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L'Evento

Rosario Marcianò parla di media e informazione alternativa

venerdì, 14 giugno 2013, 16:15

di simone alex sartini

Dopo il grande successo dell’intervista sulle scie chimiche, Rosario Marcianò parla di Media ed informazione alternativa. Dichiarazioni forti e decise, che possono essere condivise o criticate, ma sicuramente non lasciano indifferenti. Finita questa lunga intervista possiamo liquidare il tutto come teorie complottiste e visionarie oppure approfondire gli argomenti con ricerche mirate. Come sempre siamo noi che decidiamo se e come informarsi. Questa umile rubrica di informazione alternativa ha come unico scopo quello di ascoltare le voci fuori dal coro: il tempo dirà se queste voci sono lungimiranti realtà oppure note stonate.

 “Essi Vivono” è un film del 1988, diretto dal geniale regista americano John Carpenter. John Nada, il protagonista, trova per caso una scatola di strani occhiali neri e provandoli scopre una realtà diversa: i cartelloni pubblicitari, le riviste, i quotidiani, i programmi tv, tutti contengono messaggi subliminari che manipolano la mente delle persone…

 Letto da alcuni critici, privi del tutto o quasi di spirito critico, solo come un'impietosa condanna del sistema capitalista, "Essi vivono" è, invece, uno spaccato ante-litteram della realtà attuale ed anche una rivelazione dell'inganno dietro le quinte. Il regista e sceneggiatore del film, John Carpenter, con pochi mezzi, riesce a delineare un quadro verosimile, benché incredibile della nostra "civiltà". La produzione contiene i seguenti segni "profetici" o comunque interessanti.

1) I media, in particolar modo la televisione, sono usati dai potenti per tenere l'umanità in uno stato perenne di stordimento e di sottomissione. Oltre ai programmi, incentrati su frivolezze e su fatti inventati, la televisione trasmette un vero e proprio segnale (elettromagnetico) per influire sulla percezione e sul subconscio.

2) Attraverso un particolare dispositivo (metafora di una visione non più condizionata) è possibile percepire l'essenza dietro le apparenze.

3) L'ambiente, l'acqua ed il cibo vengono deliberatamente inquinati dai governi affinché gli uomini siano lentamente intossicati e le loro capacità intellettive ottuse.

4) L'esercito si avvale, per controllare i dissidenti, sia di elicotteri privi di contrassegni sia di piccoli droni-spia.

5) Gli avvertimenti biblici (e non solo biblici) circa la perversione dell'umanità, sedotta da Satana con i piaceri più laidi, sono veridici.

6) L'abbattimento del sistema dipende sia da una presa di coscienza sia da un'azione mirata.

 Gli attentati alle Torri Gemelle ed al Pentagono hanno segnato l’inizio di una nuova era: dopo quei terribili fatti ogni persona ha accettato di limitare la propria libertà in nome della sicurezza.

