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L'Evento : rubriche

Vite di garfagnini illustri: Leopoldo Nobili

lunedì, 10 dicembre 2012, 07:27

di michele masotti

Leopoldo Nobili nacque a Trassillico  il 7 luglio 1785. Egli era figlio del podestà del paese che faceva parte dei domini Estensi. Dopo aver trascorso la giovinezza a Trassillico (attuale frazione del comune di Gallicano), entrò a far parte della Scuola Militare di Modena. Egli si arruolò nell’esercito Napoleonico e fu aiutante di campo del viceré Eugenio di Beauharnais. Con la Grande Armée partecipò alla campagna di Russia, ove combatté valorosamente. A seguito del suo comportamento venne decorato della Legion D’onore. Rientrato in Italia, lasciò la vita militare e diresse la fabbrica di armi di Brescia. Riprese i suoi studi sfornando numerose pubblicazioni, fra cui si ricorda “Dell’attrazione molecolare coll’astronomia”.

Egli realizzò molte invenzioni, fra cui il galvanometro astatico, costruì le prime pile termoelettriche, sviluppò la teoria dell’induzione elettromagnetica e quella della pilaoltre a numerosi altri studi e pubblicazioni tra cui: Introduzione alla meccanica della materia (1819) - Trattato dell’ottica (1820) – Trattato del calorico (1821) – Questioni sul magnetismo (1824).

Leopoldo Nobili viaggiò attraverso l’Europa, tenendo conferenze ed incontri con i più famosi scienziati dell’epoca. Partecipò ai moti del 1831 e dovette recarsi esule in Francia. Rientrato in Toscana, scrisse “La storia sperimentale della moderna fisica”. Nel 1833 fu incaricato dal Granduca Leopoldo II di reggere la cattedra di fisica sperimentale presso il Regio Museo di Fisica e Storia Naturale di Firenze. Il professor Nobili, oltreché insegnare, scrisse fra le altre un’opera in due volumi intitolata “Memorie e osservazioni edite ed inedite”.

La fama di Leopoldo Nobili si diffuse in tutta Europa ed anche oltre. Fu considerato il primo fra i fisici italiani della prima metà dell’800 “degno di stare vicino a Galileo e di confabulare con Volta” così lo definì nel suo volume La storia di Reggio Emilia il professor Balletti. 

Leopoldo Nobili, debilitato nel fisico a causa della malattia contratta nella campagna di Russia e dell’intensa mole del lavoro svolto, morì il 15 agosto 1835 all’età di cinquant’anni.

Fu sepolto  fra i grandi nella chiesa di Santa Croce a Firenze.

 


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