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Rubriche : sulla scena del crimine

Giulia Di Sabatino: è stato veramente un suicidio?

lunedì, 30 settembre 2019, 11:11

di anna vagli

Nella mia rubrica di questa settimana non potevo non accogliere l'appello di una madre. L'appello di una madre che non si rassegna alla tragica fine della figlia e che non si stanca di cercare verità e giustizia.

Il punto è che nemmeno chi scrive si abitua mai. Non ci si abitua mai a sentire lo strazio di chi cerca di dare voce a una figlia o a un figlio che non c'è più. Rimanere distaccati non è mai facile, non è facile perché quando le persone ti raccontano la loro storia ed il loro vissuto non puoi che immedesimarti nelle loro vite. Non puoi che sentire sulla tua pelle il dolore che stanno attraversando. E con quelle persone si instaurano rapporti umani che vanno oltre un articolo di cronaca nera. La difficoltà di chi scrive è anche questa. È quella di diventare degna voce narrante di tragiche vicende dagli sfondi noir.

La protagonista di oggi è di Tortoreto (TE), si chiama Giulia di Sabatino ed io cercherò di raccontare la sua vita come mamma Meri mi ha chiesto.

Giulia di Sabatino aveva 19 anni. Un'età fatta di sogni, aspettative e desideri per il futuro. In fondo, a diciannove anni si ha una vita davanti. A diciannove anni si ha voglia di viaggiare, di scoprire il mondo e di trovare l'amore. Si vive con quella spensieratezza propria di chi ancora non ha vent'anni. Si vive davvero ogni momento come se fosse l'ultimo. E per Giulia, i suoi diciannove anni, sono stati gli ultimi. Già, perché ha perso la vita nella notte del suo compleanno. È caduta da un cavalcavia e ha avuto una morte terribile: dilaniata dalle auto in transito che con il buio non si sono accorte del suo corpo riverso ormai verosimilmente senza vita sul ciglio della strada. Che non è stato un suicidio lo gridano dal primo momento mamma Meri, la sorella Vanessa e il padre Luciano, che da quattro anni si battono per far venire a galla la verità.

Ma ripercorriamo a ritroso l'ultimo giorno di vita di Giulia. La mattina del 31 agosto 2015 Giulia non vuole andare a lavoro, vuole uscire a festeggiare e chiede perfino ad una collega di essere sostituita. I genitori Meri e Luciano però la convincono ad andare, quello in fondo sarebbe stato l'ultimo giorno e poi avrebbe potuto godersi le poche settimane che la dividevano dalla sorella. La ragazza infatti avrebbe dovuto lasciare l'Italia per andare a vivere con Vanessa a Londra. Ma le cose purtroppo non andranno così. Quella maledetta sera Giulia, uscita da lavoro, si precipita a casa, indossa abiti eleganti, poggia il telefono e fugge via per festeggiare. Ma con chi? Chi l'aspettava? Perché quella sera non è rimasta con i suoi genitori come da accordi? Chi doveva incontrare? Perché non porta dietro il cellulare? Oggi, dopo quattro anni, l'unica certezza che abbiamo è che Giulia si è addentrata nel buio ed è stata inghiottita, insieme al suo destino, in una notte di fine estate.

I suoi ultimi frangenti di vita vengono ripresi dalla telecamera di una villa a circa 7 km dalla sua abitazione. Con sguardo dritto, passi lunghi e ben distesi si dirige spedita al Bowling, un locale vicino alla statale adriatica. E proprio in quel luogo è possibile reperire la prima tessera di un puzzle ancora oggi incompleto. In quel pub incontrerà infatti un uomo di circa quarant'anni che l'accompagnerà sul cavalcavia maledetto. Tal Sergio racconterà alla Procura di avercela portata perché la ragazza voleva raggiungere l'abitazione di alcune amiche. Affermazione poco plausibile visto che in quella zona non ci sono case. Quell'uomo c'entra qualcosa? È stato lui a costringerla a salire in scooter? Lui ha sempre dichiarato di averla conosciuta in quel frangente. E allora perché due ore dopo dal suo account facebook partirà il messaggio «Buonanotte Fiorellino»?

C'è comunque un'altra importante testimonianza al vaglio degli inquirenti. Alle 00:45 del 1 settembre, una Giulia ancora viva, viene vista discutere animatamente con un ragazzo alla guida di una "panda rossa penultimo modello".

Dell'automobilista però, per cinque lunghi mesi, non sappiamo niente. Sembra essersi volatilizzato nel nulla nonostante i numerosi appelli televisivi della famiglia. Saranno i carabinieri a bussare alla sua porta e lui sarà costretto a raccontare di aver incontrato Giulia sul cavalcavia, di averla portata a casa sua e di aver consumato un rapporto sessuale non a pagamento. Che abbia giocato d'anticipo per paura che gli inquirenti gli contestassero il liquido seminale ritrovato sui brandelli degli slip della ragazza? Comunque, dichiarerà poi di averla riaccompagnata proprio sul cavalcavia intorno alle 04:30. Neppure un'ora dopo i suoi resti saranno ritrovati sull'asfalto dell'autostrada.

Ma come sono andate veramente le cose? A sollevare ulteriori dubbi è stata l'analisi delle celle telefoniche che collocano sia Giulia che il ragazzo con la panda rossa al Bowling intorno all'una di notte. I due hanno forse incontrato l'uomo dello scooter? I tre si conoscevano? Che cosa c'è andata a fare Giulia su quel cavalcavia la sera del suo compleanno? Come mai di Davide, il fantomatico guidatore, si sono perse le tracce per mesi nonostante avesse inviato una serie di messaggi sul telefono di Giulia quando era già morta? La morte della Di Sabatino è stata archiviata come suicidio per ben due volte.

Ma insieme ricostruiremo i motivi per i quali l'ipotesi suicidaria è ben lontana dalla realtà. Giulia aveva la valigia aperta sul letto e un biglietto già acquistato per Londra. Quella sera era uscita truccata, cambiata di tutto punto e con la sola voglia di festeggiare. Tutti elementi che propendono per l'ipotesi suicidaria non trovate?

Continua...

Nella foto la criminologa Anna Vagli


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lamm

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