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L'infettivologo Bassetti vuole distruggerci la vita e se diciamo che siamo come gli ebrei durante il fascismo ce ne dicono di tutti i colori

mercoledì, 3 novembre 2021, 09:07

di aldo grandi

Basta accendere una televisione qualsiasi per essere colti da improvvisi e ripetuti conati di vomito. Ecco perché chiediamo a coloro che vogliono mantenersi lucidi e indipendenti, di non accendere mai la Tv o, se proprio non ce la fate, a tenerla accesa per massimo una decina di minuti a meno che non si tratti di qualche bel film o di sport. Per il resto siamo di fronte a giornalisti che definire tali è una cosa di cui vergognarsi a sentirsi chiamare colleghi. "L'Italia è diventata un enorme tamponificio. È venuto il momento di dare una stretta al Green pass, togliendo la possibilità dei tamponi per accedere a ristoranti, bar, teatri, cinema, stadi e attività sportive e ricreative". Sono parole che l'infettivologo Matteo Bassetti di Genova ha scritto sul proprio profilo facebook. Che cosa vuoi dire a una persona così? Se noi scrivessimo quello che pensiamo, finiremmo direttamente davanti ad un giudice e alla commissione disciplinare del (dis)ordine dei giornalisti, l'ente più inutile che esista con un istituto previdenziale, l'Inpgi, che per non fallire dovrà cadere nelle braccia dello Stato ossia di mamma Inps. Così anche i giornalisti che fanno tanto i bravi e i puri e onesti, hanno finito per ridurre la loro struttura ad una specie di carrozzone senza più dignità. Tornando al Bassotti pardon Bassetti, è incredibile come i giornalisti a un tanto al chilo, quelli inutili che fanno la professione come se fosse un qualsiasi lavoro, lo interrogano nemmeno fosse l'oracolo di Delfi.

Peccato che non ci sia consentito di affrontarlo in un duello, sia verbalmente, ma anche, perché no?, come si faceva un tempo, sbattendogli sul muso, quel muso arrogante e spocchioso, il guanto di pelle a mo' di sfida. Il Bassotti pardon Bossetti, ci sa tanto di difesa della razza dove la razza in questione, oggi, non è quella ariana di infausta e nefasta memoria, ma quella dei vaccinati a cui non basta essersi sparati nelle vene doppia razione di chissàchecosa, ma non trovano pace se non costringono anche noi a fare altrettanto incolpandoci delle peggiori nefandezze e di essere responsabili dei contagi che, a quanto dicono, stanno risalendo. Ma che cosa vogliono? Sono vaccinati, invece di stare tranquilli e sereni vengono a rompere i coglioni a noi che, casomai, dovremmo essere i più timorosi.

Purtroppo nessuno dice in Tv che questo maledetto virus lo hanno beccato poco più di tre milioni di individui su un totale di 66 milioni di abitanti in questo sfasciato stivale. E a suon di servizi televisivi da paura con tanto di bare e terrore sparso a piene mani, ecco che la maggior parte di questo popolo ha coltivato e coltiva la sensazione - per non dire la fissazione - di essere in costante se non, addirittura, imminente e progressivo pericolo di morte.

Gli imbecilli che non sanno nulla di storia perché, invece di godersi e leggere libri o leggono i giornali cartacei o guardano le Tv locali e nazionali, si spaventano e si meravigliano se qualcuno indossa la stella di David o la casacca a strisce simile a quella che indossavano gli ebrei nei campi di sterminio. 

Noi, che la stella di David l'abbiamo stampata sulle magliette per primi, vorremmo far capire che in Italia gli ebrei, a seguito delle leggi razziali del 1938 e a seguito delle interpretazioni formulate dal comitato tecnico-scientifico chiamato da Mussolini a spiegare agli italiani perché gli ebrei erano di razza inferiore, non vennero inviati nei campi di sterminio esistenti solo in Germania a quel tempo e non ancora funzionanti a pieno regime.

Vennero, gli ebrei dell'epoca, semplicemente allontanati da ogni incarico pubblico, gli fu impedito di andare a scuola o all'università, dovettero rinunciare a fare una vita normale e diventarono a tutti gli effetti cittadini di serie C. Bene, se adesso andiamo a guardare quello che sta succedendo a otto milioni di italiani non vaccinati, non vi sembra che quanto a misure discriminatorie siamo sulla stessa falsariga se non peggio? Anzi, peggio per forza.

Se Vassotti pardon Bassotti anzi no, Bassetti, avesse il coraggio e la dignità di venire a trovarci a Lucca, probabilmente avrebbe la netta sensazione di quanto sia idiota quello che chiede e che dice, ma il problema è che c'è gente che apre bocca e dà fiato. Tutto bene senonché quando accade che vogliono togliertelo, il fiato, allora non si può più fare finta di niente.

Come si fa, poi, a non stare con Andrea Colombini e a non sostenerlo in tutta la sua battaglia - battaglia che cominciammo insieme due anni fa - contro questa vergognosa campagna razziale spacciata per emergenza pseudo-sanitaria?

Noi non facciamo male a nessuno e mai lo abbiamo fatto, ma c'è un limite e questo limite lo stanno abbondantemente superando. Se credono di rinchiuderci come bestie da macello dentro qualche campo di contenimento - ché concentramento non si può dire altrimenti ci tacciano di fascisti - sappiano che ci ribelleremo. Con tutti i mezzi. 


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