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sabato, 19 settembre 2020 - Recte agere nihil timere

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Ce n'è anche per Cecco a cena

Una poltrona sotto il culo

mercoledì, 19 agosto 2020, 22:55

di aldo grandi

Ad essere sinceri non riusciamo a dimenticare le lacrime - vere?, false?, mezze vere e mezze false? - di un Marco Remaschi post elezioni amministrative a Lucca anno di (dis)grazia 2017. L'aveva fatta grossa, invero, con quella telefonata al candidato del centrodestra Remo Santini che gliel'aveva prima registrata e, successivamente, dopo la sconfitta, pubblicata proprio sulla Gazzetta di Lucca. Quante volte al nostro collega e amico abbiamo detto che avrebbe dovuto diffonderla prima del ballottaggio. Remaschi tanto si diede da fare che riuscì a convincere - ne dubitiamo - i vertici del partito democratico, Andrea Marcucci in testa e Alessandro Tambellini, che si era trattato di uno scherzo o giù di lì. Lo perdonarono e lo lasciarono dov'era, ossia in consiglio regionale a 8 mila euro al mese più la carica di consigliere comunale nonché padre putativo della Sara D'Ambrosio, che le elezioni a sindaco di Altopascio non le avrebbe vinte, da sola, nemmeno se avesse pianto in greco. E ora che farà la povera Sara orfana di cotanto padre il quale si è dimesso perché ha deciso di fregarsene degli elettori di Altopascio e di correre per diventare primo cittadino di Coreglia? Marco Remaschi è una minestra riscaldata e come tutte le minestre riscaldate possono essere buone sì, ma per chi non ha voglia di provare altro.

A noi mister Gucci non incute nessun timore né suscita alcuna simpatia. Arrogante con i deboli, prudente con i forti, nel suo atto di dolore con cui si è congedato dal Pd, si è ben guardato dal prendere di mira colui il quale, dopo averlo incensato, lo ha spinto all'inferno, ossia il senatore Andrea Marcucci. La polpetta avvelenata, però, non gli è andata giù e in men che non si dica si è appattumato con Italia Viva, questa sottospecie di ectoplasma elettorale ed umano che fa capo a Puffo Renzi, colui il quale ci ha preso per il culo e riempito di immigrati in cambio di un occhio di riguardo per i nostri conti pubblici da parte dell'Unione Europea. Ma come si fa a votare Italia Viva, più simile ad un cadavere viaggiante che a una ipotetica forza di rinnovamento. Basta guardare quali sono i candidati in provincia di Lucca, della serie quant'è bella giovinezza...

Ma torniamo al nostro ex griffato consigliere regionale nonché consigliere comunale nonché ex sindaco di Coreglia Antelminelli, colui il quale voleva far costruire un nuovo Maracanà alle porte del paese. Sappiamo tutti come è andata a finire. E' finita con il Remaschi impegnato nella lotta agli ungulati missione decisamente più appetibile e affidabile. 

Ora, silurato dal suo stesso mentore, accantonato nei giochi di potere di un partito che ha la faccia come il deretano, Marco Remaschi vuole prendersi la sua rivincita e cova una rabbia che potrebbe perfino premiarlo. Fra un paio di giorni, si mormora, presenterà la sua lista per le comunali di settembre e di sicuro la sua candidatura ha sparigliato i giochi politici a Coreglia dove il candidato del centro destra avrebbe potuto vincere in carrozza e, adesso, al contrario, rischia di restare a piedi.

La poltrona piace a molti, forse a tutti, ma a Remaschi un po' di più e se ci aggiungiamo anche la sua voglia di rivalsa, ecco che si capisce come abbia potuto fare il salto della quaglia in 48 ore o giù di lì, della serie fedeltà a puttane e coerenza pure. Certo, se Coreglia ha voglia di rinnovamento e di nuova linfa vitale, eviterà accuratamente di votare Remaschi, ma si sa bene come il popolo sia volubile e facile ai cambiamenti di umore e di opinione. 

A Coreglia Antelminelli abbiamo il nostro caro collega Loreno Bertolacci il quale, siamo certi, sarà rimasto (sic!) entusiasta della notizia. Caro Loreno vediamo un po' che cosa pensa Coreglia di questa candidatura raffazzonata e dipendente da un ex capo del Governo che noi abbiamo bacchettato e anche qualcosa di più alcuni anni fa mentre era ancora al potere.

A proposito, abbiamo provato a telefonare a mister Gucci il quale, probabilmente, vedendo il nostro numero non risponde. Del resto sa bene che razza di giornalisti siamo e fa bene, evidentemente, a starne alla larga. Quando si dice avere gli attributi. 


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