Premesso che stiamo parlando di un Inside Job, lo stato è veramente il mostro descritto da Thomas Hobbes? Secondo il filosofo inglese, abbiamo rinunciato alle nostre libertà in cambio di un po’ sicurezza. Lo stato così detiene il monopolio della violenza e della fiscalità, ma pone fine alla guerra di tutti contro tutti, alla condizione di natura in cui homo homini lupus. Negli ultimi decenni, però, il Leviathan è pure diventato il controllore onniveggente ed onnipresente della nostra vita. Al suo soverchio ed iniquo potere coercitivo, si è associata una capacità di penetrare nei meati della vita quotidiana dei cittadini, una tendenza a frugare persino nella mente in modo quasi impercettibile, ma letale. La videosorveglianza si diffonde dappertutto con il pretesto della criminalità, alimentata, se non creata, dalle istituzioni stesse; i passeggeri di un aereo sono sottoposti a nuove vessazioni, dettate dall’esigenza di sventare azioni di terrorismo, anche se i veri terroristi sono proprio i nostri governanti; giorno dopo giorno, vengono promulgate leggi sempre più draconiane in diversi ambiti. Ormai il controllo e la vigilanza sono diffusi dappertutto: telecamere, sistemi per la rilevazione della velocità degli autoveicoli, banche del D.N.A., scansioni della retina, microprocessori installati nei cellulari atti a localizzare la persona, anche quando il telefono è spento, droni-spia, misure antiterrorismo (quando il terrorismo è, nella stragrande maggioranza dei casi, originato da apparati dello Stato...). Queste e mille altre diavolerie sono state introdotte in modo surrettizio e graduale non solo per abituare la popolazione ad accettare questi strumenti sempre più invasivi, ma anche per spingere i gonzi a reclamare la creazione di un sistema di controllo globale sul modello di quello descritto da Orwell in “1984”. E’ indubbio che gli ultimi baluardi del governo "democratico" stanno per essere distrutti in tutto il mondo: il pretesto della "sicurezza" e della lotta contro (inesistenti) minacce esterne sono e saranno gli argomenti precipui addotti per convincere gli ultimi renitenti che le costituzioni "democratiche" devono essere sospese sine die o sostituite da altre carte in cui saranno contemplati solo doveri per gli ex cittadini. La "democrazia" rappresentativa è, inoltre, una mera finzione: i rappresentanti del popolo rappresentano solo sé stessi e chi li finanzia, sostiene e... ricatta. Forse un modello assembleare, fatta la tara di tutte le tare ed i difetti degli individui, potrebbe offrire una maggiore libertà, ma pare che sia una forma, nel mondo attuale centralizzato, del tutto irrealizzabile. La centralizzazione del potere, infatti, frustra qualsiasi tentativo di esprimersi e di agire in modo autonomo. Il potere è poi rafforzato e difeso da mezzi polizieschi: forze dell'ordine, esercito, guardie repubblicane, servizi, disinformazione... sono i poderosi pilastri del sistema.

 I media sono l'ultimo baluardo della democrazia: qual’è, secondo lei, il livello di libertà di cui godono i media?

 La vera responsabilità dell’annebbiamento delle coscienze è dei “giornalisti” ufficiali: costoro instillano preoccupazioni, propalano menzogne, plagiano. Costoro sono più dannosi di chi ti avverte di un pericolo reale (uomo avvisato...), anzi possiamo asserire senza tema di smentita che la depravazione delle élites nulla potrebbe, se non trovasse una potentissima cassa di risonanza nei pennivendoli che modellano una realtà fittizia, costruita per imprigionare i cittadini nella paura, nella mistificazione, nell’impotenza. Veramente l’influsso dei gazzettieri è immenso: ora inventano un fatto ora lo distorcono ora nascondono una verità scottante. Non solo, gli impostori, in luogo di riportare la notizia, immediatamente la condiscono con giudizi faziosi atti ad orientare la reazione dell’opinione pubblica. Si approfitta della credulità e soprattutto dell’innata e tenace fiducia nelle istituzioni per condurre il pubblico dove si vuole. Purtroppo la genia degli scribacchini non è solo del tutto prona ai dettami delle classi dirigenti, ma è essa stessa incarnazione degli apparati. Orson Welles definì la corporazione dei giornalisti, “quarto potere”, ma non sarà il caso di ribattezzarla “Primo strapotere”?. I media non godono di alcun grado di libertà. Essi sono al tempo stesso controllati nonché controllori e guardie del regime travestito da democrazia.

 In questo momento, se pur in tono minore e secondario rispetto alle grandi testate, cerchiamo di fare informazione fuori dagli schemi. Una piccola dimostrazione che non tutti i media sono uguali.

 Esiste, ovviamente, un'informazione di nicchia che, nonostante le difficoltà oggettive, i boicottaggi e le vessazioni, persegue nella sua opera di divulgazione alternativa, non allineata, fuori dagli schemi e, soprattutto, non condizionata da milioni di euro di finanziamenti, utili invece a controllare e dominare i media ufficiali. E’ però un lavoro difficile e che sempre di più sarà ostacolato. Se, infatti, in questi anni, assistiamo a violenti attacchi da parte dei cosiddetti "influencers", in futuro vedremo sempre più attiva la Magistratura, che avrà strumenti sempre migliori, attraverso nuove leggi restrittive della libertà d'opinione, che verranno usate come mezzo per oscurare definitivamente le voci fuori dal coro. Purtroppo l'informazione libera non ha gli strumenti né le risorse per diffondere le versioni non ufficiali in modo capillare. E' un fenomeno lodevole, ma che stenta a "decollare" anche per l'abitudine dell'opinione pubblica ad "informarsi" tramite le fonti ufficiali e la televisione ed a dare per scontato che solo quelle sono fonte di verità.

