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Garfagnana

La comunicazione e il terremoto

mercoledì, 17 luglio 2013, 09:41

La gente è fuggita dalle spiagge. E’ crollato un ponte in alta Garfagnana. La diga di Vagli sarà svuotata perché si è spaccata. Ci sono stati dei morti ma non ce lo vogliono dire per non spaventarci. Interi paesi sono rasi al suolo. Sabato 22 giugno fra le 22,30 e la mezzanotte ci sarà una scossa catastrofica di magnitudo fino a 7.0 lo ha scritto il centro sismologia indipendente del settentrione.  Vi è un possibile riscontro astrosismologico. E’ colpa delle scie chimiche. No la responsabilità di questo terremoto è di HAARP e quindi dei militari americani. Sicuramente è dovuto a cause umane: il fracking (fratturazione idraulica di rocce poco permeabili ricche in petrolio).

Dalla forte scossa di terremoto di venerdì 21 giugno scorso si sono accavallate e rincorse centinaia di informazioni incredibili. Vere e proprie leggende metropolitane o comunque bufale. Comunicazioni che hanno avuto effetti pesanti per chi si è trovato a vivere con la concreta esperienza del terremoto e con gli effetti sulle case e sulle chiese lesionate anche in maniera vistosa. Notizie che ancora oggi, mentre la sequenza sismica prosegue ma appare in ragionevole riduzione, continuano a rappresentare un danno per l’economia, a cominciare da quella turistica della zona. Un effetto che si aggiunge, inutilmente, ai veri danni sul patrimonio edilizio.

Eppure non era una novità che al confine tra Lunigiana e Garfagnana si trova una delle aree sismiche più studiate del nostro paese. La storia sismica di questa area si perde nella notte dei tempi. Il terremoto di Ugliancaldo del 11 aprile 1837 (magnitudo 5.8) è praticamente sovrapponibile come zona epicentrale. Come dimenticare poi il terremoto del 7 settembre 1920 (magnitudo 6.5). Oppure in epoca più recente il primo allarme sismico della storia d’Italia dato direttamente dalla televisione e limitato alla zona della Garfagnana la sera del 23 gennaio 1985. O ancora il terremoto (magnitudo 4.9) del 10 ottobre 1985 con epicentro a Fivizzano.

Fino alla forte scossa del 1995 gli abitanti della Garfagnana e della Lunigiana avevano dimostrato saggezza antica, avevano imparato dai disastri storici a convivere con il terremoto, tanto che dopo l’allarme del 1985 vennero elogiati da studiosi giapponesi e americani, sorpresi da una così composta reazione a un allarme dato dalla televisione.

I programmi varati dallo Stato e dalla Regione dopo il 1985 avevano permesso di avviare un ampio programma di messa a norma degli edifici, sia quelli pubblici come quelli privati.

Perché questa volta la paura è diventata panico, tanto da far schizzare alle stelle il consumo di ansiolitici e antidepressivi? La risposta, purtroppo, è semplice. La comunicazione errata, amplificata da cellulari, internet, social network, blog che hanno dimostrato di non conoscere la storia. Un modello che alla fine è totalmente sbagliato perché non soltanto non diminuisce il rischio, ma inseguendo le false informazioni lo aumenta o comunque lo scarica su colpevoli inesistenti.

Partendo da queste considerazioni un gruppo di giornalisti lucchesi ha cominciato ad interrogarsi sugli effetti della comunicazione relativa al terremoto. Superando certe forme di concorrenza tutti hanno aderito a un incontro, scegliendo quale sede la zona più prossima all’epicentro, dotata di una struttura in grado di accogliere un pubblico che gli organizzatori si augurano numeroso.

Così è nato l’incontro in programma domenica 21 luglio, esattamente a un mese dalla scossa di magnitudo 5.2 alle ore 21. L’appuntamento è all’Anfiteatro comunale di Camporgiano. Sarà una conversazione finalizzata a smontare le bufale e a promuovere una comunicazione e dunque una cultura virtuosa di mitigazione della paura e di prevenzione degli effetti del terremoto. Saranno dunque affrontati, in termini chiari e comprensibili, i temi delle notizie validate ed autentiche, delle notizie false e immaginarie, dei miti e delle leggende metropolitane, delle differenze tra giornalismo, blog e social network, degli effetti delle notizie false, fino a toccare i temi delle previsioni e della prevenzione.

Protagonisti della conversazione saranno: Luca Cinotti de «Il Tirreno», Egidio Conca di «NoiTv», Andrea Cosimini de «LaGazzettadelSerchio.it», Paolo Mandoli de «La Nazione» e corrispondente «Rai», Lodovico Poschi Meuron della tv «Dì Lucca», Roberto Salotti di «Luccaindiretta.it» e Gianluca Testa de «LoSchermo.it». Ci saranno anche gli interventi di: Francesco Pifferi, sindaco di Camporgiano; Paolo Grassi, sindaco di Fivizzano; Mario Puppa, presidente dell’Unione Comuni della Garfagnana; e delle senatrici Stefania Giannini e Manuela Granaiola. Condurrà la serata Luana Rossi.

 


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