Anno 3°

lunedì, 17 febbraio 2020 - Recte agere nihil timere

Facebook Twitter YouTube

Rubriche : sulla scena del crimine

Sergio de Simone: il bambino torturato durante la Shoah

lunedì, 27 gennaio 2020, 12:33

di anna vagli

«Se volete raggiungere le vostre mamme, fate un passo avanti» 

La ricordiamo tutti quell’immagine in bianco e nero con i bambini trincerati dietro un filo spinato. Occhi persi nel vuoto, occhi che raccontano l’orrore vissuto nel campo di concentramento di Auschwitz. Bambini strappati a tutto ciò che la vita di bello e gioioso può offrire. Storie di bambini che non ce l’hanno fatta. Storie e vite di chi ha avuto come unica colpa quella di essere nato nel momento storico sbagliato. Eccezionalmente quest’anno, non avendolo mai fatto prima, ho deciso di dedicare il numero della mia rubrica a uno in particolare di quei ragazzini.

Lui si chiamava Sergio de Simone e la sua storia è una delle più agghiaccianti che la Shoah porta con sé.

Sergio – insieme ad altri 19 ragazzini – è infatti rimasto vittima della follia del dottor Kurt Heissmeyer, passato alla storia per i suoi abominevoli esperimenti medici. A fare da sfondo a questa storia, lo dicevamo, è il campo di concentramento di Auschwitz e la voce narrante di questa triste vicenda è un altro medico, Mengele.

Quest’ultimo, con indosso un camice bianco, invitava i bambini della foto a fare un passo avanti per raggiungere la propria mamma. Sergio, che veniva dalla Risiera, ha ben in mente le parole pronunciate dalle cugine la sera prima: “Mi raccomando se ti chiedono di fare un passo avanti per vedere la mamma non farlo”. Sergio ci prova a resistere. Impiega tutta la sua buona volontà. Ma la voglia di vedere la persona che lo ha messo al mondo e che lo ha accompagnato nella sua breve vita è troppo forte. Non sa come fare, Sergio, fino a quando la sua amichetta Mania fa quel maledetto passo in avanti. Sergio, Mania e gli altri bambini schierati con loro dietro quel filo vengono ingannati nel modo più ignobile e vile che si possa immaginare. Nessuno di loro vedrà mai più la mamma. Ognuno di loro, al contrario, cadrà sotto le grinfie del medico Kurt Heissmeyer. Quest’ultimo, fallito non solo come uomo, ma anche come medico, inietterà in ogni ragazzino il bacillo della tubercolosi per sperimentare cure che mai troverà. Sergio, Mania e tutti coloro che quel giorno avevano espresso il desiderio di riabbracciare la loro mamma, verranno rinchiusi in una scuola di Amburgo, torturati e uccisi nel modo più raccapricciante che possa esserci. Come può un essere umano arrivare a tanto? Per occultare quello scempio Kurt e la sua “equipe” decisero di appendere i cadaveri a ganci da macellaio per poi bruciarli nei forni crematori con l’intento di eliminare qualsiasi traccia.

La storia di Sergio, arrivato ad Auschwitz nell’aprile del 1944, è emersa grazie ad un’attività di ricerca incessante portata avanti dal giornalista tedesco Schwarberg. Schwarberg aveva infatti denunciato i fatti sul quotidiano Stern per il quale scriveva. Ripercorrendo dettagliatamente tutta la vicenda, sottolineava come nel processo “Curio-Haus” celebrato nel 1946 per punire proprio responsabili degli orrori di Amburgo, Kurt Heissmeyer ne fosse uscito impunito. Nel silenzio dei servizi segreti, quest’ultimo aveva continuato a svolgere la sua attività di medico anche dopo la fine della guerra. Il suo arresto intervenne soltanto nel 1963, quando venne condannato per crimini contro l’umanità. Morì in carcere “solo” nel 1967.

Il giornalista tedesco che aveva scoperto l’inferno aveva più volte provato a contattare anche la madre di Sergio. Lei era riuscita a salvarsi, ma non aveva mai voluto saperne di quei racconti. Era sicura che il suo bambino sarebbe tornato a casa.

Oggi la giornata è un po’ più dura. Non dobbiamo mai dimenticarci di ricordare. Ricordare Sergio e tutti i bambini che come lui non hanno più visto la luce.


Questo articolo è stato letto volte.


prenota_spazio


Prenota questo spazio


Prenota questo spazio


Prenota questo spazio


Altri articoli in Rubriche


Prenota questo spazio


giovedì, 13 febbraio 2020, 00:02

Fiat 500: con Lego la passione si coltiva sin da bambini

Alcune indiscrezioni che hanno viaggiato in Rete nei giorni scorsi hanno svelato l’esistenza di una Fiat 500 interamente realizzata con il Lego. La macchina, simbolo del Made in Italy conosciuto in tutto il mondo, dovrebbe essere formata in totale da 960 pezzi


sabato, 8 febbraio 2020, 09:43

"Intervento dei vigili del fuoco ritardato dal mercato: dove sta la sicurezza?”

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa nuova segnalazione di Tiziano Innocenti, noto commerciante del capoluogo, riguardante il mercato settimanale del giovedì di Castelnuovo


Prenota questo spazio


giovedì, 6 febbraio 2020, 08:57

L'ex segretario Pd: "Scelta personale, non discordanza su pirogassificatore"

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa precisazione dell'ex segretario del Pd di Barga, Lara Baldacci, a cui è succeduto, nei giorni scorsi, l'ex sindaco del comune, Marco Bonini


mercoledì, 5 febbraio 2020, 21:45

Giovani Pd: "Noi siederemo sulle panchine arcobaleno"

I Giovani Democratici della Valle del Serchio rispondono ad Aldo Grandi che aveva criticato la proposta di far installare in ogni comune una panchina per i diritti LGBTQ+


mercoledì, 5 febbraio 2020, 13:40

Problemi di calvizie? Ecco tutto quello che c’è da sapere

La calvizie è un problema che interessa un individuo su tre in Europa. Si tratta di un disturbo che molte persone tendono a sottovalutare fin quando non diventa irrecuperabile e che in molti tendono a legare solamente ad una questione di stress


martedì, 4 febbraio 2020, 18:20

"Terra Uomini e Ambiente, si tutelino i lavoratori"

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa lettera aperta di Franco Marcolin, operaio forestale alle dipendenze di Terra Uomini e Ambiente, al liquidatore e al giudice per il procedimento di liquidazione della Cooperativa