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Garfagnana : pieve san lorenzo

Trekking e teatro sulla Francigena: Simone Pacini protagonista del "GraalCultFest"

venerdì, 28 agosto 2020, 13:31

di andrea cosimini

È una bella giornata. Calda, ma non afosa. Il timore che potesse piovere è scongiurato. Tiriamo un primo sospiro di sollievo: il tempo è stato clemente. 

Arriviamo a Pieve San Lorenzo, splendida frazione del comune di Minucciano. Qui la Garfagnana resiste ancora un poco, prima di cedere definitivamente il passo alla Lunigiana. Siamo in anticipo. L'appuntamento è per le 18. Manca un quarto. Con l'autore del libro decidiamo di andarci a bere una bibita prima che cominci l'evento. L'autore si chiama Simone Pacini, 44 anni, pratese. Tra poco presenteremo il suo libro, "Il teatro sulla Francigena - Trenta attori in cammino dalla Toscana alla Francia" (edito da Silvana Editoriale), diario di bordo di un laboratorio itinerante realizzato sei anni fa dal Teatro Metastasio Stabile della Toscana e dal Théàtre Ècole d'Aquitaine. Con lui ci sono anche due attrici-registe, Maria Elena Gattuso e Adelaide Mancuso, quest'ultima fondatrice della compagnia Le Onde di Firenze, per riportare la propria testimonianza diretta del progetto, accompagnate da due ragazzi, Camille Dufour, con il quale Maria Elena ha fondato la compagnia italo-francese PerBacco che fa spettacoli, stages e laboratori in Francia (a Le Passage in Aquitania) e in Italia (al teatro Affratellamento di Firenze), e Antonio Gattuso, compositore di molte musiche degli spettacoli.

Con loro buttiamo giù una scaletta, pur consapevoli che - come insegna la vita - i programmi sono fatti per essere stravolti. Siamo ospiti di un bellissimo festival, dal titolo misterioso, "GraalCultFest", quest'anno all'edizione pilota. Un'idea di Consuelo Barilari, la direttrice artistica, che ha pensato questa manifestazione per offrire al pubblico la possibilità di vivere insieme, pur nel rispetto delle distanze imposte dall'emergenza, un'esperienza artistica e creativa unica nel cuore dell'alta Garfagnana.

Siamo ansiosi e curiosi di vedere quale pubblico ci sarà ad attenderci. Non sappiamo bene cosa aspettarci, eppure rimaniamo spiazzati. Di fronte, nella suggestiva piazzetta davanti all'antica pieve di stile romanico, ci troviamo una platea composta soprattutto da... giovani. Ma quali giovani, giovanissimi! Molti dei quali reduci (le coincidenze) da una lunga e faticosa camminata con zaino in spalla. L'occasione è ghiotta. E, in un certo senso, ci sentiamo fortunati. Certo, la scaletta preparata andrà rivista (ma che dicevamo dei programmi della vita?), perché qualsiasi fronzolo o tecnicismo non ci verrà perdonato. Ma siamo pronti. Accettiamo la sfida.

A rompere il ghiaccio ci pensano subito Maria Elena e Adelaide che leggono alcuni estratti dal libro. Poi prende la parola l'autore, Simone, il quale spiega brevemente come è nato il laboratorio itinerante e l'idea successiva del libro. "Ho seguito il progetto da testimone, nelle vesti di blogger - ha spiegato -, tenendo un diario di bordo quotidiano che poi, nel quinto anniversario dell'esperienza, ho deciso autonomamente di racchiudere in questa pubblicazione". Quindi un focus sulla comunicazione (Simone, oltre che comunicatore di spettacoli nella vita, insegna questa materia come docente all'Università La Sapienza di Roma): "Oggi - sottolinea l'autore - ci sono nuovi mezzi per comunicare il teatro. Penso ai social network: Tik Tok, Facebook, Instagram, Soundcloud. Piattaforme davvero interessanti che richiedono da parte nostra uno studio approfondito per raggiungere anche i più giovani".

Interessanti, a questo proposito, gli spunti dal pubblico giovanissimo. Alla domanda: qual è, secondo voi, la caratteristica che distingue il teatro dalle altre forme di spettacolo (televisione, cinema etc.)? La risposta è stata: "Il teatro è più vero". Ed, in effetti, l'esperienza riportata nel libro sembra lì a dimostrarlo: 29 ragazzi che, zaino in spalla, percorrono un totale di circa 300 chilometri a piedi, tra la via Francigena toscana e la regione della Lot-et-Garonne in Francia, passando dalla Corsica e da Marsiglia, con uno spettacolo bilingue rappresentato nelle piazze e nei teatri. Niente filtri, dunque. Nulla di più vero. 

L'esperienza riportata nel libro è anche un bellissimo esempio di integrazione tra due culture (quella italiana e quella francese) con alle spalle due importanti scuole di teatro. Come si sono superate le inevitabili barriere linguistiche? "È stato naturale - ha affermato Simone -. Non mi ricordo di particolari litigi o incomprensioni. Come nello sport, anche nel teatro è importante il gioco di squadra".

E, dopo aver parlato di teatro, non si poteva non accennare al trekking. E, in particolare, all'atto di viaggiare. Italo Calvino, una volta, parlando dei nostri abituali viaggi, li definì come uno "spostamento da un punto all'altro con un vuoto in mezzo". Sì, perchè, se ci pensiamo, quando viaggiamo (che sia in macchina, in treno, in aereo) non visitiamo i diversi luoghi che attraversiamo. Li superiamo semplicemente. Quasi come fossero "parentesi", utilizzando un'altra felice definizione dello scrittore ligure. Quello che invece questi allievi hanno fatto è esattamente l'inverso: hanno interagito con i vari luoghi che hanno attraversato assorbendo un po' della cultura locale. In un certo senso, un atto rivoluzionario.

Giunti alla fine della presentazione, le energie erano poche. Poi però, alzando la testa, ci siamo accorti che i ragazzi erano ancora lì. Presenti. Attenti. Interessati. E allora gli occhi si sono riempiti di gioia. Quale miglior attestato per la buona riuscita di una serata? Grazie ragazzi, l'applauso questa volta va a voi. 

"Non raccontate mai niente a nessuno - fa dire Salinger al giovane Holden -. Se lo fate, poi comincia a mancarvi chiunque". Ed è così. A noi questi ragazzi già mancano un sacco.

Video Trekking e teatro sulla Francigena: Simone Pacini protagonista del "GraalCultFest"


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