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Rubriche : lettere alla gazzetta

Pietro Raffaelli, Cassazione annulla la condanna

mercoledì, 19 giugno 2019, 19:46

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa lettera del dottor Pietro Raffaelli a seguito della sentenza che ha definitivamente annullato la condanna per partecipazione ad associazione mafiosa e riciclaggio.

"Con sentenza della Suprema Corte di Cassazione, emessa nella giornata di ieri 18.06.2019. la prima sezione penale, collegio 1, Presidente Dottor Santalucia e relatore dott. Magi, ha cassato senza rinvio la sentenza della Corte di appello di Firenze del 19.01.2018 che aveva condannato Raffaelli Pietro ed i suoi familiari e sottoposto tutti i loro beni a sequestro finalizzato alla confisca, in applicazione dell’art. 12 quinques legge 356/92 e art. 31 legge 646/82, in relazione alla ritenuta sussistenza in capo a Raffaelli Pietro di condannato per partecipazione  ad associazione mafiosa e riciclaggio.

Infatti nel 2013 una gioiosa macchina da guerra fu approntata da precisi settori e ben individuati personaggi dello stato tutti inseriti in gangli e funzioni importanti i quali, a vario titolo, hanno messo in piedi, per finalità tutte da accertare (tranquilli, lo faremo) questa pupazzata, contrabbandando per mafia ciò che non è e non è mai stato.

Una vera e propria mistificazione!

Hanno legato mani e piedi a Pietro Raffaelli (sequestro), lo hanno additato al pubblico ludibrio (mafioso) gli hanno confiscato tutti i beni suoi e dei familiari e Lui , contro ragionevole possibilità, ha resistito!

Hanno resistito anche i Suoi familiari, hanno resistito i Suoi avvocati (ai quali va un grande ringraziamento), ha resistito soprattutto l’idea che la giustizia e la realtà dei fatti avrebbe alla fine prevalso, contro tutto e contro tutti.

Questa, sia chiari, è stata una vera e propria tragedia basata su una totale ingiustizia derivata da una falsa interpretazione dei fatti.

Primi segnali concreti di trovarci in presenza di una svolta si sono avuti,  quando nel gennaio di quest’anno il Tribunale di Bari ha mandato assolti Corbelli più altri dalle imputazioni di associazione mafiosa, riciclaggio, contrabbando etc.., diventata, poi, definitiva il 07/06/2019 (appena in tempo!).

Se la mia accusa e presunta condanna era basata sull ‘aver  collaborato e favorito le varie attività del Corbelli , al momento in cui lo stesso è stato assolto con sentenza definitiva (dopo 15 anni),  in primo grado dal Trib. di Bari, io, Raffaelli Pietro con chi mi sarei associato? E via di questo passo…

Ieri la Cassazione nel dispositivo reso noto ha cassato senza rinvio la citata sentenza della Corte di Appello di Firenze del 19.01.2018, ha annullato tutti i provvedimenti di confisca a carico di Pietro Raffaelli e dei Suoi familiari ed ha intimato immediata restituzione di quanto oggetto di sequestro.

Bene! Ora una domanda.

Chi paga per tutti questi anni di atroci sofferenze morali e materiali cui siamo stati sottoposti?

Tutto questo è stato fatto nell’esclusivo interesse finalizzato all’accertamento della verità che peraltro era ben visibile fin dall’inizio oppure tutto questo è stato mosso da meschini interessi di diversa e non dichiarabile natura (per ora) che dovranno comunque essere valutati ed accertati nelle competenti sedi giudiziarie?

Di una cosa siano tutti certi!

Tutti quelli che hanno organizzato, promosso ed hanno partecipato al massacro mio e della mia famiglia saranno chiamati a renderne conto nelle sedi opportune.

Hanno distrutto vite e patrimoni, possono veramente credere che sia possibile girare pagina senza capire come sia stato possibile un simile inganno e senza adeguatamente risarcire i danneggiati?

Gli effetti positivi di questa sentenza si riverseranno positivamente anche sull’utilizzo delle forze dell’ordine che soprattutto a Camporgiano, ma non solo, potranno essere più proficuamente destinate al controllo del territorio senza l’obbligo della presenza ingombrante dei mafiosi.

Tutti, comunque, devono essere contenti perché se sul territorio interessato non vi sono mai state infiltrazioni mafiose, magari ci saranno meno medaglia, meno encomi, meno promozioni però staremo tutti meglio e più  tranquilli.

Un ringraziamento particolare va ai  professori D’Ascola e Padovani che con grande misura, impegno lucidità e professionalità mi hanno assistito e consigliato in questo duro, durissimo periodo.

Mi hanno insegnato che ogni nostra azione senza scorciatoie, deve essere improntata alla ricerca della verità e della giustizia e, che prima o poi questi sentimenti prevarranno su tutto.

Nessuna vendetta, solo giustizia!"

Dottor Pietro Raffaelli


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