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Garfagnana

Incidenti in montagna, una giornata di prevenzione con il Sast

mercoledì, 13 giugno 2018, 16:21

di andrea cosimini

Con l'approssimarsi della stagione estiva, non solo aumenta la frequentazione della montagna, ma aumenta anche il pericolo di incidenti ad alta quota. Per questo si pone il problema di come ridurre al minimo i fattori di rischio una volta imboccati i sentieri delle nostre vette. E, come sempre, la parola chiave in questi casi è una sola: prevenzione.

Per questo la stazione di Lucca del Sast (Soccorso Alpino e Speleologico Toscano), in concerto con l'Unione dei comuni della Garfagnana, ha deciso di aderire alla Giornata Nazionale della Sicurezza in Montagna. Nell'ambito del progetto "Sicuri in Montagna" realizzerà infatti un presidio fisso domenica 17 giugno in località Piglionico, proprio alla partenza del sentiero che porta al Rifugio E.Rossi, con lo scopo di sensibilizzare gli escursionisti e renderli più consapevoli del rischio. Non solo. I tecnici daranno anche luogo ad un’esercitazione pratica alle pendici della Pania Secca, dove verrà simulato un intervento di soccorso alpino in parete, in un ambiente tipicamente apuano. 

"Intercetteremo gli escursionisti in partenza - ha spiegato il capostazione del Sast di Lucca, Davide Barsetti - e distribuiremo loro delle schede con una serie di questionari. Si tratta di una campagna di prevenzione volta a ridurre il rischio di incidenti in montagna che, molto spesso, si verificano perché non c'è piena consapevolezza del pericolo".

I casi più frequenti sono scivolate e cadute. Solitamente mentre si fa escursionismo o mentre si va alla ricerca di funghi. Scopo del Sast, però, non è quello di colpevolizzare, ma di dare indicazioni basiche di buon senso creando consapevolezza negli escursionisti.

"Una delle cause più frequenti di infortuni - ha sottolineato Alessandro Lanciani, medico del Sast - è legata all'inadeguatezza della propria attrezzatura e del proprio abbigliamento. Molti cercatori di funghi, ad esempio, si dirigono nei boschi con la classica mimetica militare, tipica dei cacciatori, che però, in caso di soccorso, rende il fungaio difficile da riconoscere in mezzo al bosco. Altri ancora sbagliano calzatura. Si usa infatti indossare gambali di gomma, con la convinzione di proteggersi dall'acqua e dagli attacchi di vipera, ma la loro suola piatta risulta molto pericolosa nei tratti in pendenza. Tra i consigli utili quindi: vestire con colori sgargianti, indossare scarpe adatte, dare indicazioni ai propri familiari sulla zona dove si è diretti e munirsi sempre di telefono". 

Entusiasta dell'iniziativa di prevenzione anche l'assessore alla protezione civile dell'Unione dei comuni della Garfagnana Francesco Angelini che ha ricordato ancora una volta i rischi legati alle nostre montagne: "Ogni anno - ha ribadito - assistiamo sulle nostre montagne ad incidenti, talvolta, anche mortali. Per questo la presenza del Sast sul territorio è determinante. L'Unione ha aderito volentieri a questa giornata di sicurezza per informare le persone su come comportarsi nel nostro territorio, certo bellissimo, ma in certi casi ostile. Le nostre montagne hanno sentieri bianchi e rossi, tutti segnati dal Cai, e azzurri, un po' più pericolosi, ma comunque percorribili. E' consigliato quindi seguire questi sentieri tracciati. Vogliamo che l'attività del Sast sia sempre più di formazione che di soccorso".

A tal proposito Roberto Storai, vice-capostazione del Sast con una pluridecennale esperienza alle spalle, ha tenuto a chiarire come tutte le zone di montagna risultino pericolose se non si è consapevoli del rischio: "Non esistono zone "rosse" - ha specificato -. Ci sono solo zone più frequentate dove la possibilità di incidenti risulta conseguentemente maggiore. Per fortuna, però, la maggior parte degli interventi che facciamo sono per incidenti non gravi. Il mio consiglio è di guardare sempre le previsioni meteo prima di mettersi in viaggio, consapevoli però che il tempo, sulle nostre montagne, può cambiare in maniera repentina".

Per contattare il soccorso alpino non esiste un numero di emergenza. Il Sast, infatti, è un prolungamento del 118 in territorio ostile, impervio o ipogeo. Esso viene attivato, in caso di bisogno, dalla centrale operativa ed interviene, solitamente, nelle zone più difficili da raggiungere con l'aiuto dell'elisoccorso Pegaso 1 (da Firenze), 2 (da Grosseto) o 3 (dal Cinquale). Eccezionalmente, presso il centro operativo Cav di Pieve Fosciana (una delle due basi operative in Valle del Serchio con il centro intercomunale di protezione civile di Pian a Gioviano), il Sast può contare anche sul supporto di un altro elicottero, messo a disposizione da un privato, Gianpaolo Bertoncini, per ogni evenienza. Sulla carta le unità del soccorso alpino sul territorio sono 30 anche se, operanti, sono poco più di una ventina. Il territorio di competenza della stazione di Lucca del Sast è però molto vasto ed insiste su Alpi Apuane, Garfagnana, Valle del Serchio e Appennino. 













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