Dicono che i Media possono influenzare e far muovere le masse a loro piacimento: realtà o esagerazione complottistica?

Chiariamo una cosa: il “complottista” non esiste e, di  conseguenza, nemmeno il “complottismo”, questo per il semplice fatto che è “complottista” colui che ordisce il complotto e non colui che lo svela. Si tratta di un termine ghettizzante, creato appositamente da chi scredita per motivi di controllo e repressione e nel quale non ritengo di dover essere incluso. Detto questo, è palese che non saremmo in questa drammatica situazione politico-economica-ambientale, se non fosse per il lavoro prono ed organico agli apparati di potere (economico, accademico e politico) dei media di regime.

 Nel 2008 Tremonti parlò chiaramente alla RAI di illuminati e Nuovo Ordine Mondiale http://www.youtube.com/watch?v=vVPNQzOaTd4. Gli illuminati sono sempre stati descritti come fervide fantasie dei “complottasti”. Perché Tremonti nominò quella setta in un programma RAI?

 E’ uno stratagemma: un rivelare qualcosa per nascondere altro, un modo per ottenere il consenso di una parte dell’opinione pubblica ormai stanca dell'ufficialità. Alla fine, Tremonti è uno di loro: appartiene a potenti apparati che perseguono fini di centralizzazione economica e finanziaria. Nominare la setta degli Illuminati servì sia ad illudere che all'interno del sistema esiste una forma di dissenso, di pur blanda opposizione, sia a saggiare la reazione dei cittadini. Oggi quasi tutti citano il Club Bilderberg come se fosse l'unico responsabile delle scellerate politiche imposte dalle élites. In questo modo si devia l'attenzione da altri mille think thank e confraternite alleate del Bilderberg: dai Gesuiti all'Opus Dei, dalla C.I.A. al N.S.A., dalle sette cinesi a quelle ismaelitiche, da Sion alla Lega antidiffamazione, dalla N.A.T.O. al Unione europea, dal F.M.I. alla Banca mondiale, dalla F.A.O all’ O.N.U. etc.

 A volte la realtà filtrata da una telecamera non è la realtà oggettiva, a cosa dobbiamo tutto questo?

(RM) Si deve alla manipolazione operata dai media: la "presa diretta" sulla realtà è spesso un filtro, se non una finzione. Emblematico è il caso dell'"attentato" a Palazzo Chigi che è (e mi assumo la responsabilità di ciò che dico) una sceneggiata, con parvenze di verità. (http://straker-61.blogspot.com/2013/05/attentato-davanti-palazzo-chigi-un.html)

 Internet è una risorsa immensa per l’informazione. Quanto è veramente libera e reale l’informazione su internet?

 Bisogna riconoscere che, rispetto ai tradizionali mezzi d’”informazione”, invasi da menzognere ed ignominiose versioni ufficiali, da bazzecole, da logorroiche cronache sportive e da mille altre turpitudini, la Rete, non di rado, consente di reperire delle notizie non censurate, delle informazioni sui vari campi dello scibile, anche su argomenti ingiustamente ignorati o banditi dai maitres à penser dell’establishment “culturale”. Certamente, occorre saper separare il grano dal loglio (le ramificazioni di quotidiani cartacei, i siti ministeriali, istituzionali etc.), ma, nel complesso, Internet offre delle opportunità per tenersi aggiornati su quello che, più o meno, veramente succede, mette a disposizione un’enciclopedia virtuale utile per studiosi, ricercatori e semplici appassionati. Tuttavia nella ragnatela si può rimanere impigliati: non voglio riferirmi, in detta occasione, al limite connaturato ad un mezzo come questo in cui trovi tutto ed il contrario di tutto, il pericolo che in seguito ad una spaventevole esplosione d’informazioni restino, alla fine, solo brandelli d’ignoranza. Intendo, invece, mettere in guardia dalle insidie di certi siti apparentemente innocui, ma in realtà pericolosissimi, perché volti, dietro pretesti vari, a rafforzare ed a legittimare il sistema oppressivo e mendace del mondo contemporaneo. Molti portali sembrano indipendenti, ma non lo sono: sono specchietti per le allodole. Altri sono liberi e fuori dal coro, ma operano in condizioni proibitive, come è stato spiegato prima.

