbiamo mandato la Dony e quando abbiamo visto le foto che ha scattato siamo stati ancora più convinti di aver fatto la scelta giusta. 

La riconoscenza non è, in fondo, dovuta e, casomai, spesso è ricercata proprio là dove dovrebbe esserci e non c'è. Invece Andrea, Paolo e Marialina hanno dedicato una mezza giornata del proprio prezioso tempo per stare insieme a chi aveva dato loro molto più di qualcosa riuscendo a non farsi mai dimenticare. Non è facile, né da una parte, né dall'altra. Quindi, e sempre specificando la nostra proverbiale e rinomata antipatia per la galassia Pd e della Sinistra in genere, apprezziamo il gesto e facciamo, anche noi, tanti auguri a nonna Maria.


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