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Rubriche : lettere alla gazzetta

“Perché il calcio dilettantistico e amatoriale non muoia: cosa si può e si deve fare”

mercoledì, 3 giugno 2020, 22:48

di aics lucca

Riceviamo e pubblichiamo questo documento che è la conseguenza di una serie di assemblee svoltesi in questi mesi con le squadre partecipanti al campionato Amatori AICS. Il testo è stato approvato dal Comitato Provinciale AICS di Lucca APS.

“Il calcio dilettantistico e amatoriale sarà sicuramente una delle vittime della crisi economica e sociale che ha colpito il nostro Paese, se non si saprà intervenire, a tutti i livelli, per far sì che le migliaia di piccole associazioni sportive che ne sono il cuore e la sostanza ritrovino la forza  e le risorse, oltre che la passione che continuano meravigliosamente a coltivare, per continuare a svolgere il loro insostituibile ruolo: promuovere coesione sociale e senso di comunità, attraverso uno sport e un gioco che in molti, come noi, continuano nonostante tutto a pensare che sia il più bello del mondo.

Il nostro non è un timore isolato: si rincorrono ormai da tempo gli appelli, sia tra le società di base(uno dei quali promosso e poi firmato da associazioni sportive a noi affiliate) sia a livelli anche molto autorevoli, affinché si faccia in modo che ciò non succeda.

Li condividiamo tutti, e in forza di essi , in forza del fatto che  siamo un organismo sportivo che da 38 anni organizza campionati di calcio amatoriale e dilettantistico, in forza della convinzione che sta alla base del “nostro campionato di calcio”, inteso come manifestazione non soltanto e semplicemente sportiva ma anche come aggregazione di passioni e sentimenti e la cui “proprietà” è della comunità che vi partecipa, comunità che, in 38 anni di attività, rivendichiamo con fierezza di aver contribuito in maniera determinante a far nascere e consolidare ,proviamo a fare un passo in avanti.

Faremo la nostra parte, ma ciò non sarà sufficiente se anche altri soggetti, in primo luogo gli Enti locali e le Regioni, non faranno la loro.

In questi tre mesi ci siamo incontrati più volte in videoconferenza (#distantimauniti, con uno slogan che non vediamo l’ora di dimenticare) con le squadre che partecipano ai nostri campionati. E sin dalla prima volta, erano i primi giorni di aprile, abbiamo detto che avremmo fatto di tutto per far si che le nostre squadre “non muoiano di coronavirus”.

Abbiamo così lavorato a una serie di proposte per fare in modo che i costi di partecipazione al prossimo campionato si dimezzassero, grazie anche alla grandissima disponibilità dei nostri meravigliosi arbitri che, senza che nessuno glielo chiedesse, si sono autoridotti i già piccoli rimborsi che ricevono per dirigere le gare.

 Lo abbiamo fatto nella consapevolezza, comunque, che ciò non sarebbe stato sufficiente  se non si aggrediscono gli altri fattori che rendono la partecipazione ai campionati  assai onerosa.

Ci riferiamo in primo luogo al costo per l’utilizzo degli impianti sportivi, ben maggiore di quello per l’iscrizione ai campionati,  e a quello per le visite mediche.

Non siamo ciechi di fronte alle difficoltà che anche i Comuni si trovano ad affrontare, ma è innegabile che sul costo per l’utilizzo degli impianti sportivi, condotti direttamente o dati in gestione, il loro ruolo è determinante. La nostra proposta è semplice: dimezzare le tariffe per l’uso degli impianti gestiti direttamente dai comuni, dare un contributo alle società che li gestiscono a fronte di una contestuale e dimostrata riduzione delle tariffe praticate nei confronti delle altre società sportive che li utilizzano. 

Ce ne possono certo essere altre, purché raggiungano lo stesso obiettivo, e ci possono essere tanti modi per reperire le risorse necessarie,  ad esempio non elargendo contributi per manifestazioni.

Quello però che non è accettabile è il silenzio assordante della gran parte degli assessorati allo sport della quasi totalità dei nostri comuni, a partire da quello del capoluogo.  Se il Governo e il Parlamento, anche tramite Sport e Salute, hanno dimostrato per lo sport di base un’attenzione che da anni non si riscontrava, se il CONI regionale sta fattivamente recependo le istanze dell’associazionismo di base e se ne fa portavoce, si fatica a trovare traccia di misure a favore dello sport di base nei molti provvedimenti varati in questi mesi a livello locale. Forse, più che i soldi, mancano le volontà e le idee.

Infine: nelle scorse settimane il Consiglio regionale ha approvato una mozione con la quale si chiede tra l’altro, come già chiesto dal CONI,  di estendere la gratuità delle visite mediche alle categorie che attualmente ne sono escluse e di destinare allo sport di base i quasi 800 mila euro stanziati in bilancio per le manifestazioni sportive. Chiediamo semplicemente che l’Amministrazione regionale faccia presto ad assumere i provvedimenti conseguenti .

Ringraziamo gli organi di informazione per l’ospitalità data al nostro documento, che invieremo nei prossimi giorni agli assessorati allo sport della Regione e degli Enti locali della provincia”.


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