 Secondo lei la valle del Serchio, essendo un posto relativamente piccolo, gode di una buona informazione rispetto alle grandi realtà?

 I quotidiani locali offrono un'informazione ancorata alla quotidianità, ai fatti di piccole comunità, ma l'informazione veramente libera prescinde da queste situazioni di per sé ininfluenti. Si può trovare una buona informazione a livello globale o regionale: dipende dagli intenti e dall'etica di chi informa, non dal luogo in sé.

Molte persone nella valle del Serchio hanno iniziato a parlare di scie chimiche, alcuni media seguono l’argomento, altri nemmeno lo sfiorano: non sarebbe più costruttivo dibattere di un problema invece di ignorarlo?

 E' un tema scomodo e spesso il pericolo che esso rappresenta viene sottovalutato. Inoltre la scarsa competenza sul tema, unita alla sottile opera di disinformazione ad opera dei media allineati, funge come una sorta di anestetico, cosicché il comune cittadino non pensa sia rilevante approfondire questo argomento. Ciò è assolutamente preoccupante, ma in realtà poco si può fare per invertire questo orientamento. E' encomiabile che alcune testate locali si occupino di Geoingegneria clandestina, ma purtroppo queste pubblicazioni non hanno il carisma dei blasonati quotidiani nazionali che veramente sono in grado di orientare le scelte e le idee e le scelte dei lettori.

 La valle del Serchio è caratterizzata da un buon numero di organi di informazione, da piccole realtà a quotidiani autorevoli, TV, blog, web magazine, ma alla fine le notizie corrono più veloci ed a volte più precise attraverso i social network: secondo lei è un bene o un male?

Non è né un bene né un male: il problema non è tanto nei media ma nel fatto che l'informazione indipendente non riesce ad aprire delle brecce nel muro della censura e delle menzogne ufficiali. Le notizie con i social network viaggiano più veloci ed in modo più capillari, ma alla fine si giunge ad un punto in cui il sistema non lascia filtrare le verità.

 Alcuni affermano che da quando la politica è entrata in modo massiccio nell’economia, l’informazione ne ha risentito negativamente. Secondo lei come dovrebbe essere il rapporto media – politica per garantire una informazione libera ed imparziale?

L'informazione libera e veritiera non può esistere all'interno del sistema: politica, economia, finanza, "educazione", "scienza" etc. sono incompatibili con la libera espressione, in quanto tentacoli del sistema. L'autonomia, il senso critico, la cultura... sono agli antipodi del sistema, eccezioni alla regola.

 Le forze dell’ordine, tolte alcune mele marce, si sono sempre distinte per amare l’Italia e gli Italiani, per quale scopo è stata creata la Eurogendfor?

