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L'Evento

Processo Cipollini-Landucci, il campione nega tutto in aula

lunedì, 22 marzo 2021, 18:26

di chiara bernardini

Due ore di negazione: così potremmo riassumere l'udienza appena conclusa per il processo di Sabrina Landucci contro Mario Cipollini. Il campione di ciclismo ha parlato oggi per la prima volta di fronte al giudice Felicia Barbieri rigettando ogni accusa di violenza denunciata dall'ex moglie, nel 2017, nei suoi confronti.

"Non ricordo nessun avvenimento di questo genere", "Non avrei mai compiuto un atto simile": sono alcune delle frasi rimbalzate più volte in aula. Un incontro a cui entrambi i rappresentanti legali dell'accusa erano preparati: "È diritto dell'imputato dichiarare la propria versione dei fatti - esprime a fine udienza Susanna Campione, avvocato di Sabrina Landucci  - Ha negato tutto dall'inizio alla fine, potevamo già desumerlo in esame preliminare. Noi abbiamo le idee molto chiare sui passi da compiere d'ora in poi".

Nessuna sorpresa dunque nelle parole di Cipollini nel dichiarare di non aver mai aggredito l'ex moglie, di non ricordarsi di aver mai compiuto atti violenti contro di lei o il suo attuale fidanzato, Silvio Giusti, rappresentato dall'avvocato Letizia Lavoratti. "Ho conosciuto Sabrina nell'88 e ci siamo sposati nel '93 - dichiara a seguito delle domande del Pm Letizia Cai - Tutto è andato liscio fino al 2002, salvo qualche normale discussione, quando mi resi conto che la nostra relazione a livello sentimentale era arrivata al capolinea. Ne parlammo e di comune accordo prendemmo la decisione di non separarci per il bene delle bambine".

Da questo momento in poi le parole dell'imputato cominciano a essere una sfilza di "Non ricordo" e "Non l'ho fatto". Di fronte alle accuse di gelosia incontrollata si è più volte difeso utilizzando il lavoro come scudo: "Sono sempre stato fuori casa per un minimo di 250 giorni l'anno, mia moglie si è sempre comportata come meglio credeva - continua Cipollini - Io non c'ero, non potevo vedere come si vestiva o come si comportava, ma per quanto riguarda le presunte imposizioni di abbigliamento vorrei sottolineare che io per primo acquistavo per lei abiti seducenti, dunque non vedo perché avrei dovuto impedirglielo".

La gelosia, in ogni caso, è soltanto la punta di un iceberg molto più grande composto da presunti insulti e attacchi d'ira, sia nei confronti di Sabrina che del fidanzato Silvio: "Che io ricordi non penso di aver mai insultato pesantemente mia moglie, possiamo aver discusso in maniera accesa dopo la separazione perché non vedevo mai le bambine, ma non l'ho mai toccata. Peso 90 chili, se mi fossi mai avvicinato a lei si noterebbe - prosegue l'imputato rispondendo alle domande del suo legale Giuseppe Napoleone - Per quanto riguarda le accuse nei confronti del fidanzato, invece, l'ho incontrato due volte nel 2017. La prima nel parcheggio della palestra Ego e la seconda all'interno della stessa. A lui ho chiesto semplicemente di allontanarsi dalle mie figlie perché non gradivo che avesse un rapporto così stretto con loro, ma le mani anche in questo caso non ricordo di averle alzate".

Tra un'obiezione e una confutazione, Cipollini afferma che l'unico motivo per cui avrebbe potuto alterare i toni con l'ex moglie sarebbe stato per le figlie: "Decideva lei tutto quanto. Gestiva il tempo che trascorrevo con loro - incalza - Non hanno mai passato un Natale insieme a me e io ne soffrivo moltissimo, ho provato a parlargliene molte volte, ma per l'appunto a parole. Adesso fortunatamente ho un bel rapporto con loro e spesso mi chiamano quando hanno bisogno di consigli e aiuti".

L'ex campione, inoltre, non nega di aver avuto diverse relazioni a seguito della separazione, ma ribadisce come non facesse mancare niente all'ex moglie, alle figlie e soprattutto che il matrimonio fosse ormai concluso. Il rinvio dell'udienza è previsto per il 14 luglio nel quale verranno presi in esame otto testi della difesa e ascoltata la deposizione di Lucrezia, una delle due figlie di Mario Cipollini e Sabrina Landucci.

"Mi sembra che sia stato bravo e non abbia forzato alcuna situazione - conclude il secondo avvocato dell'imputato Massimo Martini - Ha detto le cose come stanno, senza eccessi né difetti". Entrambi i genitori si dicono infine dispiaciuti per il coinvolgimento delle loro figlie. 

Foto di Alfredo Scorza


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