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Garfagnana : gallicano

Fusione, cittadini in assemblea. Saisi: "Personalmente sono contrario"

domenica, 12 novembre 2017, 15:45

di andrea cosimini

Una consultazione informale prima del referendum popolare che si terrà domenica 26 novembre. Questo il senso dell’incontro che si è tenuto ieri sera a Gallicano, in sala Guazzelli, organizzato dal gruppo di maggioranza “Gallicano C’è” alla luce della proposta di fusione da parte dei sindaci di Fabbriche di Vergemoli e Molazzana.

Un’assemblea pubblica molto partecipata che l’amministrazione gallicanese ha voluto fare per informare la cittadinanza dei “pro” e dei “contro” alla fusione e per ascoltare le domande e le osservazioni avanzate dagli stessi cittadini. Alla fine ne è emerso un quadro abbastanza chiaro: se da un punto di vista strettamente politico e culturale, la fusione potrebbe comportare degli svantaggi per i tre attuali comuni, da un punto di vista di incentivi economici l’offerta messa sul piatto dallo Stato e dalla Regione Toscana risulta pressoché indiscutibile.

Il sindaco di Gallicano David Saisi, così come la sua giunta, ha comunque mantenuto un atteggiamento “neutro” nei confronti della fusione senza dare alcuna linea di indirizzo alla cittadinanza. Non ha potuto fare a meno, però, di esplicitare la propria personalissima opinione in merito al tema delle fusioni dichiarandosi apertamente contrario.

Prima di addentrarsi nel tema del confronto, ovvero i vantaggi e gli svantaggi di una possibile fusione con i due comuni limitrofi di Fabbriche di Vergemoli e Molazzana, il sindaco ha voluto però chiarire l’iter intrapreso dalla sua amministrazione e descrivere nel dettaglio gli eventuali scenari futuri.

“Nel nostro programma elettorale – ha subito chiarito il sindaco - non era previsto in alcun modo di arrivare a ragionare di fusione con qualsiasi tipo di comune. Anzi. Avremmo probabilmente rimandato qualsiasi ragionamento alla fine del nostro mandato. A maggio, però, abbiamo ricevuto una richiesta esplicita da parte dei sindaci di Fabbriche di Vergemoli e Molazzana in cui ci veniva chiesto se avevamo interesse a far esprimere la cittadinanza di Gallicano sulla fusione”.

“Abbiamo risposto – ha continuato Saisi - che i sindaci passano e i cittadini rimangono e che quindi era importante sentire prima di tutto la cittadinanza. Così abbiamo stabilito l’iter da seguire. Ai colleghi ho chiesto di informarsi per avere un quadro complessivo delle situazioni nei vari comuni in modo da poter esporlo all’interno di questa assemblea pubblica. Dopodiché faremo una consultazione informale per aver un indirizzo e, se la cittadinanza si esprimerà per il “No”, l’iter finirà qui, se invece si esprimerà per il “Sì” ratificheremo la proposta di fusione in consiglio. La regione organizzerà quindi il vero referendum e le ipotesi saranno di nuovo due: se fondersi o meno. Quando si fonderanno eventualmente i tre comuni? Nel 2018 inizieremo con le funzioni associate, poi dal 1 gennaio 2019 i sindaci decadranno, il comune verrà commissariato, e nel maggio/giugno 2019 si andrà ad elezioni”.

Prima di lasciare la parola all’assessore con delega al bilancio, Raffaella Rossi, Saisi ha però ribadito come la regione, attualmente, spinga fortemente per le fusioni. Ma ha anche messo in guardia dal pericolo che, stando alle regole sulla fusione dettate dalla regione, il voto di un comune possa essere irrilevante perché a contare, alla fine, è solo il raggiungimento dei 2/3 del “Sì” e la sconfitta del “No” in tutti i comuni.

Ecco, quindi, che l’assessore Rossi ha preso la parola per illustrare nel dettaglio i contributi regionali e statali che la fusione porterebbe eventualmente con sé.

“I contributi straordinari dalla regione – ha esordito – ammonterebbero a 250 mila euro per 5 anni, per ogni comune che si fonde, ovvero 750 mila euro annui, per un totale di 3 milioni e 750 mila euro complessivi. I contributi dallo stato, invece, ammonterebbero a 1 milione di euro l’anno per 10 anni senza però la certezza della continuità. Ci sarebbe inoltre una possibilità maggiore di ricorso all’investimento per indebitamento e un altro vantaggio riguarderebbe il vincolo generale di spese per il personale”.

Insomma, per Gallicano si parla di circa 2 milioni di euro l’anno di contributi. Un affare. Il problema però, come spiegato bene dal sindaco, sarebbe legato piuttosto alla relativa perdita di “rappresentanza” sul territorio. Il nuovo comune infatti conterebbe ben 5 mila 600 abitanti, per un totale di 104 km² di superficie, con una densità piuttosto bassa, ma con la bellezza di 42 frazioni. Un territorio quindi non facile da gestire. Inoltre, dagli attuali tre sindaci e circa trenta consiglieri complessivi, si arriverebbe ad un solo primo cittadino e 12 consiglieri.

“Personalmente – ha detto David Saisi, parlando da privato cittadino, e togliendosi per un attimo la fascia di sindaco - non sono a favore delle fusioni perché ritengo che la strada da percorrere sia un’altra. Noi dobbiamo fare in maniera che la montagna non si spopoli. La politica delle fusioni è l’inverso della politica che si dovrebbe adottare. Gli incentivi economici sono enormi e nel breve/medio termine possono cambiare le sorti di un comune. Per Gallicano potrebbe convenire, ma a lungo termine è una scelta politicamente sbagliata”.

Le domande sono state, più o meno, le seguenti: “Il comune nuovo rientrerà comunque nella categoria “comuni montani”? (la risposta è stata sì) e manterrà la stessa fiscalità?” (risposta: per cinque anni sì); “I contributi saranno erogati a pioggia o a progetto?” (risposta: a pioggia); “Rimarranno presidi distaccati del comune nei territori?” (risposta: verrà deciso nello statuto); “Dov’è il risparmio per queste fusioni?” (risposta: nel costo della politica, anche se bassissimo, ma anche costo dei dipendenti e responsabili).

Infine, alcuni cittadini hanno espresso il loro parere sulla fusione dichiarandosi favorevoli in un caso e contrari nell’altro. “Io sono a favore della fusione perché i tre comuni sono affini – ha detto un cittadino -. Sarei contrario a fusioni con comuni più grandi, ma in questo caso rimarrei comunque cittadino del comune capoluogo”. “Per salvare le banche – ha invece incalzato un’altra cittadina - si trovano soldi, mentre per i comuni sempre meno. Ora si trovano soldi per incoraggiarci a rinunciare alla nostra identità e alla nostra storia. Il potere politico si allontana sempre di più e diventa sempre più distante. Per questo sono contraria alla fusione”.

L’appuntamento, a questo punto, è per domenica 26 novembre quando avverrà la consultazione popolare e i cittadini di Gallicano saranno chiamati ad esprimersi sul “Sì” e sul “No” alla fusione. Le votazioni si terranno dalle 8 alle 20 a Gallicano, presso la sala Ciaf, con qualche seggio anche nelle frazioni. Potranno votare tutti coloro che sono residenti a Gallicano, con 16 anni di età compiuti, e muniti di una tessera sanitaria o di carta di identità. Il quorum previsto è di 500 votanti.


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