Premesso che mio padre era un Carabiniere, non ritengo che le forze dell'ordine lavorino sempre al servizio del cittadino. In quanto uomini, essi agiscono secondo le disposizioni che ricevono e, molto spesso, si muovono contro i civili. Un esempio tra tutti le violente ed immotivate cariche contro persone che, pacificamente, dimostrano nelle strade, ma non dimentichiamo le diverse occasioni in cui uomini in divisa sono stati parte attiva in depistaggi di stragi di regime. Protagonisti di tentati colpi di stato furono funzionari delle forze dell'ordine. L'Eurogendfor è stata creata in quanto appartiene ad un processo di centralizzazione in atto in tutti i settori della società, non perché le forze nazionali non siano abbastanza determinate e cattive. Una celebre disamina di Pasolini circa la repressione perpetrata dalle forze dell’ordine durante le rivolte studentesche del 68-69, risulta oggi obsoleta, se non sfocata. Sorvoliamo su certe categorie e termini che risentono di una lettura post-marxista della società: concentriamo l’attenzione su alcune asserzioni a proposito dell’appartenenza di manifestanti e di esponenti delle forze dell’ordine alla stessa classe media o proletaria. Gli agenti che manganellavano gli universitari erano figli di operai o piccoli impiegati proprio come i manganellati. Quindi i tafferugli e le violenze opponevano sfruttati contro sfruttati. Ciò era, in parte, vero: Pasolini, però, per via di una sua visione “romantica” dell’uomo, credeva che, dietro le divise, potesse albergare una coscienza. In verità, situazioni transazionali ci spiegano che un uomo, nel momento in cui si identifica con il sistema dispotico, tramite un paziente ed efficace processo di indottrinamento, non è più uomo, ma, verbigrazia, militare. Il militare è l’antitesi netta, irredimibile dell’uomo. Egli è simile ad un automa, ma senza la ferocia gratuita dell’automa. Così, quando vediamo i birri, armati fino ai denti, che infieriscono, tracotanti ed implacabili, contro cittadini che manifestano o automobilisti che hanno superato di cinque kilometri il limite di velocità o l’adolescente scoperto con uno spinello, siamo al cospetto di una situazione sproporzionata, profondamente sbilanciata: da un lato oppressori facinorosi, dall’altro persone oppresse. Vero è che molti movimenti di protesta sono infiltrati dai servizi, se non addirittura creati dai poteri forti, ma assistere al cruento spettacolo di agenti che percuotono donne ed uomini pacifici di ogni età, fracassando teste ed ossa, può suscitare solo riprovazione. Se negli ‘60 e ’70 del XX secolo, alcuni agenti di pubblica sicurezza(?) e Carabinieri che erano mandati a lanciare lacrimogeni ed a usare gli sfollagente contro i “sessanttottini”, erano ancora aggrappati ad un simulacro di umanità, oggi, tranne qualche eccezione, la polizia forma un esercito di picchiatori professionisti. Addestrati non solo a provocare ed a malmenare, ma soprattutto a sradicare qualsiasi residuo di sentimento e valore (il rattrappimento delle facoltà intellettuali e morali denunciato da Pasolini), possono ferire ed uccidere senza sensi di colpa, piuttosto godendo sino all’orgasmo delle loro scellerate gesta, come i soldati statunitensi che in Iraq compiono il tiro al bersaglio su civili inermi. Sanno bene che non verranno perseguiti. La guerra è solo un gioco; le manifestazioni un pretesto per flettere i muscoli e la protervia per opera di chi non è cittadino, perché docile schiavo del regime, non è uomo, perché non lo è più e forse non lo è mai stato. Gli impuniti crimini di Genova, nel 2001, insegnano che non esistono forze dell'ordine al servizio del cittadino.

 Quali siti consiglia ai lettori della valle del Serchio in cerca di informazione alternativa? 

I siti e blog sono molti. Cito alcuni esempi:

http://straker-61.blogspot.com/
http://www.tankerenemy.com/
http://www.tanker-enemy.tv
http://scienzamarcia.blogspot.com/
http://perchiunquehacompreso.blogspot.it/
http://tuttouno.blogspot.com/
http://terrarealtime.blogspot.com/

Chiudiamo in bellezza: se un giorno qualcuno le dimostrasse che tutte le sue teorie e le sue certezze sono errate, sarebbe contento o depresso?

Preciso che non si tratta di teorie, ma di fatti e la dimostrazione di ciò risiede nei violenti attacchi e minacce che, quotidianamente, ricevo. Se stessi parlando di fantasie e sciocchezze, non credo che agirebbero decine di individui (profumatamente stipendiati) che, spesso nascosti dall'anonimato, tentano in ogni modo di indurmi a ritirarmi dalla scena. Tantomeno si occuperebbe di me la Magistratura che, guarda caso, ha come primo obiettivo, la chiusura dei blog e siti collegati. La depressione è una malattia solitamente derivante dalla scarsa esposizione al sole, perciò penso che chiunque, in questi anni, rischia di ammalarsi di questa patologia. Ciò perché le attività di geoingegneria ci privano della benefica luce solare. Sarà un caso? Comunque sia, mi dispiace dirlo, ma ancora nessuno ha nemmeno tentato di confutare le mie affermazioni. I poverini tentano di fermarmi in altri mille modi. Sarò felicissimo quando gli autori dei crimini reali che denuncio riceveranno quanto meritano.

 

 



 

 

 

 


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