Anno X

venerdì, 25 giugno 2021 - Recte agere nihil timere

Facebook Twitter YouTube

L'Evento

Giorgio Almirante, biografia di un fascista senza sconti

martedì, 1 giugno 2021, 09:28

di aldo grandi

A poco più di cinque anni dalla sua prima apparizione, ecco nuovamente, essendo andata esaurita, una nuova edizione della biografia di un fascista, appunto, Giorgio Almirante. In essa, oltre a numerose fotografie che ritraggono sia il politico sia l'uomo nella sua vita privata e affettiva, anche una lunga intervista-testimonianza con la figlia Giuliana De' Medici Almirante, nata dall'unione tra l'ex segretario del Movimento Sociale Italiano e Donna Assunta, all'anagrafe Raffaella Stramandinoli che, proprio il 14 luglio di quest'anno - stesso giorno della presa della Bastiglia nel 1789 - compirà i cento anni di età.

Oggi, nonostante siano trascorsi oltre trent'anni dalla morte, la gente comune ricorda ancora più facilmente Giorgio Almirante di molti altri ex uomini politici della cosiddetta prima repubblica. Il perché è facilmente intuibile anche in questi tempi nei quali si va distruggendo ogni residuo di identità sia essa storica, politica, culturale, geografica, antropologica e financo sessuale. Almirante, infatti, è stato sì un fascista prima e, in parte, nostalgico poi non avendo mai rinnegato né condannato quegli anni, ma poc hi come lui sono stati capaci, nella sua attività politica, di stare vicini al popolo a cui si indirizzavano e del quale cercavano di interpretarne esigenze e aspirazioni. L'uomo politico Almirante sarebbe, oggi, un gigante contro gli attuali nani di una politica all'insegna della deresponsabilizzazione esasperata dove l'individuo affoga e annega nella massa indistinta della mediocrità assoluta.

E quando parliamo di mediocrità ci riferiamo, soprattutto, a quella storica e culturale, sconosciuta ad Almirante che, fascista o meno, è stato sempre un uomo profondamente innamorato e non solo formalmente, del proprio Paese, del suo passato, del suo presente e, soprattutto, del suo futuro.

Questa biografia è stata premiata a Montecitorio, nella tarda estate del 2015, anno del centenario della nascita, come la migliore in assoluto mai pubblicata e non certo perché ne siano state scritte poche, ma perché, realmente, è la sola che ha cercato di presentare, analizzandolo attraverso i suoi scritti - verba volant, scripta manent - prodotti nel corso di tutta la propria esistenza, il personaggio senza indulgere, da un lato, in elucubrazioni di carattere affettivo o ideologico e dall'altro evitando di incorrere in condanne aprioristiche o pregiudiziali.

Almirante è stato, indubbiamente, uomo del suo tempo e, almeno fino alla fine del fascismo fino, cioè, agli ultimi giorni di aprile del 1945, dentro e complice del sistema che vedeva i saloini di Mussolini servi e, spesso, anche più oltranzisti e violenti, del padrone germanico. Razzista lo è stato e i documenti prodotti in questo libro lo dimostrano inequivocabilmente. E a niente serve cercare di difendersi dicendo che si trattava di un razzismo spirituale poiché non è vero o non lo è completamente. Almirante è stato segretario di redazione della rivista più vergognosa che abbia visto la luce durante il Ventennio, quella Difesa della razza diretta da Telesio Interlandi a cui collaboravano i peggiori - o i migliori a seconda dei punti di vista - imitatori di Alfred Rosenberg, il principale artefice dell'antisemitismo nazista. Ebbene, Almirante faceva parte del medesimo circolo e se anche, più avanti nel tempo, ebbe a pentirsi di averci creduto, niente e nessuno potrà mai cancellare l'onta di avervi partecipato.

Nessun tentativo, quindi, di assoluzione per un uomo che, sfuggito al destino che vide il suo mentore e ministro della Cultura Popolare Fernando Mezzasoma fucilato a Dongo insieme ad altri gerarchi fascisti, seppe, tuttavia, riemergere dalla notte più cupa che l'Italia aveva mai vissuto per trasmettere ai suoi seguaci e non solamente, un messaggio che fu, con il passare degli anni, sempre improntato alla necessità del non rinnegare né restaurare, ma, anzi, raggiungere una reciproca comprensione che permettesse al Paese di superare le divisioni che avevano procurato tanti lutti e sofferenze con la guerra civile.

Ecco, nonostante la bieca polemica di marca strettamente comunista ed extraparlamentare, Giorgio Almirante, tra i pregi e difetti di ogni esistenza intensa e partecipata, ha avuto il merito di traghettare verso la democrazia un partito che, alla sua nascita e anche dopo, ebbe un robusto serbatoio di fascisti tout court che sarebbero stati disposti a rimettere in discussione tutto pur di tornare a combattere e non certo metaforicamente. Ma il più grande riconoscimento che, a nostro avviso, va attribuito ad Almirante, è di non essersi lasciato prendere la mano - e la testa - dagli accadimenti dei cosiddetti anni di piombo, quando uccidere un fascista non era un reato e quando sarebbe bastato un suo gesto per scatenare nuovamente una guerra civile, forse, ancora più cruenta di quella della sua gioventù.

