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Garfagnana

Legge Remaschi... un fiasco: agricoltori sempre più esasperati

venerdì, 11 agosto 2017, 11:07

di andrea cosimini

Gli agricoltori sono esasperati. La mancata attuazione della legge regionale sul contenimento degli ungulati in Toscana, ribattezzata "Legge Remaschi", sta infatti mettendo in ginocchio i titolari delle aziende agricole della zona che ora sono in difficoltà persino a sporgere denuncia per i danni causati alle loro coltivazioni.

Da una parte il riordino delle province, svuotate delle loro competenze, dall'altra quello delle Atc (Ambito Territoriale di Caccia), ancora in attesa dell'insediamento della nuova giunta di controllo (che dovrebbe tenersi a fine mese), hanno causato dei ritardi cronici tali, non solo da disorientare, ma persino da costringere certi agricoltori, esasperati ormai dalla situazione, a prendere in seria considerazione l'idea di abbandonare tutto e desistere dalla coltivazione. 

"Il problema - dice Cristiano Genovali, presidente della Coldiretti di Lucca - non è la legge in sé, ma la sua mancata applicazione. Noi non siamo contrari alla legge, ma vogliamo che questa venga attuata. Ci sono dei ritardi cronici, nell'attivazione delle doppiette e delle trappole di cattura degli animali vivi, che ormai rendono la situazione esasperante per gli agricoltori. Questi ritardi sono dovuti, nello specifico, al riordino (tutt'ora in atto) delle province e dall'Atc che ha generato un intoppo, ormai da tantissimi mesi, a livello burocratico. Gli agricoltori sono in difficoltà anche a sporgere le denunce e qualcuno, addirittura, rinuncia completamente perché ormai esasperato.

Il danno per le aziende - continua Genovali - non è più sostenibile. Non c'è volta, all'interno delle riunioni sindacali che svolgiamo costantemente sul territorio, che la discussione non scivoli sul tema dei danni causati dagli ungulati. In Garfagnana, nello specifico, c'era (e potrebbe esserci) una coltivazione di patate importante, con tipologie che rappresentano una vera e propria eccellenza, ma che gli agricoltori non seminano nemmeno più perché sarebbe un "gioco al massacro" con gli ungulati. Lo stesso vale per gli allevatori di trote che, invece, si lamentano continuamente per i cormorani e gli aironi che decimano i pesci nelle vasche. Ma la questione riguarda ormai anche tutti i cittadini che, specialmente in questo periodo di siccità, si trovano ungulati vicino casa. Questi rappresentano poi un serio pericolo per gli automobilisti perché, dati alla mano, il numero di incidenti a causa degli ungulati ha registrato ultimamente un incremento a due cifre. 

Il problema - ha infine concluso Genovali - non sono solo i cinghiali ma, in generale, tutta la fauna selvatica che è completamente fuori controllo. Noi siamo per un ambiente sano e incontaminato, ma questi allarmismi volti a non toccare questi animali selvatici sta distruggendo il nostro ecosistema. I boschi non si rigenerano per la presenza troppo massiccia di ungulati. Ci appelliamo quindi alle associazioni ambientaliste perché capiscano che qui si tratta di garantire l'equilibrio dell'ecosistema. E, per questo, chiediamo il rispetto delle leggi che prevedono, per ogni chilometro quadrato, un numero di capi nettamente inferiore a quello attuale".

Dello stesso avviso il presidente della Coldiretti Toscana, Tulio Marcelli, che ha sottolineato ancora una volta come il problema non sia la legge regionale in sé quanto la sua mancata attuazione a circa un anno effettivo dalla sua entrata in vigore.

"In termini di animali abbattuti - ha detto Marcelli - possiamo dire che la legge ha avuto effetti positivi; ma in termini di attuazione della stessa si sono riscontrati grossi problemi legati soprattutto al boicottaggio di certi soggetti che hanno generato delle lungaggini in termini di autorizzazioni e permessi. Non è la legge, infatti, il problema. Ma la sua applicazione. Purtroppo i danni per gli agricoltori aumentano e gli ungulati si spostano sempre di più verso valle. Come Coldiretti stiamo cercando, in vista del rinnovo della giunta di controllo, ampie intese nelle sede delle Atc della Toscana proprio per avere una linea unica".













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