Anno X

martedì, 21 settembre 2021 - Recte agere nihil timere

Facebook Twitter YouTube

Rubriche : serchio in differita

Fusioni: sarà mica Andreuccetti ad essere... fuso?

venerdì, 4 agosto 2017, 13:03

di loreno bertolacci

Avrei voluto tacere per ora, osservare come si sviluppava il dibattito mediatico sul si o no alla fusione dei comuni, valutare e confrontarmi con le varie opinioni a riguardo, ma non mi hanno dato la possibilità di farlo, non ho potuto attendere otto, dieci giorni prima di scrivere un articolo nella mia rubrica “Serchio in differita”, tempistica concordata e strappata al vero direttore delle Gazzette.

Rubrica debbo dire titolata nel modo giusto non potendo, o meglio non volendo, io essere propositivo ma solo riflessivo, analista di quello che succede e di quello che si scrive, anche a sproposito a volte. E parlo anche per me. Spero solo che i lettori abbiano la pazienza di seguire quello che sto per scrivere, forse nel modo prolisso che mi ha sempre distinto fino dal periodo degli studi, ma con la precisa volontà di spiegare con logica i motivi di certe affermazioni e convinzioni.

Il dibattito non c’è stato, non c’è e non ci sarà; difatti la verità l’ha già in mano il neosindaco di Borgo a Mozzano, il giovane segretario provinciale del Pd, profondo conoscitore del territorio della media valle da sempre (mi domando quante volte ci sia stato in Garfagnana vivendo a Valdottavo, frazione vicino a Lucca) che ha già espresso il suo verdetto. Si alle fusioni; in media valle bastano (e avanzano lo aggiungo io) due comuni.

Ma che tipo di analisi ha fatto per affermare questo. Mi hanno sempre insegnato, fino dalla più tenera età, che prima di dare fiato alla bocca, si dovrebbe essere sicuri di aver attivato perlomeno una forma di ragionamento ovvero acceso i piani alti celebrali, ma questo spesso non avviene e a volte anche il sottoscritto cade in questo errore, spesso derivato da un eccesso di zelo, di impulsività, però sempre ragionata per quello che mi riguarda.

Allora dicevamo, non so se a per pura combinazione o per volontà di chi dirige il vapore, subito dopo il mio articolo sulle fusioni, è comparso ad appena un giorno di distanza, un articolo sulla Nazione dove appunto il sindaco di Borgo a Mozzano si dice d’accordo a razionalizzare tutta la valle del Serchio con una ricetta semplice, due comuni. E tutto questo è da anni che lo sostiene anche se non abbiamo o meglio non ho riscontri in tal senso.

Ma allora che ci stanno a che fare i dibattiti, le opposizioni, la popolazione della valle, gli anziani dei comuni più piccoli magari montani. Nulla, la soluzione è sotto gli occhi di tutti, due comuni al massimo, meglio sarebbe forse che tutta la media valle si fondesse a Lucca, così che con un sindaco solo gestiremo tutto il territorio. (magari Tambellini non sarebbe d’accordo avendo già anche troppi problemi con il suo territorio e con i migranti che stanno aumentando di giorno in giorno).

Ma allora tutto quello che ho scritto e che si dice non è stato letto? Poi, sempre Andreuccetti scrive che, per fugare ogni dubbio e chiarirsi le idee, udite udite, se ne parlerà - e infatti se ne è parlato ieri sera - alla prossima occasione della festa dell’Unità in una serata organizzata guarda caso dal Pd alla quale sono invitati tutti i sindaci della valle (quasi tutti Pd, beh si gioca in casa), proprio per affrontare l’argomento e l’opportunità di arrivare a pochi ma grandi comuni, che mettano insieme anche grandi aree del territorio. Quindi le decisioni sono già state prese, basta solo individuare le modalità.

Questo territorio della nostra valle, unico forse nel suo genere, variegato, complesso, identitario, morfologicamente complicato e diversificato, si unifica, si mette tutto insieme per formare grandi aree disomogenee, difficili da gestire, da appiattire però ed omogenizzare a livello identitario. Ma ci si rende conto di cosa succederebbe se passasse un messaggio del genere? O meglio ancora, si rende conto Andreuccetti cosa sta affermando?