Noi abbiamo incontrato Giorgio Almirante nel lontano 1984. Avevamo poco più di vent'anni ed eravamo studenti alla facoltà di Scienze Politiche dell'Università La Sapienza. Ci eravamo inventati un inesistente gruppo di studio capitanato, nientepopodimeno che dallo storico Renzo De Felice e avevamo cominciato a individuare e chiamare per poterli intervistare, molti dei partecipanti ai Littoriali della Cultura e dell'Arte, la manifestazione voluta da Giuseppe Bottai e Alessandro Pavolini per dare libero sfogo alle giovani generazioni del littorio.

Ci aveva ricevuto senza problemi e con simpatia nel suo studio in via della Scrofa. Ci fece omaggio della sua Autobiografia di un fucilatore e rispose alla nostra sete di sapere. Mai avremmo potuto immaginare che, un giorno, avremmo scritto la biografia di quel signore già in su con gli anni, ma con quello sguardo unico e quegli occhi di un azzurro così intenso.

Invece, eccoci qua. Al lettore diciamo che si tratta di un lungo viaggio attraverso la storia d'Italia, una sorta di tuffo in ciò che siamo stati e di cui non dovremmo certamente vergognarci. Anzi. Proprio dalla conoscenza del proprio passato si può partire per costruire un migliore futuro. Purtroppo, quasi sempre, la strumentalizzazione politica finisce per uccidere anche la Storia e se già nei primi anni Ottanta autorevoli storici - ben più autorevoli di quelli odierni - constatavano e si auguravano essere giunto il momento di guardare al Ventennio con distacco e voglia di comprendere, oggi, ad ottanta e più anni di distanza, il fascismo continua ancora ad essere agitato come un mostro onnipresente. Non è così e la politica non può, a qualsiasi colore appartenga, utilizzare la Storia, intossicandola, mistificandola o anche solo trasportarla nel presente, per affermare le proprie ragioni. Qualunque esse siano.

La politica ha bisogno di realtà e di conoscenza, non di immaginari collettivi e di ignoranza.


Questo articolo è stato letto volte.


lamm

Prenota questo spazio

Prenota questo spazio

Prenota questo spazio


Altri articoli in L'Evento


Prenota questo spazio


mercoledì, 23 giugno 2021, 20:08

Virginia Volpi, dalle Gazzette alla Tv al volante di una... Mercedes

Virginia Volpi, giornalista cresciuta alle Gazzette, è stata scelta da Guidicar per le sue spiccate doti di comunicabilità per presentare l'iniziativa Discover your city. Video


mercoledì, 23 giugno 2021, 16:53

Il bar-caffè Tessieri inaugura l'estate a suon di musica

Voglia di ripartire, incontrarsi e godersi un drink, accompagnati da buona musica dal vivo, in pieno centro cittadino. È questo il desiderio che ha spinto Filippo Giambastiani, titolare del bar Tessieri di via Santa Croce, a organizzare un'apericena musicale questo sabato (26 giugno) a partire dalle 18.30 in piazza Bernardini


Prenota questo spazio


venerdì, 18 giugno 2021, 09:32

L'illusione della libertà e il Grande Reset: dal paradiso all'inferno

Finalmente, liberi tutti!! Forse l'incubo è finito, forse la Salvifica Iniezione ci ha restituito la libertà. Dimentichiamo Cenerentola e il coprifuoco, godiamoci di nuovo la vita! Cari Italiani, non illudetevi, presto suonerà la campanella come a scuola, per segnalare la fine della Ricreazione


mercoledì, 16 giugno 2021, 14:28

Da oggi la terapia intensiva del San Luca è 'Covid free'

Se nei prossimi giorni non ci saranno problematiche particolari, il reparto intensivo dedicato ai pazienti affetti da Coronavirus è quindi pronto a riaprire - dopo un’attenta opera di sanificazione - come rianimazione no-Covid


martedì, 15 giugno 2021, 12:03

Maxi-colpo in Lucchesia: vinti due milioni di euro con un gratta e vinci

Clamorosa vincita giocando al Gratta e Vinci al bar Catelli: con 20 euro al Maxi-miliardario un anonimo abitante di S. Vito ha portato a casa l'ingente somma


sabato, 12 giugno 2021, 08:39

Una magica notte azzurra sotto il cielo portoghese

Sotto uno splendido cielo stellato sulla rive dell'Oceano, lungo le sponde del placido Guadjana, se tendi l'orecchio sembra di sentire un vecchio ritornello che fa "notte magiche inseguendo un gol"