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Garfagnana

Funghi da record in Garfagnana: è caccia al porcino

sabato, 19 settembre 2020, 12:08

di viola pieroni

Buon inizio per la stagione di funghi in Garfagnana che sembra sul principio di un record di affluenza nei boschi, soprattutto grazie al bel tempo e alla rivalutazione da parte di una grande fetta della popolazione dei luoghi montani: un evento decisamente gratificante per i molti appassionati delle montagne, che però mettono le mani avanti, spiegando come troppo spesso chi viene “da fuori" queste zone sottovaluta i rischi dei pendii delle Apuane.

“La cosa fondamentale è conoscere i funghi, saperli distinguere e capire quando è il momento giusto per raccoglierli” racconta Vinicio Bertoli, cercatore di funghi che negli ultimi giorni ne ha portati a casa diversi chili. “Questa mia passione è nata quando ero molto piccolo, andando per boschi con mia mamma: prima esploravo i luoghi vicino casa, come la Val di Lago (tra Barga e Fornaci) e in località Canteo, mentre col passare del tempo ho iniziato a visitare l'appennino Modenese, a volte addirittura imparando a memoria dove potessero trovarsi i funghi e spesso portando a casa svariate decine di chili. Nel crescere ho ampliato sempre più il raggio di azione, cercando di studiare come rintracciarli e come andare a colpo sicuro in base alla stagione: difatti, le tipologie di funghi cambiano in base al periodo e all'esposizione al sole".

"I funghi più grandi - spiega - si trovano tra giugno e luglio e da settembre in poi: il mio “record" è stato di un chilo e 800 grammi. In queste zone si trovano facilmente i funghi porcini, il moro classico e il boletus edulis, e la cosa più importante per me è insegnare alle nuove leve a riconoscerli e capire come esplorare il territorio, a contatto con la natura. Inoltre, questa tradizione del territorio si lega anche con la cultura culinaria, con un’infinità di modi per cucinarli: sono abbinabili ad un primo o ad un secondo, possono essere consumati freschi oppure seccati, oppure fritti o nel sugo... diciamo che qua le combinazioni sono infinite".

"Per quanto riguarda quest'anno, per ogni uscita effettuata abbiamo trovato più di dieci chili; ora come ora ci siamo presi una pausa, in attesa di ottobre” conclude Vinicio.

Con l'assalto ai boschi, aumento però anche il pericolo di infortuni. “Parlare di funghi - afferma infatti il CNSAS (Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico) - significa parlare di bosco e, quindi, di terreno difficoltoso, alle volte di vero e proprio ambiente ostile. Un bosco impervio può sottoporre il cercatore a notevoli ostacoli di marcia considerando che, di regola, vengono abbandonati i sentieri più comodi per addentrarsi verso zone meno battute e più propizie alla raccolta.” Queste le parole del soccorso alpino, che registra ogni anno diverse centinaia di interventi a favore di "fungiatt" in difficoltà con qualche decina di vittime sull’intero territorio nazionale (in un'annualità superate le 45 vittime): spesso infatti gli interventi di ricerca e soccorso si dimostrano particolarmente difficili per la stessa individuazione precisa della zona dove il fungiatt è disperso e per il successivo recupero.

La scivolata va considerata come il pericolo maggiore, mentre non di rado vengono soccorse persone colte da malore, presumibilmente generato da eccessivo affaticamento anche spesso correlato all'età.

Il soccorso alpino raccomanda quindi a chi si addentra nei boschi locali di avere una buona preparazione fisica (soprattutto le persone più anziane non pianifichino percorsi impegnativi e/o lunghi), evitando calzature come gli stivali di gomma, a favore di un buon paio di scarponi da montagna con suola in vibram. Da ricordare anche che, sebbene spesso i cercatori di funghi si muovono da soli per mantenere segreti i luoghi di raccolta, in mancanza di compagni un piccolo incidente può determinare situazioni difficili da controllare: è sempre buona abitudine informare anche i familiari del luogo ed il percorso che si intende seguire, tenendo sempre con sé il cellulare carico, e alla fine avvisare dell'avvenuto rientro.

Qualora ci si smarrisca, non bisogna farsi prendere dal panico ma innanzitutto cercare di tornare sui propri passi. In ogni caso, uno zaino ben organizzato sarà utile per far fronte a qualche imprevisto: un piccolo kit di pronto soccorso (cerotto, disinfettante, garza sterile e benda elastica), un coltello multiuso, un maglione o felpa con buona termicità, una giacca impermeabile ed antivento, un telo termico (foglio leggero di materiale plastico alluminizzato), una pila frontale, cibo e soprattutto bevande di ristoro.


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