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Rubriche : lettere alla gazzetta

“Agli eventi culturali in Valle del Serchio mi hanno impedito di fare domande ai giornalisti”

mercoledì, 16 agosto 2017, 22:04

di chiara grassini

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa lettera di una nostra giovane lettrice, Chiara Grassini, delusa dall'organizzazione degli eventi culturali in valle del Serchio: "Studio, mi preparo, dice, vado agli incontri con personaggi di spessore per ascoltarli, ma anche per avere precisazioni su alcuni punti dei loro libri, invece non c'è mai spazio per le domande del pubblico. Non è giusto, non è corretto".

"Sono delusa e amareggiata. Domenica 13 agosto , al Teatro di Verzura a Borgo a Mozzano, terminata la presentazione di "Più Etica Nel Mercato?", non è stato dato spazio alle domande. Ero entusiasta perché mi ero preparata e avevo studiato prima di arrivare sul luogo. Avevo portato con me un altro libro , una rassegna stampa scritta da Mario Giordano e una vecchia intervista del 1994 in cui si citava " Il Mercante e l'Inquisitore. L' Apologia della TV commerciale" per fare alcuni collegamenti . Purtroppo, è stato tutto inutile, finito il dibattito , tutti a casa.

Io  sono andata lì per confrontarmi con l'autore e avere dei chiarimenti riguardo alcuni concetti che mi hanno impedito di proseguire nella lettura. Ero già stata ad una precedente presentazione perché la seconda parte del libro è stata oggetto di un esame di geografia economica, una materia complessa prevista nel mio curriculum nonostante non faccia parte del mio piano di studi. Sono arrabbiata perché il pubblico presente mi è sembrato disinteressato, freddo e forse non sapeva di cosa si stesse parlando. Io ho acquistato "Più Etica Nel Mercato?" il 27 ottobre 2016, giorno in cui è uscito in libreria.

Mi ero appuntata una decina di domande brevi tra cui una piccola precisazione. Niente, mi sono preparata inutilmente. Ciò che mi ha infastidita di più sono stati i discorsi successivi. È emerso che il pubblico deve essere tranquillo e che io devo cercarmi un gruppo di studenti per porre le domande. Che razza di ragionamento è questo? Vado alla presentazione di un libro e sarò libera o no di fare le domande? Perché devo andare a cercare la compagnia giusta se i quesiti me li sono posti da me? Addirittura qualcuno è rimasto sorpreso perché una giovane come me era preparata. Non si arriva a capire che magari esistono delle persone che leggono e che sono curiose di sapere e di essere informate? No, a quanto pare. Io sono andata al Teatro non perché il presentatore è famoso e lavora in TV, ma perché avevo un obiettivo chiaro e ben preciso.

Stesso problema si è verificato venerdì 11 agosto a Castelnuovo. Parla Ferruccio De Bortoli e il pubblico non può intervenire. Parto da casa con delle domande da porgli perché avevo letto "Poteri Forti ( o quasi)". Non mi è piaciuta l'organizzazione. C' è chi sosteneva che si poteva intervenire e chi no e chi non lo sapeva. L' ex direttore del Corriere Della Sera e del Sole 24 Ore mi ha firmato si il libro e il suo articolo, ma non è stato bello il modo in cui è avvenuto il momento delle dediche. Lui seduto sul tavolino, e il pubblico a chiedere autografi da sotto il palco. Il venerdì prima è accaduta la stessa cosa con Vittorio Sgarbi.  Sono andata alla sua lectio magistralis perché l' argomento mi è utile per un esame di arte moderna. A fine proiezione tutti si sono precipitati da lui a farsi fare la firma sul libro ( io lo avevo acquistato il 9 febbraio )  e io avevo una domanda da porgli riguardo il suo spettacolo "Michelangelo" che si svolgerà alla Versiliana. Sono riuscita nel mio intento ma dopo una serie di promesse non mantenute. Se organizzi degli incontri culturali occorre coinvolgere anche il pubblico dei lettori e non andarsene senza chiedere se qualcuno è interessato a prendere la parola. È inutile venire a dirmi che il pubblico deve stare tranquillo. No! Ho letto e parlo, non sto zitta. E infatti mi sono risentita con chi ha organizzato l evento e forse qualcosa si è mosso. Peccato però, che le domande sono rimaste immobili. 

Poco prima di arrivare a teatro ho commentato l 'evento su Facebook. Dalle risposte è  emerso che si potevano fare domande come mi è stato confermato al mio arrivo. Poi però i fatti sono andati diversamente. Anche la Proloco di Castelnuovo mi ha confermato la stessa cosa. All' incontro con De Bortoli avevo con me " I Segreti di Renzi" e " Più Etica nel mercato?" perché " Poteri Forti" tratta di temi comuni agli altri due scritti. Fa piacere ai giornalisti vedere che le persone sono interessate ai loro libri. Trattano di attualità e a me piace approfondire, capire e informarmi. Io guardo  i programmi di Del Debbio da quando conduceva "Secondo Voi " su Italia Uno. Sono cresciuta con le sue trasmissioni e ho letto tutti i suoi libri. È stato presentato come se conducesse solo Quinta Colonna. Non è vero. Dalla Vostra Parte? Mattino Cinque? Le bischerate di Del Debbio ( tg4)? Quinta Colonna il Quotidiano? Un anno dalla Vostra Parte? I programmi relativi alla Shoah, alla Festa della Liberazione su rete quattro? Perché si è perché no? Mi è stato detto:" Le domande le avevi già fatte  il sei maggio". Ma che vuol dire? Se sono venuta appositamente a teatro perché ho letto il libro e mi è risultato difficile in alcune parti, avrò il diritto di avere dei chiarimenti per cercare di capire o no? Ah...dimenticavo! Si sono giustificati che non c' è stato tempo. Ti organizzi prima e includi lo spazio per le domande.

La giornalista che ha intervistato l'autore ha avuto nei miei riguardi uscite poco gradevoli. Le ho chiesto gentilmente di farmi la foto e lei ( senza nemmeno conoscermi) mi ha detto di sorridere. Sorrido quando mi pare e  quando ho voglia. Non solo. Il 6 maggio, sempre in occasione di una foto, mi disse di aggiustarmi i capelli. Me li aggiusto quando ho tempo, non importa avere un tutor, grazie! Ha poi iniziato a spifferare il voto di geografia economica in sua presenza. Già lo sapeva, glielo dissi il primo giugno in San Romano. Quello spifferare è stato un segno di esibizionismo. È bastato poco per capirlo. Ci vuole calma e umiltà, non occorre montarsi la testa davanti a un uomo. Un signore a me vicino mi ha riconosciuta perché era alla presentazione del libro il 6 maggio. Dalle sue parole ho dedotto poca serietà. " Continua a studiare!" . Certo, mica vado all' università per divertirmi. Insomma tra poca chiarezza, banalità e scarsa organizzazione, non sono riuscita ad avere un dialogo con Paolo Del Debbio. E pensare che ho seguito persino la presentazione alla Gabbia Open su La7 con Gianluigi Paragone oltre ad aver scritto tutte le date in prima pagina. E le mie domande, ribadisco, non erano dettate da pura curiosità: alcune si riferivano a concetti- chiave, altre erano più specifiche e altre ancora erano semplici precisazioni, ma importanti ai fini dei miei studi".

 


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lamm

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