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La Toscana, terra di allenatori

mercoledì, 8 luglio 2020, 21:36

Il calcio italiano è da sempre uno dei più prestigiosi del mondo, come dimostrano non soltanto i quattro campionati FIFA vinti dalla nazionale italiana ma anche i tantissimi titoli europei conquistati dalle compagini tricolore. La Toscana, dal canto suo, ha contribuito a questa tradizione ormai secolare con la formazione non solo di un notevole manipolo di calciatori di livello ma anche e soprattutto facendo crescere nel suo seno una serie di allenatori di grandissime capacità. Da Marcello Lippi, vincitore del mondiale 2006 con l'Italia, a Maurizio Sarri, sono tantissimi i tecnici toscani che si sono imposti ad altissimi livelli e non solamente nella Serie A Tim, il principale campionato italiano.

Lippi, un campione totale

Esistono pochissimi allenatori al mondo a potersi vantare di aver vinto sia la Champions League che la Coppa del mondo e Marcello Lippi è senza dubbio uno di questi. Il tecnico nativo di Viareggio ha conquistato la coppa dalle grandi orecchie nel 1996 con la Juventus e poi si è imposto con la nazionale italiana ai mondiali del 2006 in Germania dopo una marcia trionfale. Parliamo, dunque, di un grandissimo allenatore capace di reinventarsi in una serie di occasioni diverse e, soprattutto, abilissimo a gestire lo spogliatoio, oltre ovviamente ad approntare una serie di misure tattiche all'avanguardia. Sempre più impegnato sul lavoro in campo rispetto ad eventuali altre mansioni, come ad esempio il monitoraggio del tanto stressante calciomercato estivo, Lippi ha effettuato un percorso graduale spiccando prima alla guida dell'Atalanta e poi del Napoli prima di effettuare il grande balzo in avanti allenando la Juventus, la grande candidata alla vittoria del campionato attuale secondo le scommesse sportive di Betway con una quota di 1,04 il 7 luglio. Parliamo, dunque, di un allenatore unico nel suo genere e che ha fatto scuola in Italia, aprendo così alla grande scuola dei tecnici toscani.

Allegri, il concreto

Nato a Livorno e autore di una buona carriera da calciatore, Massimiliano Allegri ha iniziato a tirare la testa fuori dal sacco come tecnico alla fine degli anni 2000, quando con il Cagliari è riuscito ad ottenere buoni risultati in campionato, venendo poi chiamato da un Milan che aveva effettuato alcuni buoni colpi di mercato, come ad esempio quello di Zlatan Ibrahimović, arrivato dal Barcellona nell'estate del 2010. Dopo essersi definito un allenatore poco maniaco degli schemi, il livornese si è dimostrato piuttosto concreto riuscendo a far rendere alla grande una serie di elementi come ad esempio Antonio Nocerino, un centrocampista tuttofare arrivato a segnare più di dieci reti in una stagione sotto la sua gestione. Tuttavia la grande concretezza di Allegri si è manifestata soprattutto durante la sua esperienza alla panchina della Juventus, squadra della quale ha preso le redini nell'estate del 2014 dopo l'addio di Antonio Conte. Capace sia di schierare una difesa a 4 sia a 3, il tecnico livornese è stato sempre bravo a cambiare a seconda degli avversari e, soprattutto, a leggere le partite in corso. I suoi cinque scudetti consecutivi vinti in bianconero sono senza dubbio il suo più grande successo, nonostante rimarrà sempre per lui il rammarico di non aver conquistato la Champions League.

Sarri, l'esteta

Arrivato in Serie A con l'Empoli dopo una lunghissima gavetta nei campi di provincia, Maurizio Sarri è stato da tutti riconosciuto per la passione con la quale ha insegnato calcio. Definito un esteta a tutto tondo anche da un allenatore che punta sempre alla bellezza come Pep Guardiola, l'attuale allenatore della Juventus ha vinto una Europa League con il Chelsea nella stagione 2018-19 prima di imbarcarsi nell'avventura torinese. Amante della difesa a 4 e dell'uscita del pallone palla al piede in qualsiasi situazione, l'allenatore nato a Napoli nel 1961 ha fatto irruzione nel calcio moderno con la sua idea di calcio virtuoso e sempre votato allo spettacolo. Il suo campionato 2017-18 alla guida del Napoli è stato forse il più bello di sempre, nonostante non sia riuscito a vincere lo Scudetto, per via del gioco espresso e per i 91 punti messi in cascina, record storico della società partenopea.

La Toscana continua così a sfornare allenatori di prestigio, capaci di fare la storia del calcio italiano e di farsi strada anche all'estero con le loro vittorie.

 


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