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L'Evento

Non c'è diffamazione, assolto Aldo Grandi

giovedì, 8 novembre 2018, 00:15

Assolto. Il giudice monocratico presso il tribunale di Lucca dottoressa Lucrezia Fantechi ha assolto questa mattina il direttore della Gazzetta di Lucca dall'accusa di diffamazione a mezzo stampa che gli era stata formulata dalla presunta parte lesa, ossia Gabriella Cisoni. Quest'ultima, tramite il suo legale di fiducia Sabrina Serroni del foro di Pistoia, aveva querelato il giornalista perché si era ritenuta offesa da un titolo apparso in calce ad una lettera pubblicata dalla Gazzetta di Lucca il 12 settembre 2014. La lettera firmata era una risposta inviata al giornale  nella quale la Cisoni replicava, portando prove a suo sostegno, alle accuse mossegli dall'ex compagno Alessandro Bianchi assegnato all'epoca agli arresti domiciliari per il reato di stalking

Il titolo contestato recita così: "Sono una mamma, non sono una puttana". Il giudice ha assolto l'imputato, assistito dall'avvocato Cristiana Francesconi (nella foto) del foro di Lucca perché il fatto non costituisce reato. Il pubblico ministero aveva chiesto l'assoluzione. La parte civile aveva chiesto la condanna e il pagamento di 5 mila euro a titolo di risarcimento danni.

"Finalmente si chiude questa storia - ha commentato Aldo Grandi - Il titolo era la dimostrazione non di una diffamazione, ma dell'opposto ossia la rivendicazione da parte della Cisoni delle proprie qualità materne che nessuno, tantomeno il sottoscritto, ha mai voluto mettere in discussione. Tra l'altro, il titolo medesimo non riguardava un articolo, ma una lettera che la stessa Cisoni tramite il suo legale aveva chiesto di pubblicare". 

Avvocato Francesconi un'altra causa giudiziaria con l'accusa smontata dal giudice. Soddisfatta?

Sono molto contenta del risultato perché era incomprensibile questo rinvio a giudizio. Credo che ci sia stato un fraintendimento dei contenuti e del titolo fin dal deposito della querela, forse dovuto anche dal contenuto della stessa, tenuto conto di quanto poi emerso in giudizio, ma quello che mi ha davvero lasciata perplessa è stato l'atteggiamento della Cisoni che è parsa più interessata a voler attaccare il testimone della difesa che a voler dimostrare la presunta diffamazione.

Il suo assistito, il direttore Aldo Grandi, ha dichiarato di non aver mai voluto mettere in dubbio le qualità materne della Cisoni. Perché, allora, l'accusa ha ritenuto di doverne chiedere il processo e la condanna?

Credo che ci dovrebbe essere un maggior filtro dalla procura in queste situazioni, soprattutto quando lo stesso pm chiede l'assoluzione.

Avvocato non si è ancora stancata di difendere un direttore così frequentemente chiamato a rispondere di accuse per diffamazione?

No non mi sono stancata... è il mio lavoro difendere e... la diffamazione è un reato che mi è ormai molto familiare così come il direttore. Nessuna stanchezza ma pronti a difendere anche il prossimo attacco alla libertà di stampa e/o alla strumentalizzazione di titoli per ottenere vendette private. 

 

 


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