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Rubriche : lettere alla gazzetta

"Pirogassificatore, si avvii confronto con Kme senza pregiudizi"

domenica, 14 luglio 2019, 07:51

di marco scaltritti

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo appello di Marco Scaltritti rivolto alle istituzioni locali della Valle del Serchio sull'impianto di pirogassificazione proposto dall'azienda Kme di Fornaci di Barga.

"Negli anni 70-80, cioè circa 35-40 anni fa, da dirigente del P.C.I. assieme a tanti amici e compagni (che tralascio di nominare per evitare di essere accusato di strumentalizzazioni), elaboravo proposte e iniziative affinchè la metallurgica potenziasse lo stabilimento di Fornaci in termimi occupazionali, rinnovasse gli impianti industriali al fine di coniugare l’ambiente con il lavoro e mi ricordo che uno dei primi obiettivi del movimento operaio, proprio per  la sua lungimiranza culturale, nei confronti degli abitanti di Fornaci era la realizzazione del ponte sul Serchio, a nord, per togliere dal centro di Fornaci i 50 tir e oltre che tutte le mattine prima delle ore sei, sostavano accesi in via della Repubblica, per farli entrare direttamente nello stabilimento a nord dell’abitato.

Perché era veramente difficile respirare alle sei e spesso ho potuto verificare di persona, lo stato di inquinamento che Fornaci subiva perché, dopo aver dormito in situazioni di fortuna in casa di qualche compagno, percorrevo via della Repubblica per arrivare ai “mitici Cancelli della SMI” a fare volantinaggio al primo turno delle sei. Bei  tempi e bei ricordi. Da sempre nella mia esperienza di vita prima come dirigente politico poi come promotore di sviluppo ho pensato e penso ancora che il lavoro dia dignità alle persone, e creare lavoro sia l’azione più concreta e socialmente qualificata e più efficace per contrastare le ingiustizie sociali profonde presenti nella nostra società che ostacolano la realizzazione del bene comune e della convivialità delle nostre comunità.

Sorretto dalla cultura del sol dell’avvenire, dell’illuminismo francese e di un sano ottimismo, che tutt’ora mi contraddistingue, ho partecipato a tante lotte davanti ai cancelli della SMI, e di tante altre fabbriche, perché pensavo che il futuro sarebbe stato migliore del passato, perchè la scienza si sarebbe affermata, l’innovazione e il progresso industriale sarebbero avanzati rispetto all’oscurantismo e al conservatorismo.

Proprio per queste convenzioni che mi pervadono tutt’oggi, non riesco a capire perché nella Valle non sia possibile, oggi nell’era dell’innovazione, del progresso scientifico, sociale e sanitario che ci permette di vivere di più e in buone condizioni, accertare preventivamente il funzionamento di un impianto produttivo in base a criteri tecnici e oggettivi, sanitari e sociali, per quello che sono, per quello che viene proposto senza fare prima processi alle intenzioni. Perchè si deve aprire guerre e contrasti insanabili nelle nostre comunità, guerre ideologiche insanabili solo per l’idea di avanzare progetti e proposte?

Mi riferisco all’impianto di pirogassificazione proposto da Kme che utilizzerà anche gli scarti della produzione della cartiere ben presenti nel tessuto produttivo della Valle e della Provincia.

Perché ognuno di noi (ed anch’io senza nascondermi ovviamente che sono favorevole, non sono immune da questo errore) antepone la propria partigianeria rispetto al confronto nel merito?

Non ci possono essere sedi e luoghi istituzionali e sociali trasparenti per poter effettivamente in maniera autonoma e terza con la logica della prudenzialità e i criteri della sostenibilità  ambientale e sociosanitaria esaminare scientificamente e valutare la fattibilità del progetto? Le istituzioni preposte a che servono e se non ci fidiamo affianchiamole con tecnici terzi.

Con questo approccio negazionista in questi anni per non aver voluto aprioristicamente esaminare scientificamente   alcuni progetti  che usano energia da processi di combustione (l’energia a freddo non è stata ancora inventata) se ci pensiamo si sono perse grandi occasioni di sviluppo delle risorse ambientali locali, non solo in termini di investimenti innovativi rilevanti, di processi industriali di riconversione ecologia dell’industria che avrebbero fatto della nostra valle una zona modello e di avanguardia che avrebbero creato le condizioni per un'occupazione piena e totale tipo la Germania.

Con questo appello mi voglio rivolgere a tutti gli amministratori della valle che stimo profondamente per il loro spirito altruistico di servizio  a partire dal sindaco di Barga, che comprendo come il suo ruolo sia il più difficile ed esposta socialmente affiche si trovi davvero un luogo di confronto con la Kme senza pregiudizi.

Possiamo pensare per un secondo al futuro dei giovani al loro lavoro e benessere: se oggi facessimo scelte sbagliate e per le quali Kme e le stesse Cartiere perdessero competitività e  avessero contraccolpi solo perchè non vogliamo affrontare i loro problemi e le loro proposte di progetti in maniera scientifica al fine di risolvere i loro problemi (ma che sono anche i nostri) cosa succederebbe all’economia e alla socialità e all’ambiente della valle? Aumenterebbe solo il degrado e negheremmo il futuro lavorativo dei nostri figli!

Domandiamoci: se il progetto avesse un impatto ambientale e socio sanitario positivo rispetto all’oggi e Fornaci e la nostra valle divenissero un polo ecologico della siderurgia del rame in Europa, come nell’acciaio in Germania, quali prospettive di crescita si aprirebbero anche per le attività commerciali, di servizi? Possiamo negare questa prospettiva ai nostri giovani perché non vogliamo approfondire e valutare il progetto?

Come si fa a pensare che la riconversione ambientale delle imprese come è il progetto di Kme non faccia parte dell’economia circolare e dello sviluppo sostenibile. Come si fa a non riconoscere che nel sistema cartario della valle si sono realizzati progetti innovativi di economia circolare dedito al riuso e la produzione di energia che devono essere sostenuti dalle istituzioni raccogliendo le loro idee progettuali!

E' di eri la sottoscrizione dell’importante Patto per lo sviluppo fra la Regione Toscana e le associazioni di categoria firmato da il presedente Enrico Rossi con la presenza degli assessori Remaschi e Fratoni per dare un nuovo e significativo impulso all’economia toscana con otto miliardi di investimenti e  la creazione di 100 mila posti di lavoro.

Questo patto nella affermazione dell’economia circolare prevede la realizzazione di un accordo ulteriore e specifico per il distretto cartario di cui la valle fa parte una grande occasione da prendere al volo  valorizzare e implementare per tutte le amministrazioni comunali e le imprese .

Cari amministratori della valle, regionali e nazionali, questa contraddizione rappresenta uno spartiacque per il futuro e può rappresentare una scelta storica non possiamo non avere questa consapevolezza.

Per questo occorre trovare il coraggio delle scelte difficili che la fa storia di una comunità

Quindi trovate le forme e i contenuti per avviare un dialogo e un confronto serio sul progetto senza preclusioni, sia per una risposta positiva che per una risposta negativa".


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