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Mediavalle

Unitre Coreglia, lezione sulla nobiltà lucchese alla corte borbonica

venerdì, 12 aprile 2019, 10:29

Eccellente lezione del professor Emilio Petrini Mansi, marchese della Fontanazza, quella di martedì 9 aprile sui nobili alla corte dei Borbone-Parma, duchi di Lucca.

Ad introdurre l'argomento il presidente Guglielmo Donati, a tratteggiare il profilo del giurista specializzato in diritto nobiliare, l'avvocato, professoressa Romina Brugioni. Le misure stabilite dal trattato di Fontainebleau dell'11 aprile 1814, confermate dal Congresso di Vienna, dopo la caduta di Napoleone, restaurano il Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla ma sotto la protezione dell'Austria affidandolo a Maria Luigia d'Austria, figlia dell'Imperatore Francesco I e moglie dell'abdicatario Napoleone. Sovrana illuminata che tanto fece per il piccolo regno. Alla morte di Maria Luigia, avvenuta nel 1847, il Ducato fu riassegnato alla linea parmense dei Borbone.

Il Ducato di Lucca nasce nel 1815 per decisione del Congresso di Vienna che nominò Duca, il giovane Carlo Lodovico di Borbone, con la reggenza della madre Maria Luisa, Infanta di Spagna. Il momento culturale ha svelato all'attento ed appassionato uditorio i rappresentanti delle famiglie nobili di Lucca che ebbero un ruolo attivo nel governo borbonico. E così, anche attraverso le schede con cenno storico e stemma a colori preparate per l'occasione dal docente, abbiamo appreso che La Duchessa Maria Luisa, Sovrana reggente del piccolo Stato, nel 1820 nominò Nicolao di Giorgio Giorgini Gonfaloniere della Città, carica che ricoprì per 24 anni. Fu suo merito l'aver persuaso la Duchessa alla costruzione dei grandi acquedotti che ancor oggi conducono l'acqua dalle montagne alla città. Carlo Lodovico, figlio di Maria Luisa, Duca di Lucca, lo nominò Presidente del Consiglio di Stato e nel 1840 lo volle Ministro dell'Interno e Presidente del Consiglio dei Ministri.

Il Conte Domenico Maria de Navasques, nobile spagnolo, fu ciambellano e direttore della Segreteria interna di Gabinetto, il figlio Conte Sebastiano sposato alla Nobile Teresa dei marchesiMontecatini fu maggiordomo di Maria Teresa di Savoia, Duchessa di Lucca, consorte del Duca Carlo Lodovico di Borbone. I de Navasques o Navasquez furono ammessi alla nobiltà lucchese. Il Conte Filippo Orsetti, Magnate d'Ungheria e Nobile di Lucca, comandò la Forza Armata del Ducato. Il Barone, romano, Fabrizio Ostini fu Ciambellano di Corte, Consigliere di Stato, incaricato d'affari presso le Corti di Austria e Prussia, poi Ministro degli Affari Esteri, prese stabile dimora nel Ducato e fu ammesso alla nobiltà cittadina. Il Conte Domenico, di AndreaOrsucci e di Luisa dei conti Mazzari Fulcini, di Parma, unico superstite della famiglia all'inizio del Ducato Borbonico in Lucca (1817) fu prescelto da Maria Luisa di Borbone, con altri 11 giovani della nobiltà cittadina, a costituire la Guardia Nobile in Lucca. 

Fu in seguito aiutante maggiore di campo del Duca Carlo Lodovico e cavaliere dell'Ordine Costantiniano. il Conte Carlo di Lorenzo Orsucci fu presidente del buon Governo e consigliere di Stato. il Conte Giovanni Sardi fu Gran Maresciallo di corte del Ducato. il Conte Cesare Sardiconsigliere di Stato e direttore del dipartimento delle acque e strade sotto i Borbone. il Marchese Lorenzo Bottini (1792-1881) fu Consigliere di Stato. I Conti Pietro e Giusfredo Cenami, ebbero cariche eminenti, civili e militari. il Conte Amedeo, figlio di Giusfredo Cenami, fu Ciambellano del Duca Carlo Lodovico di Borbone, Consigliere di Stato, primo direttore della Cassa di Risparmio in Lucca, e membro della deputazione rappresentante il corpo della nobiltà. Il Marchese Ascanio Mansi (1773-1840) di Giovan Battista, Ministro dell'Interno e degli Esteri e  Presidente del Consiglio dei Ministri sotto il Ducato fino al 1840, anno della morte. Il Marchese Vincenzo Massoni rivestì la carica di Consigliere di Stato. Il Marchese Antonio Mazzarosa (1780 – 1861) nato Mansi, fu illustre letterato e storico di Lucca, filantropo, economista, agronomo, direttore del Real Liceo, Consigliere di Stato e Presidente del Consiglio. Giuseppe Tommaso di Poggio fu Senatore e Consigliere di Stato, collaborò alla formazione del Codice Penale Lucchese, Francesco Melchiorre di Poggio fu anch'esso Consigliere di Stato e presidente di Grazia e Giustizia; Lelio Ignazio ebbe la carica di Segretario intimo del Gabinetto Borbonico, fu direttore dell'Interno, del Liceo e della pubblica Istruzione. Ignazio, di Paolino, Raffaelli fu Ufficiale della Gendarmeria.

L'interesse suscitato nel pubblico è stato tale che il Marchese della Fontanazza ha prolungato il suo intervento, tante sono state le domande postegli dai presenti. Il Marchese della Fontanazza ha ringraziato Andrea Borella, direttore ed editore dell'Annuario della Nobiltà Italiana per la realizzazione degli stemmi riprodotti. Un particolare ringraziamento è stato espresso all'illustre docente anche da parte dell'amministrazione comunale. 


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