Ma andiamo oltre, tanto per ricordare al Sindaco il gruppo di opposizione che ha nel proprio consiglio. Sempre nell’articolo scritto, mi auguro di suo pugno, sostiene che due anni fa consigliava a casa degli altri uno o due comuni in Garfagnana ed uno in Media Valle, però non spiega con quali criteri arriva a tale conclusione. Però si chiede (meno male) quale può essere il problema? Giustamente questa volta anche lui vede giusto un percorso partecipato con la popolazione, capendo vantaggi e svantaggi di certe scelte affrettate e a mio avviso scellerate da un punto di vista politico. I vantaggi secondo la riflessione di Andreuccetti sono superiori agli svantaggi.

Però continua, sono decisioni da prendere con il consenso della gente, per capire le volontà della popolazione ed individuare soluzioni intermedie e diverse, che però non spiega quali siano. Ma allora tutto quello che sostiene il suo partito, la regione e gran parte dei rappresentanti del Pd locale che debbono seguire il pensiero unico del capo, di chi sta sopra, si dovrebbe discutere con la gente, si dovrebbe discutere a fondo e fare una giusta riflessione politica prima di affrettarsi a fondere, spazzando via con un colpo di mano le identità locali.

Poi si passa al difficile, mettere insieme, dice lui, comuni della valle, pensare un massimo di due grandi municipi, uno per la bassa e uno per la media, oppure fusioni diverse, ma basate su una struttura che metta insieme vocazioni (che tipo di vocazione, che vuol dire) e territori con analogie e percorsi simili di sviluppo (ma che vuol dire, forse ha letto il PIT imposto dalla regione Toscana dove si vuole a tutti i costi omogenizzare letture del territorio dimenticandosi le specificità ed unicità che a volte lo distinguono rendendolo diverso da tutto il resto?).

Ma non andiamo nel complicato, il lettore sarà già stanco. Continua Andreuccetti, e qui ha ragione, le fusioni non debbono essere improntate solo al mero scopo economico, ovvero per salvare le casse dei comuni per qualche anno. Ma allora mi chiedo, se non è per questo, perché si vogliono fare? Provate ad immaginare amministratori locali che invece di cadere nella rete diabolica della regione, rete prima tirata ai pesci più piccoli della valle e via via a quelli più grossi, tagliando risorse, inventando pareggi di bilancio, congelando di fatto mutui potenziali, investimenti e quant’altro, insomma impoverendo i comuni stessi costringendoli a trattare assurde fusioni, dicevo appunto invece di cadere in questa rete, gli stessi amministratori avessero puntato i piedi, chiedendo quello che da sempre spettava a questi comuni, soprattutto in una realtà come la nostra valle, disagiata e con prospettive di sviluppo limitate da un punto di vista industriale e commerciale, ma con grandi risorse umane, turistiche, agricole e soprattutto con una grande volontà di chi vi abita che da sempre ha deciso di mantenere la propria presenza identitaria sul territorio, lottando per difendere le proprie radici culturali, religiose e di appartenenza.

Se questi soldi non mancassero, perché accorpare, perché fondere, perché complicare la vita già difficile di amministratori e sindaci che pur presidiando in questa miriade di comuni il territorio, riescono a malapena a sbarcare il lunario per colpa proprio di queste neo-istituzioni regionali (non ci dimentichiamo quanti anni sono che esistono le regioni e da quanti anni esistono i comuni) che hanno piano piano scavalcato le realtà provinciali, gli enti locali, le comunità montane imponendo il loro diktat in quest’ultimo periodo anche a livello urbanistico, con un preciso, a mio avviso, progetto politico.

Proprio l’istituzione delle comunità montane aveva il preciso scopo, oltre quello di presidiare il territorio affiancandosi all’operato degli enti locali, di coordinare a tutti i livelli i comuni della valle, ruolo che però non hanno mai pienamente assolto, soprattutto in questo periodo perché non è stato dato loro il modo di farlo liberamente, mancando anche risorse.

