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Garfagnana

Domenico Davini: “400 posti di lavoro a rischio”

mercoledì, 19 febbraio 2014, 15:06

di andrea cosimini

Preoccupato il sindaco di Minucciano Domenico Davini per la delibera della giunta regionale che esclude, fino all'approvazione del progetto integrato di sviluppo, possibili ampliamenti per le attività estrattive autorizzate intercluse nel territorio del Parco delle Alpi Apuane. In pratica, la chiusura stessa delle cave con conseguente perdita di circa 400 posti di lavoro, di cui 100 solo a Minucciano, e di 30 aziende attive nel Parco, di cui 10 solo a Minucciano completamente intercluso nel Parco delle Apuane. Fondate, per cui, le preoccupazioni del primo cittadino che ha attaccato la regione Toscana per le modalità con cui si è provveduto a comunicare tale delibera senza prima avviare un percorso di confronto con i cittadini e gli enti del territorio. Venerdì 28 febbraio, intanto, il sindaco Davini ha comunicato la convocazione di un consiglio comunale aperto a tutti i sindaci coinvolti e, in particolare, all'assessore all'urbanistica Anna Marson, proponente della delibera. 

Sindaco Davini, cosa la preoccupa maggiormente leggendo il testo della delibera?
“Mi preoccupa il fatto che la delibera inserisca una norma di salvaguardia dei soli diritti acquisiti per le attività svolte in conformità ai piani di coltivazione, ma che ammetta ampliamenti per le attività estrattive solo se coerenti e funzionali al “progetto integrale di sviluppo”. Il problema è che questo progetto non solo non è stato ancora pubblicato ma non sappiamo nemmeno quando avverrà la sua pubblicazione. Di fatto, quindi, noi siamo completamente bloccati in attesa che la regione decida. E' chiaro che se questo piano arrivasse tra dieci anni, non ci sarebbe più nessuno...”

Parlando di numeri, ci faccia un quadro preciso della situazione...
“Dunque, si parla di circa 30 aziende a rischio nell'intero Parco delle Alpi Apuane, di cui 10 solo nel mio comune che è completamente intercluso nel Parco ed è tra i più colpiti da questa delibera. A livello di posti lavoro a rischio si parla di 400 famiglie, di cui 100 lavoratori a Minucciano distribuiti in cava e nel mondo della lavorazione degli scarti di produzione del marmo. Si parla di 30 posti di lavoro a rischio, ad esempio, alla Migra, società a maggioranza pubblica partecipata dal comune di Minucciano per un quota pari al 51 per cento. In tutto sono 45 cave nel Parco delle Alpi Apuane, di cui 30 sono a rischio chiusura e 10 solo a Minucciano.”.

Quali sono stati gli investimenti negli ultimi anni nel settore lapideo a Minucciano?
“Si parla di grossi investimenti da parte della regione Toscana. Negli ultimi anni sono stati investiti circa 8 milioni di euro e circa 5 milioni di euro per il polo tecnologico lapideo per tutta la Toscana”. 

Cosa le ha dato maggiormente fastidio in questa vicenda?
“Mi da fastidio che la regione decida su questi temi senza prima avviare un percorso con i cittadini che governa e senza coinvolgere i territori. In pratica non tratta più i cittadini come tali, ma come “sudditi”. 

Cosa chiede, quindi, alla regione? 
“Chiedo di concordarci. Vogliamo ragionare su nuovi modelli di sviluppo? Bene, ma facciamolo mettendo i soldi sul piatto. Vogliamo vivere di solo turismo? Si tenga conto però del quadro reale del turismo in Garfagnana. Un turismo compresso e selettivo limitato a un periodo sempre minore dell'anno. Io credo che anche le nostre cave abbiano un valore se non altro per le opere che grazie ad esse sono state realizzate. Ritengo che bisogna continuare la filiera con percorsi condivisi”.

E adesso come si muoverà?
“Venerdì 28 febbraio convocherò un consiglio comunale aperto a tutti i sindaci coinvolti e inviteremo il governatore Rossi, i consiglieri e gli assessori regionali e le forze ambientaliste a dire la loro. Prima fra tutti, inviteremo l'assessore Marson per spiegarci il testo della delibera, qualora lo avessimo interpretato male...” 

Prima la regione destina grossi investimenti per il settore lapideo e poi se ne viene fuori con questa delibera. Lei che ne pensa?
“Penso che si possa parlare di schizofrenia totale delle azioni di governo. Da una parte si parla di concetti come “rivalorizzazione”, “rivalutazione” etc. e poi se ne esce con questo testo. Una vera e propria tegola...”

 

 


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