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Don Stefano contro Salvini: "Con una mano si esibisce il vangelo e con l’altra viene respinta una nave carica di naufraghi"

mercoledì, 22 maggio 2019, 14:36

Con una lettera aperta, pubblicata su Il Giornale di Barga, il proposto don Stefano Serafini ha voluto commentare il gesto del ministro dell'interno Matteo Salvini che giorni fa, in un comizio in piazza del Duomo a Milano, dal palco di “Prima l’Italia, il buonsenso in Europa”, ha invocato i patroni d’Europa e baciato il rosario.

Ecco la lettera aperta integrale diffusa dal parroco barghigiano:

"Carissimi paesani di Albiano e del comune di Barga,

ho accolto la richiesta fatta da ogni schieramento politico di utilizzare la Saletta parrocchiale di Albiano per poter incontrare la gente del luogo in questo periodo pre-elettorale.

Sapevo che facendo questo venivo meno ad una regola ecclesiale che vieta di dare spazio nelle nostre strutture ad eventi di matrice partitica.

Visto la richiesta unanime per una proposta inerente al nostro territorio come le elezioni amministrative e che esprimeva la “par condicio” dando a tutti la possibilità di ascolto e confronto con la popolazione, ho dato questa possibilità consapevole che ad Albiano non ci sono altri spazi privato – pubblico se non questa saletta.

Considerando che in questi ambienti si educa ai valori del Vangelo e della Fede, tengo a precisare il mio disappunto sui fatti ultimi manifestati da un politico che in un comizio elettorale, ha baciato il Rosario, invocato i santi patroni d’Europa e affidato l’Italia al Cuore immacolato di Maria per la vittoria del suo partito.

Mi domando: come è possibile accettare questo ennesimo esempio di strumentalizzazione religiosa per giustificare la violazione sistematica del nostro Paese dei diritti umani?

Con una mano si esibisce il Vangelo e con l’altra viene respinta una nave carica di naufraghi.

Condivido la reazione di tanti confratelli e credenti richiamando la coscienza cristiana di tutti a scuotersi con sdegno e umiliazione perché ancora una volta qualcuno si proclama alfiere del cattolicesimo,  ma di un cattolicesimo tutto suo, “politicizzato” e contraddittorio, piuttosto distante dal magistero del Papa e della Chiesa universale e italiana.

Se non si può discutere la fede che ciascuno afferma di avere, neppure è lecito deformare il messaggio evangelico.

Ci indigna profondamente l’utilizzo strumentale del rosario chiedendo voti alla Madonna. Rosario che è segno della tenerezza di Dio, macchiato dal sangue dei migranti che ancora muoiono nel Mediterraneo: 60 la settimana scorsa, nel silenzio dell’indifferenza del mondo. Con il Rosario si prega ma non si fanno i comizi.

Il Rosario usato a fini elettorali  non rispetta la serietà della fede e ferisce i credenti.

La preghiera non può essere usata a fini strumentali.

Il comandamento di non nominare il nome di Dio invano chiede di non usarlo per i propri scopi: la coscienza critica e il discernimento dovrebbero aiutare a capire che non è un comizio politico il luogo per fare litanie in nome di orientamenti con i quali il Vangelo di Gesù non ha nulla a che fare.

Noi cristiani cattolici portiamo nel cuore il Vangelo che non scende a compromessi né elettorali né di svendita becera dei piccoli in nome di qualsiasi altro idolo.

Ci nausea il richiamo alla vittoria elettorale in nome della madre di Gesù di Nazareth che cammina con gli “scarti” del mondo per innalzare gli umili. La carne di Cristo sulla terra. “Ero forestiero e mi avete accolto” (Mt 25,35).

Ci dà coraggio contro questa onda di disprezzo e disumanità, condividere il sogno di Dio: ridestare la speranza tra la gente che un mondo radicalmente altro, interculturale, aperto, inclusivo e solidale è urgente e dipende da ognuno di noi.

Da chi non tace e, con la determinazione della nonviolenza del Vangelo, grida con la sua vita che non ci sta con il razzismo dilagante di chi vuole stravolgere l’immagine vera del Dio della vita".


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