L’ingerenza istituzionale che c’è sempre stata in questa valle del Serchio, il potere politico che da anni la gestisce, la mancanza di una rappresentatività ai massimi livelli che faccia realmente gli interessi della popolazione hanno portato ad un impoverimento intellettuale, ad un allontanamento dalle istituzioni, ad una sfiducia e passività decisionale, delegando a pochi le volontà di molti, che però spesso non vengono rappresentati. Le percentuali dei votanti ne danno ampia riprova.

Ragionare di ampi accorpamenti, di ampio respiro da un punto di vista pratico non significa niente, e non significa niente neppure di ampia prospettiva. Pochi grandi comuni ben strutturati porteranno inevitabilmente ad un impoverimento di rappresentanza e di presidio del territorio e anche se in un primo momento (cinque e dieci anni) la regione darà qualche soldo, finito questo periodo anche questi incentivi mancheranno, ma non si potrà tornare indietro. Tutto sarà centralizzato, servizi compresi, con gravi ripercussioni sulle periferie della valle, intendendo per tali tutti quei comuni o frazioni che non si chiamano Borgo a Mozzano, Barga, magari Bagni di Lucca e Castelnuovo Garfagnana. Per onestà intellettuale però devo dare atto al Sindaco di Borgo a Mozzano, che nell’ultima parte dell’articolo cambia completamente atteggiamento, andando contro quello che aveva sostenuto fino allora e sviluppando un pensiero condivisibile, ovvero l’idea di base come la definisce lui.

Sostiene che: “Qualsiasi passo compiuto in tal senso deve essere però un passo ragionato (quindi non affrettato aggiungo io). I comuni sono qualcosa di storico, radicato nella vita di tutti noi.” (sono pienamente d’accordo, è quello che ho scritto due giorni fa) Il processo di fusione deve essere adeguato all’importanza di quello che si va a fare sostiene Andreuccetti, ma non vedo alcuna importanza nel processo di fusione e tanto meno vedo importanza in quello che si andrà a fare nei prossimi 30 anni quello che deriverà da tali fusioni. Gli equilibri storici a cui siamo arrivati hanno impiegato ben più tempo di 30 anni, i mutamenti storici repentini che si vanno a costituire non sono stabilizzanti per la collettività e costituiscono un’incognita da risolvere che lasceremo alle generazioni future.

Se una cosa può continuare ad andare avanti così, magari con degli aggiustamenti, perché la vogliamo sciupare o modificare, non conoscendo a fondo quello che può accadere a lungo termine? Una cosa è certa, queste decisioni vanno prese con grande riflessione politica, coinvolgendo tutte le forse in campo e soprattutto la popolazione, quella che vota e quella che non ha voglia di votare, popolazione che deve sentirsi libera di decidere in modo svincolato anche dal pensiero politico dominante in quel periodo. Non sono certo riflessioni da fare ad una festa dell’Unità, che non sarebbe più festa con certi dibattiti. Un’altra riflessione dovrebbero fare i sindaci propensi alle fusioni e soprattutto il sindaco di Borgo a Mozzano, comune dove si è svolto l’incontro con Vittorio Bugli, assessore regionale all’immigrazione, che ha espresso la posizione chiara della Regione tuonando contro i sindaci che debbono imparare a gestire l’accoglienza.

Premesso che questo atteggiamento arrogante tipico di soggetti appartenenti a certi schieramenti politici è deleterio e disaffeziona chiunque, l’assessore consiglia appunto i sindaci a gestire il problema, piuttosto che subire.(si fa presto a parlare, come si può non subire quando ti ordinano di trovare un posto a queste persone?) Il problema dei migranti, secondo l’assessore, si gestisce se i sindaci fanno la loro parte secondo le cosiddette quote Anci.

