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La poesia di Alba Donati vola a New York: "Sogno di ospitare poeti e traduttori a Lucignana"

sabato, 28 dicembre 2019, 11:08

di daniele venturini

Alba Donati ci accoglie nella sua casa sita nel centro storico di Lucignana, a pochi metri dallo chalet libreria, che ha aperto venti giorni fa. Alba è sorridente, serena. Ci fa accomodare in una poltrona, nel salotto a piano terra, lei è seduta di fronte e, mentre stiamo per iniziare l'intervista, rientra l'anziana madre novantenne, accompagnata da una giovane donna, amica di famiglia. Salutiamo e poi iniziamo l'intervista.

Alba, ci spieghi perché hai scelto lo pseudonimo “Franceschini?”

Questa scelta è legata alla storia della mia famiglia. Il primo marito di mia madre partì per il fronte russo nella Seconda Guerra Mondiale senza farne più ritorno, fu dichiarato disperso, come altre migliaia di soldati italiani. Successivamente, mia madre si mise con mio padre e sono nata io. Quando mio padre Rolando Franceschini andò in comune per registrare la mia nascita, gli fu detto che mia madre risultava ancora sposata con Marino Donati e per questo motivo mi venne imposto il cognome Donati. Soltanto grazie alla testimonianza di un commilitone di Marino, il quale disse che lo aveva visto moribondo in Russia durante la guerra, i miei genitori poterono richiedere al Tribunale la dichiarazione di morte presunta di Marino Donati e quindi sistemare le pratiche burocratiche e finalmente sposarsi in chiesa. Avevo 35 anni quando sono riuscita a prendere il mio cognome (Franceschini), dopo una lunga odissea burocratica.

Ci racconti come è nata la tua passione per la poesia?

La passione è nata subito. Quando pochi giorni fa ho inaugurato la libreria a Lucignana, nella pubblicità ho messo la fotografia di quando ero piccola e in quella foto avevo il visino imbronciato. Infatti ho scritto: "Questa bambina non conosceva ancora i libri".  È abbastanza vero: ero una bambina molto vitale, ma nello stesso tempo molto malinconica e troppo sensibile, quindi tendevo a vivere con grande drammaticità alcune situazioni. Ricordo quando si è sposato mio fratello e, ovviamente, è andato a vivere con sua moglie, io sono stata traumatizzata. Ero molto legata a lui. Avevo 5 - 6 anni, in quel momento ho conosciuto la lettura. I libri. Lo devo in parte a mio padre, che mi regalò la mitica enciclopedia che si chiamava “Conoscere”, e a mia zia, la sorella di mia madre, che faceva la governante nelle case di famiglie facoltose e spesso mi portava dei libri da leggere. Ne conservo ancora molti. Nonostante che fossero libri difficili per una bambina, io incominciai a leggerli. Sono stati proprio questi libri che mi hanno fatto scoprire il “mondo”.

In che senso?

Nel senso che mi sono accorta leggendo che potevo viaggiare. Quando volevo vivere nel rinascimento, leggevo un libro che parlava della storia e dell'arte rinascimentale; volevo “viaggiare” nel medioevo, leggevo una storia medievale... così via. Semplice? Per me la lettura era come la macchina del tempo, mi faceva andare dove più desideravo. Ricordo che passavo le giornate nella soffitta della casa dove abitavo con i miei genitori.

Quali libri per bambini hai letto?

Ho letto tanti libri per bambini: Piccole Donne, Oliver Twist, molti altri... poi scoprii Pippi Calzelunghe. Con questa storia mi sono identificata senza saperlo... C'è una bambina che vive in completa autonomia. Avevo 6 anni, lo so di sicuro, perché ho trovato una letterina, che avevo scritto alla zia Fenni, e, pur avendo iniziato la scuola soltanto da pochi mesi, sapevo scrivere bene.

Che formazione scolastica hai?

Mi sono diplomata al liceo linguistico e quindi ho studiato molta letteratura straniera e poi mi sono laureata in Lettere Moderne e Contemporanee. Ho avuto la fortuna di incontrare sia alle medie che alle superiori e poi all'università delle professoresse che mi hanno cambiato la vita, in senso positivo. Ogni volta che ho incontrato, nei vari percorsi di studio, una di queste insegnanti, mi si è aperto un mondo nuovo. Mia mamma mi raccontava che le maestre delle elementari le dicevano: "Signora come vuole che vada sua figlia... noi non la interroghiamo perché abbiamo paura”. (Alba sorride. In quel momento alzo gli occhi e istintivamente guardo verso la poltrona dove è seduta la mamma di Alba, dorme tranquilla, ha il volto sereno ndr).

Riprendendo la domanda che ti ho fatto prima, la poesia come entra nella tua vita in maniera così importante?

