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Roberto De Luca si racconta: "Pontecosi, una realtà diversa"

mercoledì, 10 gennaio 2018, 16:34

di lorenzo fiori

Roberto De Luca, quello che possiamo definire l'allenatore del momento in seconda categoria, girone C. Infatti, il "suo" Pontecosi, domenica scorsa ha inanellato la terza vittoria consecutiva accorciando sui play-off che distano soltanto due punti. Tutto questo, un mese fa, sembrava, a dir poco, un'utopia. 

Il campionato è arrivato al giro di boa, momento ideale per tracciare un primo e parziale bilancio su questo interessante torneo.

Pontecosi, una realtà conosciuta anche per l'eccessivo e inaspettato cambio di allenatori (quattro allenatori nelle ultime due stagioni, prima del suo arrivo). Cosa le ha spinto ad accettare questa "rischiosa" proposta? 

"Le sfide mi sono sempre piaciute. La cosa determinante è stata l'immediata percezione che il mio arrivo, senza togliere niente agli eccellenti allenatori che mi hanno preceduto, servisse a migliorare ma soprattutto a crescere sia la società che il gruppo. Inoltre, il ritorno di alcuni elementi in società ha sicuramente incentivato il tutto."

Come si è trovato con il gruppo giocatori? 

"Di solito i problemi tra allenatore e gruppo giocatori nascono sempre dalla cosiddetta "vecchia guarda". Indubbiamente, il fatto che io avessi giocato insieme o contro e conoscessi alcuni di questi (come Alessandro Canelli, Filiberto Bertucci e Michele Martini Adami) mi ha sicuramente aiutato ad approcciarmi meglio con tutti. Oltre a ciò, posso dire che sono veramente contento dell'atteggiamento di tutto il gruppo ma soprattutto dei veterani che cercano, costantemente, di stimolare ed integrare i nuovi arrivati. Questo significa che credono molto in questo "progetto."

Invece, per quanto riguarda la società: com'è il vostro rapporto?

"Il rapporto è ottimo. Devo precisare, però, che è un tipo di società completamente diverso dalle altre ma soprattutto da quelle in cui ho avuto esperienze da allenatore (Piazza al Serchio e Sillicagnana). Qui si crea una squadra senza un budget economico e questo comporta un maggiore attaccamento alla maglia ed ai colori. In particolare, nella società, mi hanno colpito tanto questo modo di vivere e seguire la squadra come dei veri "tifosi" e la capacità di trasformare un ambiente, prettamente sportivo, in una vera e propria famiglia. Questo porta l'allenatore a prendere con serenità e tranquillità il periodo negativo e di "fare il pompiere" in quello positivo."

Quali giocatori lo hanno stupito di più, positivamente? 

"In generale, sono rimasto molto soddisfatto di tutto il gruppo anche se conoscevo bene i valori iniziali. Però, con sincerità, posso precisare che i giocatori che mi hanno stupito di più sono Mattia Cavani e Giacomo Luti. Mattia perché in questi mesi ho capito che è un giocatore da categorie superiori e mi dispiace che la scorsa stagione abbia "perso tempo" in terza categoria. Giacomo, invece, perché da quando è arrivato (inizio dicembre) ha dato il giusto equilibrio al nostro centrocampo. Oltre che sul lato tattico, vorrei sottolineare che sono, anche, due ragazzi seri, calcisticamente parlando, e molto presenti al campo. Queste sono due caratteristiche fondamentali per me. Devo ammettere che non mi aspettavo questo tipo di qualità da entrambi."

Chi è, secondo lei, il valore aggiunto della vostra particolare ed unica realtà? 

"Indubbiamente il Vicepresidente Lorenzo Fiori, il nostro dodicesimo uomo in campo. Lui è quella persona che ci dà qualcosa in più e che ci fa andare oltre i nostri limiti. Dopo ogni vittoria si va da lui ad esultare alla rete ed è lì, per me, la più grande vittoria di questo speciale gruppo."

Concluso il girone d'andata, ci illustri un suo momentaneo bilancio sulla vostra stagione facendo riferimento alle sue aspettative iniziali e a quelle future? 

"È inutile nascondersi: le mie aspettative iniziali erano quelle di fare un campionato a ridosso dei play-off. Poi, però, ci sono stati una serie di imprevisti che ci hanno rallentato il cammino. Sul finale di girone ci siamo ripresi e abbiamo chiuso a 23 punti che, secondo me, è un ottimo risultato considerando tutte le avversità subite. Mi aspetto un girone di ritorno difficile dove il nostro principale obbiettivo sarà quello di centrare la salvezza e poi, perché no, sognare un qualcosa che a Pontecosi non è mai successo."

Come ha appena detto avete fatto un buon girone d'andata alternato, però, da fasi ottime e fasi completamente negative. A cosa sono dovuti questi risultati altalenanti? 

"Anch'io, in effetti, ho notato questa ripetuta altalenanza. Credo che questo sia dovuto all'entusiasmo visto che, a questa squadra, è sempre mancata la cosiddetta "prova di maturità". Quando facciamo diversi risultati utili consecutivi subiamo un forte tonfo. Su questo lato dobbiamo migliorare tanto ma, sicuramente, la gioventù e la poca esperienza di molti incide ed è comprensibile che sia così."

Per quanto riguarda le avversarie, quali, tatticamente, vi hanno messo più in difficoltà? 

"Le squadre che, tatticamente, ci hanno messo più in difficoltà sono state l'Aquila Sant'anna, grazie alla bravura e alla meticolosità del suo mister Christian Boi ed il San Giuliano, il quale lo reputo una squadra altamente organizzata e non da quelle posizioni di classifica."

Per la vittoria del campionato c'è una bella lotta fra tre squadre (Orentano, Molazzana e Sporting Club Calci) distanziate da un solo punto. Chi vede favorito? 

"Da buon garfagnino spero nella vittoria del Molazzana però sia Orentano che Calci sono due compagini molto forti. Nello specifico l'Orentano è formato da giocatori di categorie superiori, molto tecnici e bravi a giocare al calcio mentre lo Sporting Club Calci è una squadra caratterizzata dal giusto mix tra giocatori di esperienza e giovani validi che, con l'entusiasmo, potrebbero portare oltre i limiti previsti."

Una di queste, lo Sporting Club Calci, lo affronterete proprio domenica. Come pensa di preparare questa partita? 

"So che sarà una partita complicata però noi arriviamo da tre vittorie consecutive e andremo a Pisa per continuare questo magico momento cercando di mantenere il giusto equilibrio tattico e mentale."

Abbiamo visto che, da due mesi circa, si è riunito a lei un fidato collaboratore come Cristian Fontanini: come vi dividete il lavoro sul campo? 

"Cristian è stato, per me, l'acquisto più importante di questa stagione. Prima di tutto perché ha portato quella capacità tattica e quel sorriso che mancava e, inoltre, io e lui riusciamo a completarci e quindi siamo fatti per lavorare insieme. Nello specifico lui, come già anticipato, fa un lavoro più sul campo e mette in pratica quelle che sono le mie e, quindi, le nostre strategie."

Come si vede, dal punto di vista calcistico, fra dieci anni? 

"Non sono una persona che pensa al futuro, vivo giorno per giorno. Posso dire, però, che sono molto felice del presente, calcistico, perché mi sento grato per aver ricevuto la proposta di allenare in questa squadra e spero di rimanerci anche il prossimo anno perché i frutti seminati si raccoglieranno nella prossima stagione. In aggiunta sto cercando di prendere il patentino di allenatore, quindi, un 2018 che, nell'ambito sportivo, mi prospetta positività."

 


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