Il modello toscano di accoglienza diffusa si concretizza maggiormente individuando siti di accoglienza per piccoli gruppi sul territorio comunale. La gestione va fatta tutti assieme ma anche i sindaci si debbono assumere la propria responsabilità, cercando loro le strutture sul proprio territorio, convincendo la popolazione ed i conoscenti a mettere a disposizione alloggi sfitti, muovendosi personalmente al fine di non creare situazioni insostenibili. Tutto questo presuppone appunto una conoscenza specifica del territorio, delle persone, del tessuto sociale, insomma di tutto un po’.

Ce lo vediamo un sindaco di un nuovo macro-comune o meglio ancora un commissario provvisorio andare a cercare in un comune accorpato a quello più grande un sito per rifugiati, ovvero a convincere persone che non ha mai visto ne’ conosciuto? O forse è meglio il sindaco che si è visto crescere come Andreuccetti, nel proprio paese, conosciuto ed apprezzato dai cittadini, che sa insomma dove mettere le mani per aiutare una Prefettura che ordina e poco condivide, piuttosto che un governo che ci sta ghettizzando e portando a quella perdita identitaria che appunto, tra trenta anni, porterà a risultati devastanti sul nostro territorio.

L’umiltà, l’assenza di qualsiasi presunzione di sapere tutto e di avere in mano la verità, il rendersi conto di poter sbagliare porta ad individuare soluzioni migliori, che non c’entrano nulla con le perverse dinamiche della politica ma fanno parte di quel buon senso che dovrebbe guidare ogni rappresentante istituzionale, che spesso manca, politica che dovrebbe essere in certi casi scevra da soluzioni demagogiche e ricca di soluzioni studiate per il benessere della collettività che rappresenta, mettendo sempre al primo piano il parere sovrano del popolo.

Come vediamo la storia spesso si ripete, siamo passati dall’ospedale unico al comune unico, derivati entrambi da un pensiero unico. Di unico, e già esiste, abbiamo solo la Valle del Serchio e la sua unicità deriva proprio dalle differenze identitarie, culturali, storiche dalla moltitudine dei comuni che la compongono.

Meditate gente, meditate e solo dopo decidete.


Questo articolo è stato letto volte.


lamm

Prenota questo spazio

Prenota questo spazio

Prenota questo spazio


Altri articoli in Rubriche


Prenota questo spazio


domenica, 26 settembre 2021, 00:16

Piattaforme di trading: ancora numeri record, scopriamo le migliori del momento

Dopo un 2020 record per i principali broker del settore, anche il 2021 conferma i risultati positivi da parte delle più importanti piattaforme di trading online


giovedì, 23 settembre 2021, 18:35

Mercati finanziari: investire in criptovalute può essere un'opportunità?

Quella di investire nel settore delle criptovalute, è ormai una tendenza consolidata per molti risparmiatori. Diversi broker, infatti, nell'ultimo periodo hanno segnalato un aumento dei trader interessati a questa asset class alternativa, portando alla luce un andamento in costante crescita


Prenota questo spazio


lunedì, 20 settembre 2021, 18:40

"Tutelare il lago di Pontecosi"

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa lettera, a firma dei Custodi degli alberi, del suolo, delle acque e delle comunità, sulle modalità di intervento al lago di Pontecosi


domenica, 19 settembre 2021, 17:02

La Divina Commedia prende vita sulla via Francigena

Si è concluso in questi giorni il simposio tenutosi per la via Francigena ed ispirato alla Divina Commedia. Il progetto ha visto la partecipazione di ragazzi e ragazze dell’Accademia di Belle Arti di Carrara, i quali hanno realizzato sei statue che andranno ad arricchire la strada dell’arte della via Francigena


domenica, 19 settembre 2021, 03:56

Trading online: come scegliere la piattaforma per investire oggi

Continua il boom delle piattaforme per fare trading online, con migliaia di nuovi iscritti ogni mese che decidono di aprire una posizione per cominciare a investire sui mercati finanziari


giovedì, 16 settembre 2021, 09:17

“No al Green pass: perché come esercente parteciperò alla manifestazione di sabato a Castelnuovo”

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa lettera di Stefano Pioli, titolare del bar dal Nando di piazza della Repubblica a Castelnuovo, che spiega i motivi per cui parteciperà alla manifestazione contro il Green pass a Castelnuovo di Garfagnana