In realtà, già dalle medie ho iniziato a interessarmi alla poesia. In un mio quaderno ho trovato dei lunghi commenti a delle poesie di Quasimodo e altri poeti. Io sono stata per lungo tempo una lettrice senza alcun desiderio di diventare una poetessa. Ho continuato per molto tempo a leggere poesie. All'università di Firenze, con altri studenti, abbiamo fondato una rivista che si chiamava “Stilema”, dove io ho iniziato a scrivere di poesia contemporanea, come recensioni. Ho iniziato a scrivere le prime poesie a 32 anni. Tutti pensavano che la mia strada fosse quella della critica letteraria, invece una notte ho incominciato a scrivere.

Quale è stata la molla che ti ha fatto fare questo passaggio da critica letteraria a poetessa?

La poesia è una lingua come la musica. Secondo me avevo elaborato e assimilato tutte le cose che avevo letto e, finalmente mi sono messa a scrivere. Ho fatto il primo nucleo di poesie che erano piaciute molto alla Casa Editrice Einaudi. Avrei dovuto ampliare ancora questo nucleo di poesie, ma a un certo punto, mi viene in mente di scrivere un'altra cosa. Quel primo nucleo di poesie lo “getto nel cestino” e ne scrivo di nuove. Inizio a scrivere poesie narrative brevi che che raccontano storie popolari. Scritte queste poesie, le invio a Einaudi. Qui arriva il bello…

In che senso?

Mi rispondono che le poesie sono troppo liturgiche e non le pubblicano.

Una mazzata!

Direi proprio di sì. Ma non mi arrendo. A me piacevano molto. Contatto la Casa Editrice City Light di Firenze, succursale della famosa Casa Editrice di San Francisco e le pubblico con loro, con il titolo: "La Repubblica Contadina”. Da questo momento nasce il mio successo come poetessa. Successivamente pubblico con la Casa Editrice Marietti di Milano, 2004, il libro “Non in Mio Nome”; il terzo libro, “Idillio con Cagnolino” del 2013 con Fazi di Roma.

Ho saputo che una tua poesia è stata pubblicata su un testo scolastico. Di quale poesia si tratta?

È vero. La mia poesia “Notte di San Lorenzo” è stata pubblicata sull'antologia “Vola Vola Pensiero, dal Novecento ad oggi”, edita da Giunti Trecani, per i Licei.

Ci parli del tuo ultimo lavoro, che è molto piaciuto e ha vinto il premio:” Gradiva della State University  of New York e il premio Laurentum che viene assegnato nella prestigiosa sede del Senato della Repubblica.

Si tratta della raccolta dei tre volumi sopra menzionati, con l'aggiunta tantissime poesie inedite. Ho voluto intitolarlo “Tu Paesaggio dell'Infanzia”, ovviamente in onore al mio paese natale: Lucignana.

Hai avuto una vita professionale piena di soddisfazioni, sei una poetessa conosciuta a livello internazionale, a questo punto della tua vita cosa ti piacerebbe realizzare?

Ho ancora un sogno nel cassetto: aprire una casa per ospitare poeti e traduttori qui a Lucignana, vicino alla libreria. Il mio paese si presta bene per chi ha voglia di lavorare nella pace più profonda. Pensare immersi nella natura. Vorrei acquistare un immobile vicino alla libreria e adattarlo a centro di studi con inclusa foresteria.

L'intervista termina dopo un paio di ore, Alba ci offre un caffè, la mamma continua dorme tranquillamente seduta nella sua poltrona vicino alla finestra del salotto, che si affaccia sugli appennini Tosco Emiliani.

Alba Donati è nata a Lucca e vive tra Firenze e Lucignana. Scrittrice, poetessa, consulente editoriale e curatrice di eventi e festival, è stata nominata nel febbraio 2016 presidente del Gabinetto Vieusseux. Ha pubblicato i libri di poesia: La Repubblica contadina (City Lights, 1997, Premio Mondello Opera Prima e Premio Sibilla Aleramo) Non in mio nome (Marietti, 2004, Premio Diego Valeri, Premio Carducci, Premio Pasolini, Premio Cassola) Idillio con cagnolino (Fazi, 2013, Premio Lerici-Pea, Premio Dessì, Premio Ceppo). Nel 2018 è uscita la raccolta Tu paesaggio dell’infanzia (La nave di Teseo, Premio Gradiva della State University of New York at Stony Brook. Ha tradotto con Fausta Garavini le poesie di Michel Houellebecq Configurazioni dell’ultima riva (Bompiani, 2015). Come consulente per la comunicazione ha collaborato con Mondadori, Le Lettere, Bompiani e attualmente con La Nave di Teseo, la cui avventura editoriale ha seguito fin dagli esordi. Ha ideato, diretto e curato personalmente numerosi convegni e festival letterari tra i quali il Festival degli Scrittori. Nel 2017 fonda, con Pierpaolo Orlando, Fenysia la prima Scuola di Linguaggi della cultura e cura La Bella estate, rassegna di libri e autori a Castelnuovo Garfagnana.


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