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Garfagnana

I bar alzano la voce: “Il nuovo dpcm colpisce ancora noi, ora basta colpevolizzarci”

mercoledì, 13 gennaio 2021, 15:32

di simone pierotti

A poche ore dalla pubblicazione del nuovo dpcm, filtrano varie ipotesi, più o meno restrittive. Tra le misure le novità, tanto per (non) cambiare, riguarderanno il settore dei bar, con il probabile divieto di asporto dopo le 18. Una nuova misura che colpisce ancora pesantemente il settore che stava provando a rialzarsi: infatti, nonostante le chiusure, tanti bar e locali si erano reinventati puntando sull’asporto, con proposte e idee nuove ed originali che, in tanti casi, avevano riscosso successo. Adesso, per pochi “colpevoli”, si punisce nuovamente il settore.

Abbiamo chiesto un parere ai titolari di alcuni bar della Valle del Serchio: c’è rabbia, ma anche un po' di desolazione per il momento che stanno vivendo e che sembra non essere ancora finito.

Alessandro Chiocca del Bar Costanza di Castelnuovo: “Vietando l’asporto di bevande, non mi penalizzerebbero perchè io lavoro con l’asporto di pizze dalle sei in poi, non sarebbe un problema. Il problema sarebbe se mi bloccassero proprio tutti, anche l’asporto di pizza. Una cosa che non è giusta è che noi bar alle 18 non possiamo più fare bevande da asporto, quando basta andare al supermercato e li prendere tutte le bevande che gli pare e poi consumarle dove vogliono”.

Pietro Allegretti del notissimo bar Blu Matisse di Borgo a Mozzano, punto di riferimento per la Media Valle: “Ho riaperto con l’inizio della settimana ma il flusso è misero. Mi difendo ma non c’è movimento. Visti questi dpcm mi pare assurdo stare chiusi nel fine settimana, pur avendo tavolini distanziati, ho speso tanti soldi in disinfettanti e materiale sanitario. Se la prossima settimana non ci danno la possibilità di tenere aperti nel fine settimana probabilmente deciderò di chiudere in attesa che la situazione torni normale. Non ne vale la pena, ho riaperto anche per occupare le mie giornate, essendo abituato da una vita a vedere ed incontrare gente. Noi gestori di bar e ristoratori siamo abbandonati a noi stessi, non so quanto resisteremo, qualcuno difficilmente riaprirà a primavera”.

Francesca Toni del King Bar di Pieve Fosciana: “Saremo fortemente penalizzati dal divieto di asporto dopo le 18 perché con quello un po' si riusciva a galleggiare: senza non so cosa succederà. In questo periodo abbiamo “lavoricchiato” anche se con l’alternanza di colore non è semplice convivere e la gente ormai non sa più quando può consumare all’interno e quando no”.

Valentino Venturelli del Little Bar di Castelnuovo: “Personalmente non siamo toccati dal nuovo dpcm perché non facciamo asporto la sera, non facendo aperitivi o cena a domicilio, per questo chiudevamo e continueremo a farlo alle 18. Rimanendo in zona gialla potremo lavorare e, con la riapertura delle scuole, è aumentato il flusso di persone. Tuttavia non è ancora tornato il clima di prima, tanta gente preferisce non frequentare i bar, tanta gente non sa bene come potersi comportare”.

Stefano Pioli del bar Aurora – Dal Nando: “Trovo l’ipotesi assurda! Siamo chiusi da oltre due mesi e non c’è stato, in realtà, un calo rilevante dei contagi. Ritengo ridicolo e offensivo quindi continuare a dare la colpa alla nostra categoria: più di così noi baristi non sappiamo cosa fare! Si continua a dare peso a qualche video di assembramenti che ogni settimana vengono pubblicati sui social. Con questi provvedimenti il Governo ottiene l’opposto perché la gente non viene al bar ma si ritrova nelle case, senza regole e controlli. Bastava solo fare controlli nei luoghi dove le regole non sono state rispettate: assurdo paragonare un bar che fa aperitivi sui Navigli a Milano con un baretto della Garfagnana! La misura del divieto di asporto dopo le 18 per i bar mette ulteriormente in ginocchio la categoria che invece avrebbe bisogno di misure e sostegni per rialzarsi. Non trovo giusto colpevolizzarci e si continua ad insistere su scelte che finora non hanno pagato. Non si valutano le conseguenze sull’economia di milioni di persone che lavorano nella ristorazione e nei settori dei relativi fornitori. Sarebbe più giusto imparare a convivere con le regole, facendo i controlli che da mesi sono assenti, altrimenti non è possibile colpire sempre i soliti!”.


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